(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] Come primo atto della campagna elettorale per il 2027 Giorgia Meloni ha intrapreso una dura polemica sul termine “ciociara” con un consigliere comunale del Pd di Pontedera. Costui, di nome Floriano Della Bella, aveva definito la premier “veramente una ciociara nella maniera più dispregiativa”. Subito in un post, Meloni ha dichiarato: “Insultano in un colpo solo mezzo milione di italiani, per me essere definita ciociara è un orgoglio”. Replica (penosissima) dei dem di Pontedera: “Un lapsus, voleva dire caciarona”. Pronta la controreplica di Giorgia che ha elencato una serie di insulti di cui è stata bersaglio in questi anni: “Borgatara, pesciarola, ortolana, regina di Coattonia, vacca, rana dalla bocca larga, stronza”.

[…] All’eventuale lettore che si dicesse stupito per la cura con la quale abbiamo dato conto di una vicenda, tutto sommato, volgare e insignificante risponderemo che, con una certa probabilità, la propaganda elettorale dei prossimi mesi sarà di natura prettamente volgare e insignificante. Non è difficile intuirlo sulla base di ciò che avvenne la volta scorsa, prima delle elezioni del 2022. La allora leader di Fratelli d’Italia impostò una strategia del consenso battendo a tappeto i mercati rionali. Mescolata alle massaie che soppesavano mazzi di cicoria e patate novelle, e assai festeggiata dalle pesciarole e ortolane, la futura presidente del Consiglio riusciva a creare una reale empatia con quel popolo di donne provviste di carrelli della spesa e timori per il futuro. Tanto che dopo una visita alle bancarelle della Garbatella (il suo quartiere), il commento più diffuso tra quel pubblico femminile coinvolto era: “È tanto caruccia”. Parola, “caruccia”, che a Roma equivale a un convinto endorsement. […]

Dubitiamo che dopo quasi cinque anni a Palazzo Chigi, con quasi tutti gli indicatori economici in rosso, a cominciare da un’inflazione che da sola si mangia merluzzi e fettine, lei possa attendersi gli applausi dei consumatori, sempre più scoraggiati. Pure se eviterà di confrontarsi direttamente con le cittadine e i cittadini, ormai abituata a muoversi nella comfort zone dei consessi internazionali e degli studi televisivi amichevoli, difficilmente rinuncerà al pezzo forte sperimentato con il povero pidino di Pontedera, formato da due parole: orgoglio e vittimismo. Ci aspettiamo che riesumi il profilo dell’underdog che si è fatta da sola, protagonista della scena mondiale ma rimasta pur sempre la ragazza “verace” della Garbatella che si lascia scappare qualche estroverso e simpatico “e annamo, e daje”. Ma, soprattutto, salterà (anzi, zomperà) sulle ingiurie degli avversari, non importa se scagliate da qualche consesso paesano. L’importante per lei sarà misurare la distanza con la sinistra della Ztl. Quella che si compiace della propria superiorità morale e intellettuale. Quella che la disprezza e la insulta, scavandosi la fossa.