Il pressing dei giornaloni e le accuse al Tesoro. Riparte l’assalto sul Mes

(di Carlo Di Foggia – Il Fatto Quotidiano) – Sul famigerato Meccanismo europeo di stabilità, Mes, e le sue linee di credito “sanitarie”, è ormai in piedi una battaglia politica senza esclusione di colpi, anche a costo di mettere nei guai il Paese sui mercati. L’assalto quotidiano di mezzo arco parlamentare, grande stampa e pezzi di establishment europeo – che si è perfino intensificato dopo l’accordo sul Fondo di ripresa trovato martedì – ieri ha raggiunto vette inesplorate, con tanto di incidente istituzionale.

Il Sole 24 Ore ha aperto la sua prima pagina attribuendo al ministro dell’economia Roberto Gualtieri la frase “tensioni di cassa se non usiamo il Mes”. Tradotto: l’Italia sta per finire i soldi.

Secondo il quotidiano di Confindustria, è il senso di quanto detto da Gualtieri al vertice tra i capi delegazione della maggioranza a Palazzo Chigi mercoledì, prima del Consiglio dei ministri che ha varato il nuovo scostamento di bilancio per 25 miliardi a copertura del nuovo decreto di agosto.

Per tutta la giornata il Tesoro è stato subissato di telefonate. La smentita è arrivata solo poco prima delle 13, dopo la rivolta dei 5Stelle e gli attacchi dell’opposizione, come se la notizia non fosse price sensitive, cioè in grado di creare tensione sui mercati. “Gualtieri non ha mai pronunciato le parole attribuitegli dal titolo del quotidiano e per il bilancio dello Stato non esiste alcun problema di cassa”, fanno sapere dal ministero all’ora di pranzo. Le ore passate senza smentire? Colpa di impegni istituzionali del ministro.

A Palazzo Chigi e tra i grillini non sono così convinti, tanto più che ieri anche Repubblica sparava in prima pagina una frase (“l’Italia prenda il Mes”) attribuita al commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni. Un riassunto molto apodittico del ragionamento dell’ex premier Pd: “I soldi del Recovery fund arriveranno nel 2021” e nel frattempo “uno strumento è già disponibile, ovvero il Mes”. In serata, per chiudere in bellezza, il Tesoro ha spiegato che le casse dello Stato non hanno problemi: a luglio, anzi, il saldo dovrebbe salire a 80 miliardi.

Un’ovvietà serale che contrasta con la leggerezza con cui per ore si è lasciato far credere a problemi di liquidità per l’erario: una di quelle informazioni che possono scatenare un terremoto finanziario e a oggi un vero controsenso visto che il rendimento dei decennali italiani è intorno all’1% e in calo dopo l’accordo di Bruxelles sul Recovery plan.

Non solo. Il Mes “pandemico” mette a disposizione per l’Italia 36 miliardi di prestiti vincolati alle spese sanitarie per la crisi Covid “dirette e indirette”. Niente che non possa essere fatto con normali aste di titoli di Stato: ai tassi attuali, peraltro, la famosa convenienza del Mes è più che dimezzata rispetto ai “conti della serva” dei suoi cantori di qualche settimana fa (da 6 a 3 miliardi in 10 anni). E questo a tacere dei rischi finanziari (il Mes è pensato per i Paesi insolventi) e politici dovuti alle forti condizioni macro-economiche sottostanti al suo impiego (oggi Bruxelles dice che non le richiederà, ma resta un impegno politico non giuridico).

Nonostante questo sul Mes è ormai un martellamento quotidiano. Il Pd lo vuole a tutti i costi e il segretario Nicola Zingaretti lo ha ribadito nelle stesse ore in cui il premier Giuseppe Conte festeggiava l’accordo europeo, tra lo stupore di pezzi del suo stesso partito, a partire dalla corrente orlandiana. Anche LeU è in gran parte favorevole, così come Forza Italia e i renziani di Italia Viva. I grandi giornali ne hanno fatto una campagna di stampa permanente. Confindustria lo chiede a gran voce da mesi.

Il tema è stato discusso mercoledì al vertice di Palazzo Chigi. Chi c’era ammette che Gualtieri ha ribadito di essere favorevole al Mes e di avere qualche timore sui conti per settembre. Il ministro della Salute Speranza ha spiegato di essere pronto a usare i fondi per il piano di investimenti nella sanità. Che però – gli ha ricordato Gualtieri – in buona parte contiene spese “strutturali” che non possono essere coperte dal Mes.

Ieri, comunque, lo spread non ha reagito alla notizia che il principale giornale economico dava sul ministro e le casse dello Stato: chissà se è un complimento per Gualtieri o per Il Sole.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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15 replies

  1. I “cosiddetti” mercati (in realtà i vari gestori finanziari dei titoli di stato e gli analisti) nel pianificare i loro investimenti non “leggono” i giornali italiani su questioni economiche, sanno che vi scrivono degli ignoranti e bugiardi che assecondano i loro “padroni”

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  2. È davvero singolare, tutte le lobby, gruppi di pressione che spingono per aderire al mes, hanno il domicilio fiscale in Olanda.
    È ora di finirla, volete il mes?
    Ok, no problem, ma senza i 5S, noi andiamo all’opposizione ve lo approvate da soli, rimettete i coglioni degli italiani nelle mani dei Rutte di turno ma lo fate voi e ve ne assumete la responsabilità, e alle prossime elezioni usciamo dall’euro a furor di popolo, senza aspettare il virus di turno.
    E una volta fuori vi veniamo a prendere a uno a uno fosse anche in in capo al mondo, basta giocare con le vite della gente per biechi interessi personali.
    Vaffanculo.

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    • Non molto difficile: il Pd -e altri-vuole far perdere la faccia al M5S ,nella speranza che perdano voti per le regionali e che quei voti vadano pari pari a loro (invece tutt’al più andrebbero all’astensione). Senza pensare che la restituzione del Mes è un creduto privilegiato , quindi gli altri creditori non privilegiati aumenteranno il tasso di interesse , azzerando il vantaggio dell’adesione al Mes a tassi bassi .Dunque il pressing e’ politico, non economico .Una solenne idiozia .

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    • Il Mes di cui si parla è vincolato alle spese sanitarie, quindi il grosso finirebbe dritto in tasca alle regioni. Per sapere a chi conviene basta guardare chi amministra le regioni e vedere se, puta caso, tra le loro fila ci sia qualcuno che, quando gli vengono gli occhi a forma di dollaro, non si ponga affatto il problema dei possibili (o certi, nello specifico) danni al Paese, tantopiù se questi nodi verranno al pettine solo durante futuri mandati.

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  3. E’ incredibile la potenza di fuoco che i giornaloni hanno schierato a favore del MES: è quasi una settimana che Corriere, Repubblica e Stampa, e ora anche il Sole, bombardano con articoli in cui si dice che il MES è convenientissimo, che è necessario, che ora bisogna prenderlo… sembra una televendita, neanche Roberto Da Crema si spingeva a tanto.
    Ed è altrettanto incredibile quanto questi giornalastri siano asserviti ai poteri forti: il PD dice che va preso, ed ecco che parte la grancassa mediatica. Alla faccia della libertà di stampa.
    Come possono Conte e il M5S resistere a un martellamento di questo genere, peraltro con la prospettiva di far cadere il governo?

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    • Johnny Honesto
      neanche Roberto Da Crema si spingeva a tanto……OTTIMO ESEMPIO

      Nel MES,checchè ne dicano gli imbonitori Sassoli e Gentiloni, permangono le condizionalità giuridiche. C’è solo una promessa politica scritta con una lettera da Gentiloni e Dombrovskis, che può essere invalidata in ogni momento. Il MES è il Passepartout della Troika per impossessarsi delle politiche economiche italiane.
      Che cosa ce ne facciamo del MES, se per assecondare la brama di soldi dei soliti? Chi sono i proprietari dei principali Media?

      Per bloccarli basterebbero 2 calcoli, nei conti correnti italiani ci sono (dalle ultime rilevazioni) 1400 miliardi di depositi, il totale dei fondi e dei risparmi degli italiani ammonta a circa 10.000 miliardi, basterebbe, come sta cercando timidamente di fare il Tesoro, girare i 3/4 del debito negli investimenti degli italiani, rendendolo conveniente con premi a salire ecc.ecc e non ci sarebbe più la necessità di chiedere soldi e sopratutto gli interessi non andrebbero per la maggior parte all’estero. Questo è la posta in gioco: LA MONTAGNA DI SOLDI DEI RISPARMI DEGLI ITALIANI, che è il vero ELDORADO.

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  4. Egregio Adriano, la soluzione non le sembra molto vicina ad un “corso forzoso” di una volta oppure a una patrimoniale? Ci vorrebbe un governo con un consenso popolare granitico…

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    • paolo diamante Roma
      Nessun obbligo, ma renderli convenienti per i risparmiatori italiani, l’ultima emissione retail (Richieste record per il Btp Italia, dal retail domande per 14 miliardi) è andata in questo senso, ma ancora troppo timidi.

      https://www.agi.it/economia/news/2020-05-20/btp-italia-collocamento-8673135/

      O vogliamo che le banche continuino a truffare i risparmiatori?
      Ci sono 10.000 + 1400 miliardi cash da poter impiegare.
      Accanto ci sono 300 miliardi annui di evasione ed elusione. Occorre solo la volontà politica per poterli aggredire.
      Altra cosa da implementare è dare incentivi con minori tasse per chi esporta, non finanziamenti che sono viaetati (AIRBUS è stata condannata e stiamo pagando dazi per quella furbata) quello che già fanno il Benelux e la Germania.

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  5. Stanno giocando sporco….quelli del PD. ….E il M5S non deve cascarci. …avete fatto caso che neanche Salvini e Meloni non ne parlano più e loro sono contrari al Mes. Adesso sono concentrati sui recovery fund.

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    • Salvini non sa piu’ di cosa non parla il PD… Prima era Bibbiano, poi la sciatica di mia nonna, poi il Punt e Mes.

      Con tutti gli errori di acquiescenza commessi dal PD, cliniche di la’, inquisito di qua, fondazioni di su, leggi sul lavoro di giu, ILVA e Autostrade ovunque li potrebbe fare neri… e invece no.

      Ma chissa’ come mai…

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