(Dott. Paolo Caruso) – Il “melonellum” premierato di fatto, parola di Giovanbattista Fazzolari, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di indubbia fede meloniana. Infatti la Meloni che porta nel suo DNA l’ eredità politica di quello che fu il ventennio, fin dalla prima ora del suo mandato è ossessionata dai pieni poteri “da Capocrazia”. La Costituzione non glielo consente, perché è il Presidente della repubblica che ha il potere di nominare il Premier e a sua volta lo stesso Presidente deve essere eletto dal Parlamento, da almeno due terzi, ma essa forte dei sondaggi e gonfia delle sue ambizioni, vuole quel posto, che le è negato dalla Corte Costituzionale. Ha tuttavia trovato escamotage nella sua riforma, dove l’elettore deve dichiarare chi vuole al comando. Nostalgia del “Ventennio”? Tutto coopera al sospetto. La nostra “sana e robusta” Costituzione, approvata nel 1948 da tutti i Partiti dell’arco costituzionale, non fu avallata dalla  fiamma di Almirante, il partito che ereditava, con i “distinguo” obbligati, l’idea del fascismo. Oggi la Meloni, epigone di quella ideologia, dà con trasformazioni apparenti, cittadinanza alla vecchia ideologia. Nell’ultimo Referendum “pro o contro” l’indipendenza della magistratura, gli Italiani hanno detto a chiare lettere a questo Governo, che “la Costituzione non si tocca”, perché è garanzia della nostra democrazia e della libertà. Il Primo Ministro, è chiamato non a comandare, ma a servire e garantire il bene degli Italiani, e soprattutto la libertà. Allora difendiamo la nostra Costituzione. Meditate gente meditate!