(di Marco Palombi – ilfattoquotidiano.it) – Da martedì notte, quando hanno iniziato a prendere forma i risultati delle elezioni americane di midterm, c’è uno strano vento nei media (non solo) italiani: no, non è il vento della storia, è più l’insieme di decine e decine di sospiri di sollievo. Oltre al condivisibile conforto per lo schiaffone arrivato al puzzone della Casa Bianca, nel sospiro del commentatore comm’il faut c’è di più, è la soddisfazione di poter ritirare fuori tutto il bric-à-brac delle buone cose di pessimo gusto: il trumpismo è finito, il sovranismo non si sente tanto bene, si torni al business as usual, serve moderazione, adelante ma con juicio. “L’estremismo, alla lunga, non paga”, ci spiega su Repubblica Yascha Mounk, politologo della Johns Hopkins University: d’altra parte negli Usa hanno vinto “i moderati nell’80% dei casi”. “Io penso stia iniziando il declino non solo di Trump, ma di quella miscela vincente che negli ultimi 10-15 anni ha saldato nazionalismo e riscatto economico”, dice Paolo Gentiloni, che quella “miscela” l’ha vista, se non causata, da Palazzo Chigi, ministeri e Commissione Ue. Non può mancare la lezione per l’Italia: a Marcello Sorgi (La Stampa) l’ex seminarista texano Talarico ricorda tanto Sergio Mattarella (sic), che non abbraccia “argomenti estremi”, “consapevole di aver sempre una parte dei cittadini che lo ascoltano e al momento opportuno sanno manifestarsi come maggioranza” (sic). Titolo: “Il ritorno a uno spirito moderato”. Lo spirito moderato è un po’ l’animale guida di quelli che scambiano il sintomo con la malattia e il realismo con la realtà: Trump, come altri puzzoni, è un sintomo, un capitalismo che non crea benessere condiviso e produce debito anche nei periodi di crescita è la malattia. Negli Usa e fuori la concentrazione di capitali e potere – compreso quello dei nuovi oligarchi – proseguirà anche dopo la sconfitta di Trump e così sarà finché non troveremo una soluzione “radicale” o finiremo contro il muro (o in una guerra). La realtà è smoderata, l’elettorato si adegua: vota persino un cialtrone arancione pur di non tornare nel salotto di Nonna Speranza dove vivono i moderati, pragmatici che stoicamente accettano la violenza che non subiscono.