
(di Michele Serra – repubblica.it) – La California — uno degli Stati dai redditi più diseguali nei già molto diseguali Stati Uniti — sottoporrà a referendum la proposta di una tassa del 5 per cento, una tantum, sui patrimoni superiori al miliardo di dollari. Come ha spiegato Walter Galbiati su questo giornale, la tassazione media su questa ristretta cerchia di patrimoni mastodontici (negli ultimi dieci anni triplicati di valore) è stata fin qui dell’1,4 per cento.
Avete letto bene, la virgola è al posto giusto. Gli stipendi e i redditi da lavoro sono tassati almeno dieci volte tanto, per avere un’idea di che cosa si sta dicendo quando si dice «hanno vinto i ricchi» (cito il titolo dell’illuminante pamphlet di Riccardo Staglianò).
Ma l’aspetto più sbalorditivo, forse, è un altro. Se questa legge di iniziativa popolare dovesse vincere il referendum ed entrare in vigore, sarebbe la prima volta nel mondo. Nessun governo di nessun Paese a economia di mercato ha mai pensato di cercare i soldi per il welfare là dove i soldi si accumulano, e lievitano a dismisura, protetti da un sonno fiscale inspiegabile. O spiegabile solo con la complicità politica della destra e l’impotenza politica della sinistra.
Non so se anche altrove, come in Italia, valga l’assurda idea che la parola “patrimoniale” terrorizzi, chissà perché, le masse degli elettori, che invece con ogni evidenza, in larghissima maggioranza, da una ristabilita proporzionalità fiscale trarrebbero solo vantaggi.
Certo avvilisce l’inerzia, lunga almeno tre decenni, grazie alla quale la ricchezza è diventata un potere smisurato, in grado di determinare le sorti del mondo indisturbata, incontrollata. Potere giudiziario, potere legislativo, potere esecutivo sono ormai la forma di una sostanza mutata strutturalmente: è il potere finanziario il più potente e il più autonomo. Conta di più un miliardario di un premier.
Diceva il professore Canfora che il capitalismo è l’antitesi della democrazia . Certo che è così ! Già il dislivello economico ne è la prova visto che con tali premesse anche l’ uguaglianza davanti alla legge diventa una favola per bambini . Poi il capitale regole le coscienze in vario modo specialmente con i media in mano ai ricconi che spargono menzogna e deviano le menti verso interessi banali come cronache rosa o nere per non parlare di mazzette , corruzione , clientelismo e mercato del lavoro e delle carriere facili.
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Serra decisamente in tono minore.
Già paragonare la tassazione sui redditi da lavoro a quella sui patrimoni testimonia, nella migliore delle ipotesi, una notevole superficialità.
Sono basi imponibili completamente diverse: un reddito è un flusso, un patrimonio è uno stock.
Confrontarne semplicemente le aliquote, senza spiegare cosa si sta misurando, è economicamente (e non solo) sbagliato.
Detto questo, il principio della proposta californiana è chiarissimo: andare a prendere i soldi da chi li ha.
E proprio per questo il caso meriterebbe una riflessione molto più ampia.
In California si è arrivati addirittura a sottoporre a referendum un prelievo una tantum, quindi non strutturale, sui patrimoni dei miliardari; è questo il fatto davvero interessante.
Invece Serra lo utilizza quasi esclusivamente come pretesto per riproporre la consueta narrazione sulla patrimoniale, senza spiegare praticamente nulla di come la misura sia stata concretamente concepita.
La Proposition 40, che sarà votata il 3 novembre 2026, prevede infatti un’imposta una tantum del 5% sul patrimonio netto dei miliardari residenti in California al 1 gennaio 2026.
Il pagamento sarebbe dovuto nel 2027, con la possibilità di spalmarlo su cinque anni pagando un importo maggiore.
Sono previste esclusioni per alcune categorie di beni, tra cui immobili, pensioni e conti previdenziali, e il 90% del gettito è destinato alla sanità.
Questi dettagli non sono marginali: sono la misura.
E anche l’affermazione secondo cui sarebbe “la prima volta nel mondo” è semplicemente sbagliata: al massimo si potrebbe parlare di una misura senza precedenti negli USA.
Imposte sul patrimonio netto esistono o sono esistite in diversi paesi; Norvegia, Spagna e Svizzera, per esempio, le applicano; altri paesi le hanno applicate in passato.
OECD – The Role and Design of Net Wealth Taxes in the OECD
E anche l’uso della parola generica patrimoniale è significativo.
Patrimoniale su cosa? con quale base imponibile? con quale soglia? su quali attività? con quali esclusioni? come si valutano gli asset non quotati? qual è la destinazione del gettito? quali sono le conseguenze sui comportamenti dei contribuenti?
E infine (in Italia è come parlare di esoterismo) qual è il meccanismo della riscossione?
Sono queste le domande che consentono di capire una misura fiscale.
Non mi stanco di ripeterlo: non mi basta sapere il COSA; voglio sapere anche il COME.
Il COSA è scarso e vago.
Il COME è totalmente assente.
Et ora et semper.
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