Il caporalato dello champagne. Raccogliere l’uva come schiavi, attesa sentenza in Francia

(msn.com) – Una coppa di champagne è meno spumeggiante questa settimana.

Il processo per traffico d’uomini a Reims in Francia si intreccia con il vino perlato francese : sei uomini e 3 aziende sono accusati di aver abusato di migranti d’origine africana e afghana per fornire manodopera nella raccolta dell’uva per le maggiori case produttrici di vino nell’estate del 2018.

Quasi 200 le vittime del giro criminale.

L’avvocato del Comitato contro la moderma schiavitù,Mehdi Bouzaida, precisa che “Era stato promesso un lavoro con uno stipendio di 10 euro l’ora. Un periodo di lavoro da 20 a 30 giorni. Alloggi promessi, una stanza per due o tre, niente di cui preoccuparsi. E ovviamente quando son arrivati la situazione era ben diversa”.

Alcune persone erano state reclutate nei centri di accoglienza per migranti e trasportati su pulmini nella regione di Champagne.

Circa 80 le persone ospitate in un hotel fatiscente, in condizioni ritenute dagli inquirenti disumane. Anche dieci persone per camera. Una sola doccia per tutti. E il cibo è stato trovato sul pavimento, stando ai rapporti della polizia».

Le uve raccolte sono state fornite ad alcuni dei maggiori produttori di champagne in Francia …

Che negano di essere a conoscenza di queste pratiche. E contro i produttori non è stata fatta alcuna accusa.

Il lavoro illegale nelle campagna accomuna molte regioni europee, rappresenta la terza attività criminale più lucrativa come ci dice il colonnello Philippe Thurie che ha guidato le indagini: “Le persone che vengono assunte devono pagare il trasporto, il reclutamento e il cibo ai reclutatori, ma anche parte dello stipendio che ricevono viene recuperato da questi intermediari, quando i proprietari terrieri – nella maggior parte dei casi – pagano gli stipendi a cui queste persone hanno diritto”.

La sentenza del process di Reims è attesa per venerdì 3 luglio.

Categorie:Cronaca, Inchieste, Mondo, Vino

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