
(Tommaso Merlo) – Se il sovranismo dell’imbecillità vincerà ancora le elezioni, sarà grazie agli immigrati che tanto disprezza. Politicanti che hanno costruito le loro interminabili carriere speculando sull’odio e sulla paura verso i migranti senza risolvere nulla ed inseguendo scompostamente l’emergenza. I soliti sciacalli specializzati prima nel promettere a vanvera soluzioni magiche e poi a manipolare la realtà dei loro fallimenti. Remigrazione è la nuova fregnaccia elettorale che sostituisce quella dei rimpatri mai avvenuti mentre le quote a scuola sui bambini etichettati come stranieri sono il preludio dei ghetti che in paesi come Francia e Inghilterra hanno per anni alimentato disordini sociali e addirittura ondate di terrorismo domestico. Davvero, ci vorrebbero delle quote ma per evitare che il livello di deficienti nei palazzi romani superi il livello di guardia. Certo, l’immigrazione di massa è uno dei cambiamenti sociali più impattanti della nostra era e questo anche perché avviene contemporaneamente al nostro impoverimento anche interiore che ci rende più fragili. E il cambiamento fa sempre paura perché richiede di percorrere strade inedite che rendono i nostri schemi mentali inutili. Ma in un mondo in cui miliardi di esseri umani vivono tra miseria e guerre, le migrazioni sono un fenomeno storico inevitabile ed inarrestabile. Quello che possiamo fare noi del mondo cosiddetto ricco visto che in gran parte del pianeta sono un lusso anche la corrente e l’acqua calda in casa, è provare a contenere quei flussi e gestirli in modo intelligente quando sbarcano. Se a casa loro si vivesse decentemente, i migranti ci resterebbero e quindi sarebbe ora di smetterla di sfruttare le risorse altrui o scatenare guerre a vanvera e invece di investire miliardi in armi per difenderci da nemici immaginari, investire seriamente in cooperazione internazionale. Non le solite briciole umanitarie ma ingenti interventi strategici a livello europeo nelle principali aree di partenza con politiche industriali che possono giovare a tutti. A casa nostra invece, la mossa più intelligente è una rapida e totale integrazione. Esattamente il contrario di quanto predica il sovranismo dell’imbecillità, prima e meglio si integrano, meglio è per tutti. Il problema dell’integrazione poi, si pone giusto per le prime generazioni dato che gli esseri umani assorbono la cultura del paese in cui crescono volenti o meno e i figli degli immigrati sono italiani fino al midollo, riconosciuti dallo stato o meno, disprezzati dai razzisti o meno. L’immigrazione è un falso problema e una delle bufale politiche più clamorose. A perdere la cosiddetta identità nazionale non siamo noi italiani ma i migranti che arrivano e alla lunga l’unica vera conseguenza concreta, sarà estetica, l’italiano non è più solo bianco come avviene da tempo in paesi come gli Stati Uniti o la Francia ed altri. Tutto qui. Saremo più variopinti e belli. Quanto a veli e burqa ed imam dalla lingua biforcuta, è diverso. Ma anche qui, la politica ci ha sempre speculato sopra con le solite litanie patriottiche invitando i tifosi a stringersi a coorte che l’Italia chiamò. Politicanti sterili di contenuti al punto da dover pescare dal secolo scorso rigurgiti nazionalisti che nella storia hanno prodotto alla fine solo guerre e quindi sangue, distruzione e dolore. Il vero punto è che il popolo italiano ha il diritto di vivere secondo il livello di civiltà raggiunto, non che quella italiana sia una civiltà perfetta o migliore di altre, ma chi è nato qui ha il diritto di vivere coerentemente con le conquiste sociali e politiche frutto della nostra evoluzione. Come lo stato laico, i diritti civili, il delicato rapporto tra donne e uomini, i diritti e doveri del cittadino, la bussola costituzionale, eccetera. L’Italia non è il Bangladesh e nemmeno il Marocco e se una persona viene a vivere da noi si deve adattare alla nostra civiltà. Poi magari insieme possiamo fare passi avanti su certe cose, ma non sarebbe gusto se gli italiani dovessero fare passi indietro tipo accettare che ad alcune donne venga imposto il velo o addirittura il burqa da padri o mariti o che l’imam del quartiere lanci qualche jihad. Altrimenti invece che integrazione si alimenta divisione e quindi alla lunga ghetti anche mentali preludio della violenza seppur attraverso una via permissiva. Ma tutto questo in grandissima parte avviene in modo naturale, gli immigrati sono persone perbene che vengono da noi a lavorare e sono desiderose di integrarsi. Sono i politicanti a speculare su ogni eccezione utile alla loro meschina propaganda. La verità è che l’immigrazione è la salvezza di paesi come l’Italia, paesi sempre più vecchi e che non facendo figli perdono anche forza lavoro e soprattutto per le mansioni più usuranti che i giovani schifano avendo studiato ed essendosi imborghesiti ma che servono al sistema paese per funzionare. Le stesse dinamiche vissute dagli oltre trenta milioni di italiani partiti ed accolti a braccia aperte in tutto il mondo che hanno iniziato dal basso e la cui identità nazionale si è perduta con le nuove generazioni. Certo sarebbe meglio avere flussi regolari, peccato che non esistono nemmeno i corridori umanitari perché la politica ha di meglio da fare che gestire i problemi, tipo speculare su odio e paure per raccattare poltrone. Davvero, ci vorrebbero delle quote ma per evitare che il livello di deficienti nei palazzi romani superi il livello di guardia.
"Mi piace"Piace a 1 persona