Centotrenta segnalazioni di eccessi in pochi giorni: sono quelle ricevute dal team legale che monitora i cortei. E poi le lettere dei genitori i cui ragazzi sono stati fermati e portati in questura. Ma gli studenti dicono: “Noi in piazza ci saremo”

Corteo del Movimento 17 ottobre a Roma. La polizia schierata davanti al Colosseo

(Alessia Candito – repubblica.it) – Quasi cento segnalazioni con oltre 130 persone coinvolte. Minorenni trattenuti per ore senza possibilità di avvertire i genitori, ragazzi fermati lontani dai cortei, persino al parco mentre giocavano a basket o ping pong, scaldacollo, adesivi, kit medici che diventano «materiale da utilizzare per gli scontri e atti di vandalismo previsti in data odierna». Da dieci giorni i telefoni di operatori e avvocati volontari dell’Hub for defenders, team messo insieme da oltre venti associazioni, fra cui Arci, A Sud, Giuristi democratici, Amnesty International, non smettono un minuto di squillare. Dalla sua nascita, un anno fa, fino a inizio ottobre ha raccolto 110 segnalazioni. Negli ultimi dieci giorni, oltre 130. E si tratta solo di una delle reti che ha avviato un monitoraggio attorno a quello che succede nelle piazze.

«La cosa che più colpisce — spiega l’avvocato Gilberto Pagani, di Legal team, una delle sigle dell’Hub — è la profilazione razziale». Il caso più eclatante, quello di un turista britannico. «Lui, mulatto, è stato trattenuto per 23 ore, i suoi amici no», spiega il legale. Che avverte: «è stato costruito un apparato legislativo per giustificare la repressione».

E molti sono stati travolti. Le prime telefonate sono arrivate all’Hub il 17-18, quando a Milano, dopo caos e vandalismi in piazza Duomo, in tutta la città quasi 300 persone, fra cui 220 minorenni sono state portate in questura, 174 fermate, a decine denunciate. Ma il numero di contatti si è moltiplicato nell’ultimo weekend quando in tutta Italia 4.292 persone sono state identificate, 371 fermate, fra cui 110 minorenni.

«Molti sono stati filmati o fotografati con i documenti in mano, dove vengono conservati questi dati, per quanto, da chi?», chiede Paolo Fior, attivista milanese. «Mio figlio Gabriele è stato fermato mentre si dirigeva alla manifestazione, perquisito e portato via, tenuto più di nove ore in questura senza avvisarci, per cosa? Per 16 mascherine chirurgiche nello zaino», racconta Tiziana, una delle mamme che si è rivolta all’Hub. Molte condividono compulsivamente sui social i vademecum che le associazioni stanno facendo girare. «Se sei un minore, i tuoi genitori devono essere avvertiti», spiega quello dell’Hub. «Accertati sempre di ciò che è scritto nel verbale», raccomanda Antigone.

Commentano ragazzi e genitori. Preoccupati. Arrabbiati. «Abbiamo il dovere di ricordare alle autorità che il loro ruolo non è quello di intimidire, spaventare o traumatizzare dei minorenni perché rimangano chiusi in casa anziché prendere parte alle manifestazioni, ma quello di proteggerli», scrivono madri e padri degli alunni del liceo Albertelli di Roma. Sabato, molti dei ragazzi sono stati fermati e trattenuti per ore. Lo stesso è successo all’Amaldi. Al Giordano Bruno, gli agenti hanno portato in commissariato gli studenti che stavano occupando. «Come far capire — chiedono i genitori — che non devono temere la polizia, dopo i comportamenti violenti di molti agenti?».

Una ragazza, colpita in pieno da un idrante, che rischia di perdere un occhio a Bologna, il 22enne Diego Sanna, manganellato mentre andava al lavoro, il medico volontario con il volto pieno di sangue, l’auto civetta bianca della questura di Torino — denuncia Marco Grimaldi di Avs in un’interrogazione al ministro Piantedosi — «che urta diverse persone e ne mette in pericolo tante» nella piazza gremita di manifestanti. Immagini e storie diventate virali, «ma non casi isolati», raccontano i team sanitari di diverse città.

«In questo clima repressivo — dice Niccolò, studente di un liceo romano — un po’ di timore della polizia, di quello che può succedere c’è, ma la voglia di lottare è più forte». Venerdì, nel giorno dello sciopero generale proclamato da Usb, anche gli studenti saranno in piazza. Manifestazioni su cui l’allerta del Viminale rimane massima: «Non è finita — dice il ministro Piantedosi — dobbiamo mantenere alta l’attenzione anche nei prossimi fine settimana».