Lo Stato risparmia 8,5 miliardi di euro in 10 anni. Il calcolo si trova nella Relazione tecnica alla manovra che prevede che dal 2027 in poi si torni  al meccanismo di indicizzazione analogo a quello del 2023, che riconosce l’indicizzazione piena solo per i trattamenti pensionistici pari o inferiori a quattro volte il minimo Inps (611,85 euro)

La legge di Bilancio porterà una stretta alla rivalutazione delle pensioni. Lo Stato risparmia 8,5 miliardi di euro in 10 anni

(ilfattoquotidiano.it) – La stretta sulla rivalutazione delle pensioni prevista dalla legge di Bilancio porterà risparmi lordi per 14,2 miliardi in 10 anni e 8,5 miliardi al netto degli effetti fiscali. Il calcolo si trova nella Relazione tecnica alla manovra che prevede che dal 2027 in poi si torni al meccanismo di indicizzazione analogo a quello del 2023, che riconosce l’indicizzazione piena solo per i trattamenti pensionistici pari o inferiori a quattro volte il minimo Inps (611,85 euro): gli assegni superiori vengono rivalutati solo parzialmente, con una percentuale decrescente che arriva fino al 32% per gli assegni più alti, quelli che sono oltre 10 volte il minimo. La Relazione tecnica quantifica una minor spesa pensionistica solo nel primo triennio di 1,476 miliardi l’anno al lordo degli effetti fiscali e di 885 milioni al netto degli effetti fiscali. Sono calcolati risparmi fino al 2036 che dal 2030 si riducono progressivamente.

“Dopo le conferenze stampa arriva il testo della manovra. E con il testo arriva la verità: per distribuire mance e finanziare la propaganda, il Governo taglia sulla scuola e sulle pensioni, riduce l’Irpef per un solo anno, investe risorse insufficienti nella sanità pubblica, mentre le liste d’attesa restano interminabili e chi può è costretto a curarsi a pagamento. Cala il velo dell’ipocrisia e il re è nudo: nessuna misura strutturale per sostenere famiglie e imprese, nessuna strategia per la crescita. Solo tagli per racimolare risorse da destinare a misure elettorali e nuove disparità fiscali tra partite Iva e lavoratori dipendenti. Ma la cosa più grave è che, per fare tutto questo, si tagliano migliaia di insegnanti alla scuola pubblica. Per la difesa si trovano miliardi, per la scuola si cercano risparmi. È questa la gerarchia delle priorità del Governo”, ha commentato il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia.

“Giorgia Meloni aspira legittimamente a vedere riconfermata la sua maggioranza alle prossime elezioni e se stessa a palazzo Chigi. Ripeto: del tutto legittimamente. Gli strumenti usati per raggiungere gli obiettivi sono politicamente discutibili (la riforma elettorale) oppure censurabili per eccesso di demagogia (la legge di Bilancio). La riduzione dell’Irpef limitata al 2027 e il taglio alla rivalutazione delle pensioni presentato come temporaneo ma i cui effetti si spalmano nei prossimi anni, sono una beffa per i lavoratori e una stangata per i pensionati“, ha invece dichiarato Osvaldo Napoli, della direzione nazionale di Azione.