Martedì avrebbe compiuto 90 anni. Tra social e gadget la sua presenza va oltre la dimensione biologica

(di Filippo Ceccarelli – repubblica.it) – Di solito non si festeggia il compleanno di un morto. Ma per i 90 anni di B. la vita pubblica di questo paese dalla trepida fantasia, battistrada di ogni stranezza celebrativa, fa più di un’eccezione; qualcosa di inedito che forza e dilata i tempi inaugurando particolari forme di eternizzazione. La faccenda è impegnativa, ma forse proprio per questo nel caso specifico almeno un po’ si giustifica.
Così egli sarà presente in spirito al banchetto organizzato dai Berlusconidi nel luogo più fiabesco della memoria, villa La Certosa, che evidentemente non è stata ancora venduta agli emiri. Poi sarà a Napoli, città del cuore, per la festa pop di Martusciello–Gasparri, con torta trash a immagine del Cavaliere che spolvera la sedia su cui era seduto Travaglio, momento televisivo di perfetta magia, “oh, come ci stiamo divertendo!” confidò durante una pausa pubblicitaria all’incredulo Santoro.
È appena avvenuta d’altra parte l’effettiva dedicazione dell’aeroporto di Malpensa, per cui d’ora in poi il nome di Silvio Berlusconi rivivrà negli orari e negli spostamenti di centinaia di migliaia di viaggiatori; ma fin qui, con tutto che una bella fetta d’Italia disapprova, siamo ai limiti dell’ordinaria commemorazione.
È pur vero che i defunti esercitano uno speciale potere sui vivi. Ma per cogliere quello specialissimo di B. tocca sfondare le mura del perbenismo schizzinoso e inoltrarsi nel mare magnum dei social. Qui soprattutto, nei porti meno raccomandabili, si viene a contatto con il prolungamento del carisma berlusconiano oltre il tempo, lo spazio, le relazioni e i contenuti, invero abbastanza esili, della sua politica. Qui sull’impervio Instagram o nei meandri di Tik-tok il personaggio ti si presenta in spudorata e iper-visibile purezza come se non fosse mai morto, del tutto integro nel corpo, nella voce, nei sorrisoni ammiccanti e nelle occhiate per lo più malandrine, circonfuso nel suo più riposto potere.
Più simile in realtà a un vincolo di tipo ludico-devozionale, tale inafferrabile dominio continua a vivere sotto forma di scritte sui muri (“Berlusca per sempre”), tatuaggi rivendicati come “indelebili sulla pelle e sul cuore”, caption idolatriche, statue monumentali che non esistono, video AI che raffigurano il Cavaliere sulla neve e in costume da bagno, canzoncine e canzoni francesi, ma anche brani epici e musiche sacre.
Sia pure dall’Aldilà, vestito di bianco e non di rado dotato di ali e/o contornato da angeli fin troppo sessualizzati, si affaccia da quelle nuvolette che proprio lui introdusse nell’iconografia politica per giudicare e spesso deprecare l’attualità. Varie figure note, da Francesca Pascale a Giuseppe Cruciani fino a Toni Capuozzo lo evocano per rivolgergli quelle che assomigliano a vere e proprie preghiere.
Con piena coscienza del rischio che comporta l’analogia, forse solo nel caso di Mussolini si è riscontrata in Italia una tale vitalità d’immaginario fideistico post-mortem; ma come si comprende nella testimonianza resa a Paola Zanca dal “Regista di Berlusconi”, Roberto Gasparotti (PaperFIRST), in questo caso è l’enorme lavoro e soprattutto la tecnologia delle visioni a distanza ad aver generato una presenza che scavalca la dimensione biologica per fissarsi nello sguardo, nei cervelli e dunque nel futuro prossimo degli italiani.
Sono questioni complicate da spiegare, ma l’analisi più convincente, peraltro eseguita con B. ancora in vita, ha portato uno studioso come Vincenzo Susca a teorizzare una “trascendenza immanente”, ovvero un “materialismo mistico” che vieppiù consacra il permanere del berlusconismo in questa dimensione che non appartiene solo al sentimento della nostalgia o al mondo dei fantasmi.
Nella bolgia social, forse proprio perché irta di scemenze e volgarità, la chiave di volta dell’eternizzazione fa leva su Eros, come qui si definirebbe l’anatomia femminile cui invece migliaia di fedeli fanno abituale riferimento lessicale, portando Silvione a esaltarla per ogni dove, addirittura sulle cartine dei Baci Perugina. Altrimenti la sopravvivenza è garantita — anche di questo da lassù sarebbe contento — dai consumi di prodotti in suo nome come magliette, felpe (c’è un modello a zip che riproduce il volto), cover di telefonini, linea di orologi, amuleti in forma di santino contro i comunisti e le tasse.
Ultimissimo gadget, una calamita che si appiccica sull’automobile e che quando si apre lo sportello proietta sull’asfalto l’icona di B. che fa il dito medio — e ancora una volta questa è l’Italia, dove festeggiare il compleanno di un morto dipende in fondo dal morto stesso, e poi ciao ciao, arrivederci e grazie.
Don Verzè gli aveva promesso di campare sino a 105 anni e noi ce lo troveremo anche a Malpensa per la solita marchetta pre elettorale della gioggia per evitare che gli elettori di Marina e & vadano a Vannacci!
Perchè la ducia pensa sempre al premieratoooooo.
Ora aspettiamoci una strada intesta a Benito!
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