M5S: prove tecniche di compromesso

(Emanuele Buzzi – il Corriere della Sera) – Prove tecniche di compromesso. O poco ci manca. La tre giorni romana di incontri di Davide Casaleggio con il premier e i vertici M5S si conclude con quella che sembra una bozza di un armistizio. Il presidente dell’associazione Rousseau incontra il ministro degli esteri di mattina per un vertice chiarificatore sugli orizzonti dei Cinque Stelle: troppe le divergenze, i nodi sul tavolo.

A fine summit bocche cucite: nessuna dichiarazione ufficiale. Poi fonti vicine ai due protagonisti parlano di «soddisfazione» e dicono che «non è andata male». Nessun vinto e nessun vincitore, ma da quello che emerge si va verso un mezzo passo di avvicinamento da parte di entrambe le ali in cui si è spaccato plasticamente il Movimento.

Certo, alcuni nodi restano sul tavolo ma qualcosa nel caos pentastellato si muove. L’alleanza con i dem alle Regionali? I governisti premono per farla, si parla da giorni anche di un messaggio di Beppe Grillo, un endorsement deciso. La novità è che si va verso un passaggio su Rousseau, ma a livello locale come già accaduto per la Liguria.

«Non possiamo fare in modo diverso», dicono nel Movimento e si sottolinea come per Casaleggio sia importante «il metodo». L’altro punto di contatto tra governisti e ribelli è una accelerazione sull’iter che porterà agli Stati generali di ottobre: c’è chi azzarda anche a lancio del percorso prima della fine del mese, in modo da creare dibattito già durante la campagna elettorale.

E soprattutto essere pronti a varare l’agenda e la leadership del M5S del futuro subito dopo il voto di settembre. E anche in quest’ ottica si legge l’atteggiamento di Alessandro Di Battista, più distaccato, prossimo a diventare padre per la seconda volta. E che prova a tessere una tela anche a partire dai territori (ieri ha postato sui social network la sua foto in Abruzzo con il consigliere regionale Domenico Pettinari).

Anche per lui qualche attacco interno: «Perché non dice nulla sulla visita di Casaleggio?». Intanto proprio dai territori arriva una nuova grana per i vertici. Militanti e consiglieri sono stati chiamati a fornire una priorità per le opere da commissariare nei giorni scorsi e molti lamentano di aver visto completamente disatteso il loro lavoro, i loro spunti.

«Che senso ha coinvolgerci in una operazione per poi non ascoltare nulla dei nostri suggerimenti?», si lamenta un Cinque Stelle. Rapporti da ricucire: un’operazione difficile. Riflessi di un’estate calda (e ancora molto lunga) per i Cinque Stelle. E I riflettori sono già puntati sulla prossima occasione di confronto: il Villaggio Rousseau che si terrà per la prima volta via web il 25-26 luglio.

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