Sanità, alle Regioni niente fondi per screening e salute mentale. La manovra stanzia la metà delle risorse sollecitate da Schillaci. Salta l’acquisto di apparecchiature e l’assunzione di nuovi medici

Sanità, alle Regioni niente fondi per screening e salute mentale

(di Michele Bocci – repubblica.it) – Sconfitte su tutta la linea. Le Regioni non avranno soldi per potenziare, dove servono, gli screening oncologici, per dotare gli ospedali di nuove apparecchiature, per assumere medici o pagarli di più, per riempire di attività le Case di comunità, per la salute mentale. La sanità ha ricevuto dalla manovra molto meno di quanto richiesto da chi la amministra sul territorio. I presidenti dovranno rinunciare a tante delle richieste che hanno avanzato in un documento ufficiale nei giorni scorsi, potrebbero anche avere problemi a reggere gli aumenti delle spese fisse, come quelle per l’energia. Come le Regioni, non ha avuto alcuna voce in capitolo nella costruzione della manovra sanitaria il ministro alla Salute Orazio Schillaci, che aveva chiesto il doppio del denaro poi stanziato, cioè 6,5 contro 3,4 miliardi, per potenziare tra l’altro la prevenzione, l’assistenza all’autismo e ai problemi di salute mentale. A Schillaci non è stata neanche data la gestione degli 1,6 miliardi per il cosiddetto bonus dentiere, del quale si occuperà il Lavoro con l’Inps.

Le Regioni avevano approvato all’unanimità un documento con le norme da inserire in finanziaria. Chiedevano circa 18 miliardi in tre anni. Per il 2027, il totale faceva, compreso il miliardo stanziato dalla finanziaria dell’anno scorso, faceva circa 7,5 miliardi.

La prima misura che salta riguarda il personale. Le Regioni volevano aumentare gli stipendi di infermieri e medici, rispettivamente con 1,1 miliardi e 400 milioni. I soldi servivano anche per fare assunzioni. Pagare di più i lavoratori, avvicinando gli stipendi a quelli degli altri grandi Paesi europei, avrebbe reso più appetibile il lavoro in sanità (tra l’altro Schillaci per la stessa cosa aveva chiesto un miliardo). Ma nella manovra c’è giusto il miliardo necessario a pagare gli aumenti per i rinnovi contrattuali. Sono invece stanziati i 114 milioni di euro chiesti dalle Regioni per aumentare gli stipendi dei medici del pronto soccorso.

Le Regioni avevano chiesto anche 1,5 miliardi di euro per un fondo dedicato all’innovazione terapeutica. Niente. Nel testo della finanziaria, infine, ci sono appena 138 milioni per gli aumenti legati all’inflazione. È una cifra ridicola se confrontata con quanto chiesto: le amministrazioni locali volevano circa 3,5 miliardi per il cosiddetto fondo indistinto, cioè denaro non vincolato, che sarebbe servito a fronteggiare gli aumenti dei costi fissi, dall’energia a quelli per farmaci e dispositivi.

Ma i soldi sarebbero serviti a finanziare la cosa più importante, cioè l’attività sanitaria. Ovviamente, ogni realtà locale, proprio perché non sarebbero stati fondi vincolati, avrebbe agito sui settori in cui aveva più bisogno. Un esempio sono gli screening oncologici, che al centro-nord funzionano, ma al sud no. Senza soldi non si possono rinforzare. In alcuni casi i soldi potevano servire a ospedali e ambulatori, ad esempio per l’acquisto o la manutenzione dei macchinari diagnostici, utili per abbattere le liste di attesa, ma anche per investimenti sul territorio. Il Pnrr ha pagato solo la costruzione o ristrutturazione di Case e Ospedali di comunità. Vanno però riempiti di servizi e di personale, dai medici di famiglia agli specialisti, e servirebbero soldi. Praticamente in tutto il Paese, inoltre, c’è un drammatico problema di assistenza ai giovani con patologie psichiatriche, il cui numero è in aumento. I soldi del fondo indistinto sarebbero stati utilizzati anche per questo tipo di attività. Lo stesso Schillaci aveva chiesto soldi per questo tipo di problemi e per l’autismo, ma anche in questo caso non è stato preso in considerazione.