
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Morto che parla. “È morto Alessandro Di Battista, ex deputato M5S” (Corriere.it, 26.9). Il Corriere, invece, è defunto da parecchi anni.
E lui modestamente lo nacque. “In Italia c’è un certo numero di coglioni che elegge idioti” (Carlo Calenda, leader Azione, Un giorno da Pecora, Rai Radio1, 24.9). Tanto per dare un senso all’esistenza in vita di Azione.
Segretissimo. “Il piano segreto di Putin: sostenere Vannacci per far vincere un centrosinistra filorusso egemonizzato da Conte e Travaglio” (Fabrizio Cicchitto, Riformista, 25.9). Segreto per tutti, ma non per la tessera P2 numero 2232: Putin l’ha confidato solo a lui, in esclusiva.
Il mitomane. “Il Riformista dà fastidio e viene messo nel mirino: Scarpinato, Travaglio e Ranucci, tre compagni d’avventura che non ci fanno paura” (Aldo Torchiaro, Riformista, 21.9). E niente, ci ha sgamati: con Roberto e Sigfrido ci riuniamo ogni notte nelle catacombe per capire chi minchia sia questo Torchiaro.
Musica. “Renzi a Schlein e Conte: ‘Senza di me perderete le elezioni’” (Adnkronos, 22.9). Però “senza di me” suona bene.
Programmi di evasione. “Elkann: ‘L’integrazione si costruisce tra i banchi. Il presidente Mattarella ci ha insegnato che è qui che si tessono cultura e dialogo tra le persone’” (Repubblica, 24.9). Giusto: anche gli stranieri devono imparare a evadere le tasse.
[…]
Plurale maiestatico. “Bonaccini: ‘Siamo tutti per il sostegno a Kiev’” (Corriere della sera, 22.9). Ma voi chi?
Ha stato lui/1. “Prof aggredita, la pista dell’account russo” (Corriere della sera, 21.9). “L’aggressore della prof a Roma e le follie estremiste in Rete. Caccia a chi ha postato il video: potrebbe essere un russo” (Stampa, 21.9). “L’autore forse è un cittadino russo, visto che le scritte che accompagnavano il video erano in cirillico” (Sky Tg24, 21.9). Il cirillico è usato anche dalle lingue ucraina, bielorussa, bulgara, serba, macedone, kazaka e da altre dell’Asia Centrale. Ma qui non ci sono dubbi: ha stato Putin.
Ha stato lui/2. “Schlein, eletta dai grillini per tenere a bada il vecchio apparato del partito” (Giuliano Ferrara, Foglio, 21.9). Quindi l’ha eletta Putin.
L’arma segreta. “La chiave della vittoria ucraina è far capire a Putin che non può vincere, ci dice Petraeus” (Foglio, 15.9). E poi sperare che se la beva.
L’amuleto. “Fassino: ‘Senza aiuti militari Ucraina umiliata. Sul ddl Antisemitismo molte falsità’” (Dubbio, 19.9). Quindi gli aiuti all’Ucraina e il ddl Antisemitismo sono spacciati.
Disimparato. “La pm Imparato, paladina della carriere separate, diventa giudice” (Repubblica, 25.9). “Imparato: ‘Il mio cambio di carriera? Ho subìto attacchi personali, volevo andare via da lì. Ma resto per la separazione delle carriere’” (Corriere della sera, 26.9). Quelle degli altri.
Capitano Penultimo. “Vedere quei magistrati che avevano la responsabilità della conduzione delle indagini dopo l’arresto di Riina contestarmi la cosiddetta mancata perquisizione mi ha amareggiato” (Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, Identità, 24.9). Ma quindi il covo l’ha perquisito e non ci ha detto niente?
I giureconsulti. “L’imboscata. Schlein calpesta la Costituzione: ‘Contro le guerre’. Ma l’ha letta?” (Riformista, 19.9). Dev’esserle sfuggito l’articolo 11-bis: “L’Italia propugna la guerra”.
Lezioni di giornalismo/1. “Lezione di civiltà. Storico discorso di Netanyahu all’Onu” (Riformista, 26.9). Vivi applausi dalle sedie vuote e dal Riformatorio.
Lezioni di giornalismo/2. “Nelle carte il bacio Ranucci-Boccia”, “Adesso volano gli stracci: ‘Sigfrido è un porcone’” (Libero, 10 e 18.9). “Via la kefiah, lo schiaffo al Pd e ora le copertine ‘griffate’. Le metamorfosi di Albanese” (Corriere della sera, 25.9). E poi dicono che non ci sono più le grandi inchieste di una volta.
L’intenditore. “Disertore a chi? In Russia, in Jacuzia, in Buriazia, nel Caucaso, in Corea del Nord, che bell’appello è quello: ‘Organizzeremo i disertori’” (Adriano Sofri, Foglio, 17.9). Se li avessero organizzati a Lotta continua, Luigi Calabresi sarebbe ancora vivo.
Non spingete. “In 4 anni almeno 290 soldati di Kiev hanno abbandonato i loro reparti e i renitenti potrebbero essere oltre 2 milioni” (Domani, 21.9). Come nella nostra Resistenza, praticamente.
Cella dolce cella. “Indagine conoscitiva sulle carceri: Sì all’unanimità alla richiesta di FI” (Dubbio, 17.9). Si incontrano sempre un sacco di amici.
[…]
Il Geniale. “La toga di Ranucci voleva processare Nordio”, “Il giudice di Ranucci: lo stesso di Almasri”, “Non solo Almasri: il giudice di Ranucci ‘salvò’ anche Conte”, “Il giudice di Ranucci salvò Conte e Speranza dall’inchiesta sul Covid” (Giornale, 26 e 27.9). In pratica il presidente del Tribunale del Lavoro di Roma non può giudicare la causa di lavoro di Ranucci perché prima ha seguito altri processi, assolvendo innocenti (anzi, per Conte e Speranza si dice “salvare”) e chiedendo di processare colpevoli. Ha fatto il suo mestiere: vergogna.
Il titolo della settimana/1. “Zelensky: ‘Scateneremo il Generale Inverno contro Mosca’” (manifesto, 24.9). Fra l’altro, il Generale Inverno porta buono.
Il titolo della settimana/2. “Un altro schiaffo dai giudici: Roggero deve restare in carcere” (Giornale, 15.9). Strano: è dentro da ben 2 mesi e deve scontarne solo 177 per duplice omicidio volontario. Dove andremo a finire, signora mia.
Il titolo della settimana/3. “Mirko Campochiari: ‘La guerra ibrida di Mosca corre sui media occidentali’” (Dubbio, 26.9). Ce la facciamo da soli e poi ci crediamo.
Il titolo della settimana/4. “Parla Kuperwasser: ‘Israele non accetta lezioni di moralità’” (Foglio, 16.9). Tranquillo, si vede a occhio nudo.
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Morto che parla. “È morto Alessandro Di Battista, ex deputato M5S” (Corriere.it, 26.9). Il Corriere, invece, è defunto da parecchi anni.
E lui modestamente lo nacque. “In Italia c’è un certo numero di coglioni che elegge idioti” (Carlo Calenda, leader Azione, Un giorno da Pecora, Rai Radio1, 24.9). Tanto per dare un senso all’esistenza in vita di Azione.
Segretissimo. “Il piano segreto di Putin: sostenere Vannacci per far vincere un centrosinistra filorusso egemonizzato da Conte e Travaglio” (Fabrizio Cicchitto, Riformista, 25.9). Segreto per tutti, ma non per la tessera P2 numero 2232: Putin l’ha confidato solo a lui, in esclusiva.
Il mitomane. “Il Riformista dà fastidio e viene messo nel mirino: Scarpinato, Travaglio e Ranucci, tre compagni d’avventura che non ci fanno paura” (Aldo Torchiaro, Riformista, 21.9). E niente, ci ha sgamati: con Roberto e Sigfrido ci riuniamo ogni notte nelle catacombe per capire chi minchia sia questo Torchiaro.
Musica. “Renzi a Schlein e Conte: ‘Senza di me perderete le elezioni’” (Adnkronos, 22.9). Però “senza di me” suona bene.
Programmi di evasione. “Elkann: ‘L’integrazione si costruisce tra i banchi. Il presidente Mattarella ci ha insegnato che è qui che si tessono cultura e dialogo tra le persone’” (Repubblica, 24.9). Giusto: anche gli stranieri devono imparare a evadere le tasse.
Plurale maiestatico. “Bonaccini: ‘Siamo tutti per il sostegno a Kiev’” (Corriere della sera, 22.9). Ma voi chi?
Ha stato lui/1. “Prof aggredita, la pista dell’account russo” (Corriere della sera, 21.9). “L’aggressore della prof a Roma e le follie estremiste in Rete. Caccia a chi ha postato il video: potrebbe essere un russo” (Stampa, 21.9). “L’autore forse è un cittadino russo, visto che le scritte che accompagnavano il video erano in cirillico” (Sky Tg24, 21.9). Il cirillico è usato anche dalle lingue ucraina, bielorussa, bulgara, serba, macedone, kazaka e da altre dell’Asia Centrale. Ma qui non ci sono dubbi: ha stato Putin.
Ha stato lui/2. “Schlein, eletta dai grillini per tenere a bada il vecchio apparato del partito” (Giuliano Ferrara, Foglio, 21.9). Quindi l’ha eletta Putin.
L’arma segreta. “La chiave della vittoria ucraina è far capire a Putin che non può vincere, ci dice Petraeus” (Foglio, 15.9). E poi sperare che se la beva.
L’amuleto. “Fassino: ‘Senza aiuti militari Ucraina umiliata. Sul ddl Antisemitismo molte falsità’” (Dubbio, 19.9). Quindi gli aiuti all’Ucraina e il ddl Antisemitismo sono spacciati.
Disimparato. “La pm Imparato, paladina della carriere separate, diventa giudice” (Repubblica, 25.9). “Imparato: ‘Il mio cambio di carriera? Ho subìto attacchi personali, volevo andare via da lì. Ma resto per la separazione delle carriere’” (Corriere della sera, 26.9). Quelle degli altri.
Capitano Penultimo. “Vedere quei magistrati che avevano la responsabilità della conduzione delle indagini dopo l’arresto di Riina contestarmi la cosiddetta mancata perquisizione mi ha amareggiato” (Sergio De Caprio, alias Capitano Ultimo, Identità, 24.9). Ma quindi il covo l’ha perquisito e non ci ha detto niente?
I giureconsulti. “L’imboscata. Schlein calpesta la Costituzione: ‘Contro le guerre’. Ma l’ha letta?” (Riformista, 19.9). Dev’esserle sfuggito l’articolo 11-bis: “L’Italia propugna la guerra”.
Lezioni di giornalismo/1. “Lezione di civiltà. Storico discorso di Netanyahu all’Onu” (Riformista, 26.9). Vivi applausi dalle sedie vuote e dal Riformatorio.
Lezioni di giornalismo/2. “Nelle carte il bacio Ranucci-Boccia”, “Adesso volano gli stracci: ‘Sigfrido è un porcone’” (Libero, 10 e 18.9). “Via la kefiah, lo schiaffo al Pd e ora le copertine ‘griffate’. Le metamorfosi di Albanese” (Corriere della sera, 25.9). E poi dicono che non ci sono più le grandi inchieste di una volta.
L’intenditore. “Disertore a chi? In Russia, in Jacuzia, in Buriazia, nel Caucaso, in Corea del Nord, che bell’appello è quello: ‘Organizzeremo i disertori’” (Adriano Sofri, Foglio, 17.9). Se li avessero organizzati a Lotta continua, Luigi Calabresi sarebbe ancora vivo.
Non spingete. “In 4 anni almeno 290 soldati di Kiev hanno abbandonato i loro reparti e i renitenti potrebbero essere oltre 2 milioni” (Domani, 21.9). Come nella nostra Resistenza, praticamente.
Cella dolce cella. “Indagine conoscitiva sulle carceri: Sì all’unanimità alla richiesta di FI” (Dubbio, 17.9). Si incontrano sempre un sacco di amici.
Il Geniale. “La toga di Ranucci voleva processare Nordio”, “Il giudice di Ranucci: lo stesso di Almasri”, “Non solo Almasri: il giudice di Ranucci ‘salvò’ anche Conte”, “Il giudice di Ranucci salvò Conte e Speranza dall’inchiesta sul Covid” (Giornale, 26 e 27.9). In pratica il presidente del Tribunale del Lavoro di Roma non può giudicare la causa di lavoro di Ranucci perché prima ha seguito altri processi, assolvendo innocenti (anzi, per Conte e Speranza si dice “salvare”) e chiedendo di processare colpevoli. Ha fatto il suo mestiere: vergogna.
Il titolo della settimana/1. “Zelensky: ‘Scateneremo il Generale Inverno contro Mosca’” (manifesto, 24.9). Fra l’altro, il Generale Inverno porta buono.
Il titolo della settimana/2. “Un altro schiaffo dai giudici: Roggero deve restare in carcere” (Giornale, 15.9). Strano: è dentro da ben 2 mesi e deve scontarne solo 177 per duplice omicidio volontario. Dove andremo a finire, signora mia.
Il titolo della settimana/3. “Mirko Campochiari: ‘La guerra ibrida di Mosca corre sui media occidentali’” (Dubbio, 26.9). Ce la facciamo da soli e poi ci crediamo.
Il titolo della settimana/4. “Parla Kuperwasser: ‘Israele non accetta lezioni di moralità’” (Foglio, 16.9). Tranquillo, si vede a occhio nudo.
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Grazie alla Redazione di Infosannio…
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“Mirko Campochiari: ‘La guerra ibrida di Mosca corre sui media occidentali’”
Mirko Campochiari in arte Parabellum. Che poi non si sa nemmeno il suo vero nome perche- dice di essere l-aureato ma il suo nome non compare e dice che ha fatto l l-aurea con un altro nome.
Si e fatto perqulare persino da Andrea Lombardi.
Del resto quando stai a duettare con Ivan Grieco cosa altro ti aspetti?
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Eccolo qua M. Travaglio contro Mirko Campochiari.
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Spezzo una lancia per il duo comico Grieco/Campochiari, almeno loro fanno più ridere dei PanPers, non che ci voglia molto, però va detto.
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Ben Nciri
Quella che vedete è la straordinaria forma di protesta che, pochi minuti fa, i calciatori della Nazionale irlandese hanno messo in campo contro Israele. Quando è partito l’inno israeliano, hanno chinato il capo. Tutti, uno accanto all’altro, con lo sguardo piantato sull’erba fino all’ultima nota. Al braccio portavano una fascia nera. Il lutto per tutte le vite spazzate via a Gaza. Poi è arrivato il momento che in ogni stadio del mondo si ripete sempre identico: la fila, le strette di mano tra le due squadre. Ma stavolta è saltato tutto. Saltato lo scambio dei gagliardetti, saltata la foto ufficiale delle due squadre. Perfino i capitani, davanti all’arbitro per il sorteggio, hanno tenuto le mani per sé. E così, davanti alle telecamere di tutta Europa, il cerimoniale di una partita di calcio è diventato qualcosa di molto più grande. La stessa UEFA che nel 2022 ha escluso la Russia quattro giorni dopo l’invasione dell’Ucraina, con Israele va avanti come se niente fosse. Agli irlandesi è bastato un inno per far capire da che parte stanno. A loro, il grazie di tutte e tutti noi. Abolizione del suffragio universale
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Anail@ grazie per la notizia, mi era sfuggita.
Meno male che ci sono ancora Paesi sani… Un grosso grazie all’Irlanda. Comportamento esemplare.
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Parenzo, invece, si commuove… sentendo Netanyahu!
Giuseppe Salamone
Già solo scrivere il nome di Parenzo e utilizzare qualche secondo per chiamarlo in causa è un sacrificio. Perché personaggi del genere meriterebbero di essere ignorati. Ma qui una cosa va detta, dopo che questo fenomeno ha affermato così: “Mi sono commosso ascoltando Netanyahu all’ONU”. Una vergogna! Per emozionarsi davanti a un criminale di guerra, ricercato internazionale, che mostra all’ONU con orgoglio un cercapersone, richiamando il più grande attacco terroristico del secolo, ci vuole davvero coraggio. Dopo aver minacciato mezzo mondo. Adesso, Parenzo, legga le parole dell’attore Wallace Shawn, ebreo, pronunciate qualche mesetto fa:
“Stanno commettendo un male pari a quello dei nazisti e, per certi versi, è persino peggiore, perché se ne vantano. Hitler ebbe la decenza di cercare di tenerlo segreto… gli israeliani ne sono quasi orgogliosi, ed è una malvagità demoniaca. Non si può essere più malvagi.”
Qua la domanda non è perché Parenzo dice quello che dice. Qua la domanda è perché glielo facciano fare.
Giuseppe Salamone
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“Qua la domanda non è perché Parenzo dice quello che dice. Qua la domanda è perché glielo facciano fare.”
E’ quello che mi sono sempre chiesto. Oltretutto, molto probabilmente, pagandolo pure profumatamente. E’ un mondo sempre più assurdo oramai.
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Commuoversi- o indignarsi! – per questo, no, eh?
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Se l’ha scritto il Corriere….Di Battista si adegui e non faccia storie
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” Il Corriere, invece, è defunto da parecchi anni.”
Verissimo. “Il Giorno” di diversi anni fa, lo ritenevo già un pessimo quotidiano. “Il Corriere Della Sera” si è allineato.
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Giovedì sera a Piazza Pulita, l’impagabile Nathalie Tocci starnazzava stra-ripetendo al paziente Ricciardi la stessa domanda: “Cosa direbbe Conte a Putin per convincerlo alla pace?? Cosa direbbe… cosa direbbe, me lo vuoi dire sì o no?”
Mi permetto di risponderle.
I punti di un negoziato sarebbero i seguenti.
Ce n’è abbastanza da discutere e trattare. Il resoconto scritto delle trattative potrebbe essere oggetto di studio per la Tocci che in quanto sedicente esperta di problemi internazionali, è proprio a digiuno sul tema negoziato interstatale.
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Fossi in Conte manderei direttamente te.
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La prima cosa che farebbe Putin se Conte e quelli che la pensano come lui dovessero prevalere in Europa, è stappare una Wodka nuova per aver diviso il fronte degli avversari (o nemici). E farebbe bene perché ha cannoneggiato per quasi cinque anni, ormai, senza raggiungere nemmeno ¼ di quanto significherebbe quel risultato.
Preso atto di aver diviso il fronte degli avversari (o nemici) dopo la Wodka, la seconda cosa che farebbe è alzare il tiro sulle pretese.
Per esempio, perché mai tornare a venderci il gas a prezzi anteguerra visto che 1) gli abbiamo messo i bastoni tra le ruote e 2) avrebbe spezzato i bastoni e vinto? Lo trovi così magnanimo? A che pro? Noi il gas lo paghiamo un botto e se anche tagliasse solo 10€ a fornitura per noi sarebbe ossigeno, ma sarebbe comunque alto e per lui sarebbe un ottimo affare. E i soldi finirebbero principalmente in spese militarti per aggiornarsi e ricostituire le riserve, come fanno tutti i “veri pacifisti”.
Perché solo 15 chilometri, distanza insignificante per depotenziare gli effetti di una batteria di missili giocattolo e che un carro moderno percorre in un ora (ma se il pilota intanto fa le parole crociate ché altrimenti in mezzora è già alle porte di casa)?
Ah, ma non ci sarebbero i soldati nella striscia. Sì, sarebbero entrambi, russi ad ucraini, a ben 15 chilometri tra loro. Insomma, un tiro di cannone o poco più. No, non gli basterebbe (e lo ha già espresso). Pretenderebbe anche il taglio dell’esercito ucraino fino a ridurlo ad un presidio di vigili urbani. Così, se mai gli venisse in mente di nuovo di invitarsi a cena, al massimo rischierebbe una multa (per occupazione del suolo pubblico, non certo per eccesso di velocità, visto la figura che fecero i suoi carri).
“Trattato di pace generale, da firmare a Ginevra, a Roma o dove vuole Putin, in cui si dichiari solennemente l’inviolabilità dei confini UE”.
A questo proposito c’è una notizia fresca-fresca, appena giunta in redazione: i confini erano inviolabili anche cinque anni fa. I confini sono inviolabili per definizione. È per questo che si chiamano così. Non serve scriverlo nero su bianco quando uno li interpreta come gli pare.
Quando uno li interpreta come li interpreta lui, l’unica cosa che conta è essere in grado di difenderli.
Come direbbe a questo punto il secondo miglior giornalista italiano: “ma mi faccia il piacere”.
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Per capire cosa passa per la mente di Putin occorre andare a vedere le sue carte ma senza la pretesa, a dir poco velleitaria se non sciocca, che si ritiri dai territori occupati per ristabilire la condizione pre guerra come se nulla fosse successo finora sui campi di battaglia. Infatti, con questa premessa, per giunta non negoziabile come vorrebbero l’Europa & Zelensky, non si andrebbe da nessuna parte e la guerra durerebbe ancora a lungo fino a quando sarà stato ucciso l’ultimo soldato ucraino assieme alla popolazione. Sarebbe una semplice perdita di tempo.
Putin continua a dire di voler affrontare le cause originarie del conflitto: Ucraina nella Nato e vessazioni dei russofoni del Donbass. Il resto da aggiungere farebbe solo da contorno. In ogni caso un negoziato ha la funzione di scoprire tutti i risvolti della vicenda. Ma in questo senso… non si muove foglia in occidente. Provi la Kallas a tastare il terreno dal momento che sarebbe la sua funzione. Ancor meglio chiedere alla Merkel di fare da negoziatrice, visto che conosce alla perfezione la lingua russa e ha una lunga dimestichezza a trattare con Putin. Ripeto: finora zero assoluto, sul fronte occidentale.
Sicuramente Conte non starebbe con le mani in mano, anche eventualmente nel ruolo di ministro degli esteri. Un motivo in più per votare 5* e così aumentare il suo potere contrattuale all’interno della stessa coalizione… ovviamente in caso di vittoria alle elezioni.
Ad maiora!
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Ma è mai possibile che i miei commenti, ogni due per tre, vengano accuratamente trattenuti per ore in moderazione?? Cosa sarei io, un sorvegliato speciale?? Capisco la necessaria pausa caffè… ma ho la sensazione che si tratti di tazzone enormi di caffè come nei film hollywoodiani. In Italia è l’espresso che si ordina al bar.
Voglio vedere quanto durerà stavolta la pausa.
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“In Italia c’è un certo numero di coglioni che elegge idioti” (Carlo Calenda, leader Azione)”
Calenda come al solito parla per esperienza diretta.
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Il Riformista dà fastidio e viene messo nel mirino
Certo, viene messo nel mirino per incartare meglio i totani.
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sembra di stare all’osteria dove fanno a gara a chi le spara più grosse :
“Prof aggredita, la pista dell’account russo” (Corriere della sera, 21.9). “L’aggressore della prof a Roma e le follie estremiste in Rete. Caccia a chi ha postato il video: potrebbe essere un russo” (Stampa, 21.9). “L’autore forse è un cittadino russo, visto che le scritte che accompagnavano il video erano in cirillico” (Sky Tg24, 21.9).
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“Lezione di civiltà. Storico discorso di Netanyahu all’Onu” (Riformista, 26.9). Vivi applausi dalle sedie vuote e dal Riformatorio.
Più che riformista è da riformatorio.
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“Parla Kuperwasser: ‘Israele non accetta lezioni di moralità’” (Foglio, 16.9).
Tranquillo, si vede a occhio nudo!
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Per chi se lo fosse perso guardate come l’ambasciatore israeliano all’ONU provoca il suo omologo iranianio.
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E l’iraniano non se lo ca*a… 🤭
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““Bonaccini: ‘Siamo tutti per il sostegno a Kiev’””
Veramente chi dice Kiev è putiniano.
Quindi al momento abbiamo:
1. Bonaccini che dice Kiev.
2. Schlein che non dice niente.
3. Sensi che dice fate pippa.
4. Guerini che dice fatevene una ragione.
5. Gori che si abbronza.
Dal PD è tutto.
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