
(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Giorgia Meloni: più 0,3 per cento. Roberto Vannacci: meno 0,9. Lo stesso 0,9 che, guarda caso, recupera la Lega. Ovvero: alla luce dell’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli (ieri sul “Corriere della Sera”) l’operazione legge e disordine funziona eccome (per Youtrend, Fratelli d’Italia crescerebbe addirittura dell’1 per cento). Sia come sia, tre settimane fa il partito della premier e l’intera maggioranza di governo non sapevano letteralmente dove sbattere la testa con tutti gli indicatori economici in discesa. Poi, come per miracolo (elettorale), una folla di ragazzotti mette a soqquadro il centro di Milano: vetrine infrante, saccheggi griffati, mentre su tutti gli schermi suscita vasta impressione l’immagine di un funzionario di polizia sanguinante dopo una sassata in faccia. Per il governo delle destre si tratta di una vera pacchia che in cinque mosse viene prontamente messa a frutto.
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1) Meloni posta messaggi indignati accusando l’opposizione di non aver preso le distanze dalla violenza con sufficiente vigore. 2) Settimo decreto Sicurezza approvato d’urgenza con l’inasprimento del fermo preventivo e del “reato” di travisamento: insomma, meglio non farsi vedere dalle parti di una manifestazione con un berretto un po’ troppo calato sulla testa. 3) Giornali e talk al seguito della Fiamma e del Carroccio preconizzano sanguinose rivolte di piazza, risultato della saldatura tra “rossi” e islamici. L’arresto (poi negato dalla Gip) della presunta “mente” dei disordini Youssef Siher conferma il clima pre-insurrezionale. 4) Alla vigilia dei cortei di venerdì scorso, un videospot (con musica da ascensore in sottofondo) diffuso dal Viminale mostra il ministro Piantedosi che istruisce prefetti e questori in merito a possibili emergenze di piazza. Dunque, gli onesti cittadini possono dormire sonni tranquilli. 5) Scioperi e manifestazioni si svolgono in tutto il Paese con qualche scontro tanto per gradire, ma niente di allarmante. Missione compiuta. Ristabilito l’ordine, la destra di governo recupera posizioni sui manipoli di Roberto Vannacci, in stallo dopo l’exploit estivo. Dal cosiddetto Campo largo niente da segnalare se non il calendario su programma e primarie che sembra quello di Frate Indovino.
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Un passo indietro: davvero il weekend delle vetrine infrante è stato per il governo un fulmine a ciel sereno? Nando dalla Chiesa ha ricordato, lunedì scorso su queste pagine, il consiglio che nel 2008 l’esperto del ramo Francesco Cossiga diede al ministro degli Interni dell’epoca, Roberto Maroni, nel pieno dell’Onda, il movimento studentesco che stava scuotendo le università e le scuole. “L’ex presidente della Repubblica suggerì di lasciare commettere le violenze fino al punto limite in cui le forze dell’ordine sarebbero state moralmente benvenute dai pacifici cittadini se avessero represso la protesta con tutta la durezza possibile”. Sì, sono accadute troppe cose strane in quei disordini, a cominciare da un’insufficiente presenza delle forze dell’ordine segnalata dal sindaco di Milano, Beppe Sala. E non è complottismo registrare che prima degli scontri del 17 ottobre c’era stato un allarme dell’intelligence ignorato dal Viminale. “I Servizi avevano segnalato i disordini che poi si sono verificati. Nei giorni precedenti alla manifestazione erano circolati volantini diversi, diffusi attraverso piattaforme e canali considerati compatibili tra loro. Il messaggio era sostanzialmente identico: scendere in piazza 17 ottobre” (“Repubblica”). Intanto, si preannunciano nuovi cortei di protesta per sabato prossimo. Con i partiti di governo che già si fregano le mani.
A Padella e tu credi ancora ai sondaggi!!???
Stai invecchiando male , pendi a destra….
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