Il fatto che Youssef Siher sia per Meloni, Tajani e Salvini un odioso figuro, che non ne condividano le opinioni, non dà automaticamente allo Stato italiano il diritto di tenerlo chiuso in una cella anche in assenza di reati

(di Francesco Bei – repubblica.it) – Giorgia Meloni ha diritto a considerare Youssef Siher, il trentenne che è stato rilasciato dal carcere di San Vittore, una faccia che non le piace e un sobillatore di giovani. La presidente del Consiglio ha diritto a dolersi di quello che Siher ha scritto nel canale “Movimento 17 ottobre”, in particolare quando ha messo nel mirino, certamente con poca eleganza, «lo Stato che ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove». La premier può anche prenderla sul personale, perché il giovane l’ha chiamata in causa con una frase da brivido come questa: «Meloni dichiara guerra al futuro di questo paese e noi dichiariamo guerra a questo presente infame».
Quello che Meloni invece proprio non può fare è mentire spudoratamente in un video ufficiale, pensato e realizzato con la bandiera italiana alle spalle nel suo ufficio a palazzo Chigi. Un atto d’accusa pesantissimo contro un altro potere della Repubblica, in questo caso la giudice per le indagini preliminari di Milano Tiziana Landoni, investita con una violenza verbale inusitata — la stessa con cui Donald Trump si scaglia contro i giudici sgraditi — solo per aver compiuto il suo dovere, che è precisamente quello di valutare l’operato della procura e della polizia giudiziaria a garanzia dell’imputato.
In questa opera demolitoria della separazione dei poteri, in spregio alla Costituzione sulla quale ha giurato, Meloni ha deliberatamente detto il falso, sostenendo che Siher fosse il gestore della pagina Telegram «che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano».
Non ha sbagliato solo il verbo, come ha provato a giustificarsi più tardi. Bisogna farle sommessamente notare, come ella ama dire, che ha sbagliato proprio il pensiero. Perché, banalmente, il gruppo è stato creato il giorno successivo alle manifestazioni, per la precisione alle ore 19.58 del 18 ottobre ed è difficile incitare a organizzare cortei che si sono svolti il giorno prima.
Siher voleva cavalcare ex post il successo della piazza? Probabile. Soffiava sul fuoco? Possibile. In passato ha detto e scritto cose orrende sul 7 ottobre, su Hamas, scambiando per resistenza all’invasore un osceno massacro di innocenti? Sicuramente. Ma cosa c’entra tutto questo con lo Stato di diritto, con la libertà di organizzare una manifestazione, e persino di urlare slogan che a Meloni non piacciono, come garantisce l’articolo 21 della Costituzione?
Il fatto che Siher sia per Meloni, Tajani e Salvini un odioso figuro, che non ne condividano le opinioni, non dà automaticamente allo Stato italiano il diritto di tenerlo chiuso in una cella anche in assenza di reati.
Alla faccia del garantismo e della riforma della giustizia che la destra voleva per separare la magistratura giudicante e quella inquirente, alla faccia dei gip «sempre sottomessi ai pm», siamo infatti di fronte a un magistrato che contesta punto per punto la ricostruzione della procura, rappresentata peraltro da una donna — la dottoressa Francesca Crupi — che in passato ha firmato un appello pro-Gaza insieme alla gip. E allora è necessario spendere qualche riga per spiegare a Meloni quello che c’è nell’ordinanza che sicuramente la premier non ha letto.
Dove sono i reati? Non ci sono prove che Siher volesse fuggire dall’Italia, visto che è nato qui, lavora qui, la sua famiglia è qui. La gip rileva che, dalla lettura di tutti messaggi scritti nelle chat dall’indagato, non ci sono nemmeno frasi che incitano alla violenza, né che fanno riferimento alle devastazioni del 17 ottobre a Milano. Nulla. Al massimo vengono evocate azioni di «disobbedienza civile», ma senza riferimenti a «strumenti offensivi da utilizzare contro le forze dell’ordine».
Ci sono consigli per difendersi dai gas lacrimogeni, ma «era specificato che, nel caso le forze dell’ordine avessero “cominciato a picchiare”, le prime file del corteo avrebbero dovuto arretrare di qualche passo». Anzi Siher invitava per le future manifestazioni a restare «fermi e calmi», preoccupandosi di «prestare il primo soccorso e accompagnare i feriti all’esterno del corteo», senza dimenticare di intonare slogan e cori.
È terrorismo tutto questo? L’impressione, visto il video della premier e le dichiarazioni a tambur battente di tutti i leader del centrodestra, compreso il sedicente garantista Guardasigilli Nordio, è che sul corpo di Siher, un giovane uomo animato da idee di rivolta, che alla destra legittimamente non piace, che magari ha opinioni aberranti sul Medio Oriente, si stia costruendo una gigantesca operazione politica. Quasi a voler creare artificialmente un clima ostile contro la magistratura in vista dei futuri cortei, così da scaricare la responsabilità di eventuali violenze non su chi gestisce l’ordine pubblico, ma su chi impedisce allo Stato di reprimere i violenti.
Ma è proprio questa la menzogna più grande. Non è con la polizia delle opinioni che si governa la rabbia dei giovani, né creando capri espiatori si rassicurano i cittadini preoccupati dei riots. E non è certamente picconando da palazzo Chigi la separazione dei poteri che Meloni può pensare di prendersi la rivincita su quei 15 milioni che hanno detto no alla sua riforma della giustizia.
Garantisti a giorni alterni? Quando mai?
Da sempre a destra sono molto più semplicemente garantisti ad amichetti alterni, con cocciutissima coerenza; Santanché, Delmastro e gli altri sono e saranno agnellini fino a sentenza definitiva, ma probabilmente anche dopo (vero, B.?).
Per tutti gli altri la sentenza arriva veloce, anzi istantanea.
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Buongiorno
Ma non vi domandate perche’ il Presidente della Repubblica non si esprime a riguardo , non difende l’operato dei Magistrati
Il presidente ricordo che presiede ol consiglio superiore della Magistratura
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Mi auguro che si vada prestissimo a votare…..: mandarli a casa sara’ per il bene di tutto il nostro Paese….!!!
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