Giunge solo ora, a distanza di qualche giorno, l’occasione di dedicare a Salvatore Costanzo le più vive congratulazioni per la riuscitissima presentazione del suo ultimo saggio “Le due Grandi Cupole. Nuove ricerche sull’opera di Brunelleschi e Michelangelo”, la cui presentazione si è tenuta lo scorso 24 ottobre nel Palazzo della Cultura di Marcianise. I lavori sulla narrazione dell’opera – un ponderoso volume di oltre 350 pagine patrocinato dal Comune di Marcianise e dalla Società di Storia Patria di Terra di Lavoro – sono stati aperti dal Presidente di Storia Patria di Caserta avv. Alberto Zaza d’Aulisio e dalla dott. Maria Luigia Iodice, Sindaca di Marcianise, a cui hanno fatto seguito gli interventi del dott. Andrea Tartaglione, Presidente del Rotary Club Marcianise e dell’autore del libro.

Salvatore Costanzo – urbanista, storico e critico d’arte – continua a raccogliere apprezzamenti unanimi anche in molti ambienti Accademici nazionali e nelle principali sedi delle Soprintendenze del Ministero della Cultura.

La presentazione al pubblico della sua ultima ricerca è diventata un’espressione tangibile di quel mondo affascinante e misterioso al quale sono appartenuti i più quotati padri nobili (architetti e artisti) del Rinascimento.

Nelle pagine del libro vengono indagati con rigore scientifico gli schemi strutturali delle cupole di Firenze (Santa Maria del Fiore) e di Roma (San Pietro in Vaticano), intimamente partecipi delle più avanzate ricerche di forme e profili sempre più progrediti: costruzioni straordinarie attraversate da campi disciplinari diversi e innovatori del Rinascimento, che favoriscono momenti imprescindibili di riflessione e ricerca.

Il nodo centrale del saggio, focalizzato sulle “cupole a ombrello” di matrice brunelleschiana, sposta l’asse interpretativo della storiografia tradizionale. Strutture come Santo Spirito, Santa Maria delle Carceri a Prato, la Sagrestia Vecchia di San Lorenzo e la Cappella Pazzi in Santa Croce si rivelano archetipi geometrici e numerici fondamentali per l’evoluzione progettuale michelangiolesca. Si delineano, così, le coordinate per una nuova esegesi del genio di Michelangelo a Roma: il Buonarroti reinterpreta la lezione di Brunelleschi non in chiave dogmatica, bensì come un paradigma di invenzioni spaziali da emendare, potenziare e spingere oltre i limiti fisici dell’epoca.

Nell’opera di Costanzo, sono stati misurati e soppesati, oltre ai grandi maestri dell’architettura e dell’ingegneria dal Quattrocento al Settecento (Vanvitelli, in particolare), le loro prestazioni e i loro percorsi, e analizzati soprattutto  i profondi valori culturali e linguistici legati alle diverse concezioni spaziali delle due Grandi Cupole.

L’apporto divulgativo del saggio mira ad esprimere occasioni sempre maggiori di crescita e diffusione dei nuovi studi sulle Scienze delle Costruzioni, in cui il rilevante lascito del patrimonio monumentale fiorentino e romano e la sua impareggiabile ricchezza delle opere d’architettura, assicurano il significato di correlazioni, continuità di vita e di pensiero, e ci riportano alle sorgenti della nostra storia e cultura.

Da evidenziare, inoltre, il contenuto riservato agli “Apparati illustrativi” del volume, una fittissima serie di immagini di progetti, architetture e disegni che – pur nella varietà dei loro contrasti – costituiscono una densa panoramica per interpretare la vitalità espressiva e il fervore creativo dei repertori proposti.