
(dagospia.com) – A che gioco sta giocando Giorgia Meloni? La domanda non è affatto maliziosa, ma scaturisce dall’attuale situazione politica, nella quale evidentemente la premier si trova inaspettatamente in una situazione di difficoltà, tra la crisi energetica che colpisce i cittadini, una maggioranza ormai in pezzi e un Vannacci che continua a erodere consensi al centrodestra.
Ecco quindi che il voto segreto alla Camera sulla pasticciata legge elettorale, tra due settimane, è diventato un crocevia per questa legislatura. Nell’ultimo Consiglio dei ministri la Statista della Sgarbatella ha tuonato davanti a tutti i presenti: “Se salta la legge elettorale, ci saranno conseguenze”. Tradotto: se Montecitorio dovesse impallinare il Melonellum, lei salirebbe di corsa al Quirinale per presentare le sue dimissioni e andare al voto anticipato.
Una minaccia o una speranza? È questo il quesito. Perché appare ormai chiaro che l’ex Underdog smania per andare alle urne, per diversi motivi. Per prima cosa prenderebbe in contropiede il Campo largo, che oltre a non avere uno straccio di programma, non ha neanche un leader, come effetto del braccio di ferro tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Meloni sa poi benissimo che i prossimi mesi saranno complicatissimi per il Paese a livello economico, tra crisi energetica, aumento dell’inflazione e incapacità del governo di trovare misure per rilanciare la crescita del paese, e con il deficit rimasto sopra il 3,1% che ha impedito l’uscita dalla procedura d’infrazione, complicando i piani per la prossima manovra.
Senza dimenticare che, con l’“onda nera” che avanza in Europa, anche a Bruxelles l’aria è cambiata per l’armata Branca-Meloni. La Commissione europea sta cercando in tutti i modi di parare i colpi e di certo non sarà più disposta a tendere una mano ai patrioti italiani o chiudere un occhio sui conti traballanti del duo Meloni-Giorgetti.
Andare al voto il prima possibile, nell’arco di pochi mesi, vorrebbe dire bloccare l’ascesa di Roberto Vannacci, la vera spina nel fianco di questa maggioranza, che ha cannibalizzato la Lega e sorpassato Forza Italia.
L’ex generale sta giocando la stessa partita che aveva giocato la Ducetta prima del voto del 2022, quando stando all’opposizione, senza alcuna responsabilità di governo, a colpi di propaganda spicciola si è conquistata consenso e voti sparando alzo zero su chi doveva tenere in piedi la baracca.
Ecco perché, un incidente alla Camera, con qualche franco tiratore tra la maggioranza, non sarebbe un dramma per la premier, a differenza di quanto fatto trapelare ai giornali. Come scrive Francesco Bei su “Repubblica”: “Perché rischiare una lotteria con le preferenze alla Camera?
Il deputato di maggioranza, uno di quelli che viene guardato a vista perché già sospettato di aver contribuito all’imboscata di metà luglio, mette in fila i ragionamenti che si fanno a tavola nei ristoranti intorno a Montecitorio: “Meloni il voto anticipato lo vuole comunque. Perché, se aspetta ancora, la benzina arriva a 4 euro al litro e Vannacci sale oltre il 10%. L’ultima remora che aveva era la procedura di infrazione, ma dato che non ne siamo usciti, tanto vale votare il prima possibile. Ai primi di febbraio”.
Mettendo in fila i puntini, c’è poi un altro aspetto da considerare: nella primavera 2027 andranno al voto una serie di comuni governati dal centrosinistra: Da Roma a Milano fino a Torino. E andare al voto anticipato per le Politiche all’inizio del prossimo anno vorrebbe dire per il centrodestra evitare l’effetto traino con le comunali.
Ecco quindi che un “incidente” alla Camera sulla legge elettorale sarebbe l’occasione ideale per Giorgia Meloni per far saltare il banco e tentare l’all-in, nella speranza di poter rimanere imbullonata a Palazzo Chigi,


e siii… però si dimenticano le pensioni!
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che maturano il 14 aprile 2027
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Non Ti preoccupare Oreste, ha già dichiarato che glielo da ugualmente il vitalizio con un provvedimento ad hoc, anche se dovesse cadere prima il governo….
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No, daaaiiii…veramente!?!?
😳
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