
(Alberto Biondi – lindipendente.online) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato un’ordinanza che impone di rinviare a un’altra data lo sciopero generale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) per venerdì 30 ottobre, in tutti i trasporti, per la vicinanza al 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti. A chiedere la precettazione era stata il 22 ottobre la Commissione di garanzia sugli scioperi, l’autorità che vigila sulle astensioni nei servizi pubblici essenziali, evocando un «gravissimo nocumento» per chi visita i cimiteri. L’USB ha risposto che si tratta di «un ordine sbagliato e illegittimo, al quale disobbediamo», confermando lo stop per l’intera giornata. Secondo l’ordinanza, i lavoratori che aderiranno rischiano multe da 500 a 1.000 euro, il sindacato fino a 50.000 euro.
Lo sciopero, a cui aderiscono anche CUB, SUR e USI-CIT, riguarda tutte le categorie pubbliche e private, dalla scuola alla sanità agli uffici pubblici, ed è indetto «contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni» e contro «il carovita che sta strangolando la popolazione». Il sindacato chiede aumenti salariali, il ritorno della scala mobile, il blocco dei prezzi dei beni essenziali e il taglio dell’IVA sui consumi di base, ricordando che in Italia 5,4 milioni di persone vivono in povertà assoluta e che dal 2021 i salari reali hanno perso il 9,4% del potere d’acquisto. Sono previste manifestazioni in oltre quaranta città e, lo stesso giorno, incroceranno le braccia i portuali di più di 100 scali in 17 Paesi contro il traffico di armi.
Il divieto poggia sulla franchigia, il periodo in cui nei servizi essenziali non si può scioperare, che per i defunti dura un’intera settimana, dal 30 ottobre al 5 novembre, anche se quest’anno l’1 novembre è domenica e non c’è alcun ponte. Sommando tutte le franchigie, tra Natale, Pasqua, estate ed elezioni, nel trasporto aereo si superano i 90 giorni, circa tre mesi l’anno. Il sistema è già stato segnalato dal Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d’Europa che, su ricorso dell’USB, ha stabilito che «vietare lo sciopero in determinati periodi rende inefficace il diritto di sciopero» e riconosciuto una violazione della Carta sociale europea. La decisione però, non è vincolante.
Anzi, la stretta potrebbe aumentare. A giugno, la Commissione ha annunciato di voler rendere più stringenti le regole per proclamare scioperi generali, allineandosi alle politiche del governo. Il Garante sostiene che lo sciopero generale verrebbe ormai «declinato da alcune organizzazioni sindacali alla stregua di un mezzo ordinario di dissenso politico», accusando i sindacati di usarlo «come strumento di visibilità mediatica e di proselitismo» alla ricerca di «un riflesso di cronaca o di una presenza formale nei calendari delle vertenze». Per Salvini non è la prima volta: nel 2024 il TAR aveva bocciato per due volte le sue precettazioni.
declinato da alcune organizzazioni sindacali alla stregua di un mezzo ordinario di dissenso politico», accusando i sindacati di usarlo «come strumento di visibilità mediatica e di proselitismo» alla ricerca di «un riflesso di cronaca o di una presenza formale nei calendari delle vertenze».
Ecco che mi mancava, l’ennesima salvinata.
Quindi secondo questi soggettoni gli scioperi a che servono se non a lanciare messaggi politici di dissenso? Ma si rendono conto o no?
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