(Gianluigi Paragone – ilparagone.it) – L’Italia ha fretta di ripartire, di rialzare la testa, di scacciare via le paure dettate da una crisi economica senza precedenti e che continua a spaventare tante famiglie mai così in difficoltà. Vogliose di tornare il prima possibile a una vita di lavoro e di guadagni, mentre il governo continua tenere il freno tirato nonostante le tante proteste delle varie categorie. Di aiuti, di sostegno. Domande alle quali nelle scorse ore l’esecutivo giallorosso ha risposto rispolverando un suo vecchio cavallo di battaglia, il più utile e urgente degli interventi attuabili in questo momento storico: il fondamentale bonus per le biciclette.

Sì, ancora una volta un governo che fatica a tendere la mano alle famiglie, intrappolato tra il ritardo delle decisioni e i rallentamenti burocratici che le rendono ancora meno incisive, rilancia, tra tante possibili soluzioni per dare prezioso ossigeno agli italiani, l’idea di un incentivo per l’uso delle due ruote senza motore. A ribadirlo è stata la ministra Paola De Micheli attraverso le pagine di Repubblica, dopo essersi detta soddisfatta per la risposta dei cittadini (loro sì, quasi sempre impeccabili in queste settimane complicate) all’inizio della Fase 2: “Non c’è stato nessun caos trasporti, sui treni a lunga percorrenza hanno viaggiato il 5% di passeggeri in più rispetto alla settimana precedente. Non proprio un esodo di massa. Sui treni regionali l’incremento medio è del 7%. E sui mezzi pubblici urbani non abbiamo mai superato le 15 persone in più rispetto al lunedì precedente. In tutte le città le metropolitane viaggiano sotto la capacità programmata”.

Qualche macchina in più si è vista lungo le strade, senza però esagerare. Ora non resta che aspettare l’inizio a pieno regime della Fase 2, quando tutti gli italiani riprenderanno le rispettive attività. Nell’attesa, si vagliano proposte come il “viaggio verticalizzato”, con le persone sedute una dietro l’altra sui mezzi pubblici, mascherine sempre obbligatorie. Ma soprattutto si lavora alla definizione dell’incentivo “per l’acquisto e lo sharing di monopattini e bici, comprese quelle elettriche”. Un modo, secondo la De Micheli, per evitare che il traffico su auto torni a farla da padrone, offrendo delle valide alternative: “Per le biciclette è previsto fino a un massimo di 500 euro. Ma non verrà calcolato per soglie di reddito”.

Un meccanismo che dovrebbe prevedere, in sostanza, un rimborso dopo l’acquisto, con soldi ai Comuni per la realizzazione di pistea ciclabili. E che pare riscuotere particolari favori all’interno della maggioranza giallorossa. Ora, sia chiaro: niente di male nell’incentivare l’utilizzo di mezzi alternativi e più ecologici delle care, vecchie quattro ruote. Ma la domanda resta: davvero in questo momento storico, con tante famiglie disperate che chiedono al governo aiuti veri e rapidi, non esiste un modo migliore per impiegare così tante risorse?
Per Cortesia…..
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Mi astengo sul Ministro in argomento, perché non ho mai sparato sulla Croce Rossa e non voglio cominciare adesso.
Nel merito, Paragone ha ragione da vendere ma le priorità sembrano essere un optional per chi governa.
Detto ciò, bici è bello, è salutare e non inquina.
Segnalo però che il mercato dell’auto ha avuto un calo del 97% nei primi 4 mesi e con questi chiari di luna, dubito che si riprenda.
Quando poi centinaia di migliaia di lavoratori diretti e dell’indotto, saranno disoccupati, voglio vedere come finisce.
Segnalo pure che l’ineffabile FCA con sede in Olanda ma con gli stabilimenti in Italia, ha già battuto un colpo!
Al prossimo sento già tintinnio di cassa integrazione e non mi sembra che l’INPS goda di ottima salute.
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