
(Dott. Paolo Caruso) – Hans Andersen quando raccontò la favola del “Re nudo”, non immaginava, nel secolo XIX, di anticipare la vicenda di due secoli dopo. L’imperatore vanitoso, si lasciò ingannare dai due imbroglioni che gli vendettero l’abito più bello. Ma era invisibile e guai a dirlo. Tutti, a vedere passare il re con quel abito inesistente, dovevano farne l’elogio, pena la morte. La voce innocente di un bambino, ignaro delle conseguenze, al vederlo pavoneggiarsi in corteo, gridò: “Il re è nudo!”. Con Trump la realtà supera la fantasia. Chi gli grida, anche in Patria, che è nudo, cioè fallito come uomo e soprattutto come presidente di una Nazione che millantava ai suoi di rendere grande, viene cacciato e messo al bando. Così è capitato ieri alle tre Testate giornalistiche tra le più importanti degli USA che lo avrebbero seguito a New York al palazzo di cristallo dell’ ONU per la conferenza internazionale. Vede in loro i “grilli parlanti” e, alla stregua di Pinocchio, anziché ascoltarne i consigli, li spiccica al muro con una martellata. “Passerà”, è il motivo consolatorio di quanti sono defraudati, da lui e dalla sua corte, della dignità e della libertà. Ma due anni di tempo dati alle decisioni di un insano di mente, come è stato dichiarato dai migliori specialisti della materia, sono pesanti e imprevedibili. Non ha mai sensi di colpa, perciò non si mette mai in discussione. Guarda con disprezzo chi prova a correggerne l’indirizzo e si incarta in continue situazioni che sono pericolose per il Mondo, non per lui, che trova sempre l’escamotage economico per arricchirsi con le disgrazie altrui, da lui provocate, come i dazi, e gli obblighi di comprare da lui armi e gas liquido, a prezzi imposti e non concorrenziali. La nostra Premier da pontiera fallita e da serva sciocca ne paga il prezzo economico. Né vanno sottovalutate le sue voglie fameliche di disturbo delle sovranità delle altre nazioni, come ha mostrato con il Venezuela, e pretendeva di fare con il Canada e la Groenlandia. Ci ha ridotto in povertà con l’aumento del petrolio. Causata dalle sue scellerate imprese belliche. “Adda passà a nuttata”. Ci ripetiamo a mantra. Ma la notte è ancora troppo lunga. In due anni può fare qualunque cosa, perché agisce di istinto e convinto che nessuno lo possa limitare. Non ha il “bon ton” che si richiede in ogni diplomazia. Ha solo moltiplicato le guerre, e da illuso “aspirante a premio Nobel per la pace”. Beffardo! I suoi della “Silicon Valley” che lo hanno eletto, per fare MAGA, ossia grande, l’America, se hanno dignità, devono ricredersi e non dargli ancora fiducia. Il mondo è in fiamme, anche a causa sua, perché egli rappresenta l’America, mentre promette bombe per l’Iran. Ma la situazione gli è sfuggita di mano a Hormuz, e nei Paesi Arabi che non si sentono a sufficienza protetti. Ora in pericolo è anche Suez minacciato dagli Houthi, ribelli yemeniti filo iraniani, che condizionano le rotte commerciali nel mar Rosso. Segnerebbe la fine del commercio del Mediterraneo. Chi semina vento del resto raccoglie tempesta! Putin gongola, Trump ha il dente avvelenato contro l’ Unione europea, Xi Jinping sornione accresce l’ interesse per Taiwan, Netanyahu continua le sue scorribande tra Gaza e Libano, infatti sa bene che fino a quando ci sarà il Tycoon le sbarre del carcere le vedrà solo dall’ esterno, cioè dalla parte sbagliata. A novembre in USA, sempre se il Tycoon non le bloccherà, ci saranno le elezioni di metà mandato (Midterm election). Le teme per il calo di popolarità e ricorre al solo mezzo, che è l’unico dio in cui crede: il dollaro. Ne promette cinquemila a chi lo farà vincere. In Italia sarebbe reato, perché dichiarato voto di scambio. Ma per lui non c’è legge. Ha risuscitato l’assolutismo di Luigi XIV del XVII secolo: “La legge sono io”, e con la maleducazione che non gli difetta, ruberebbe ad Alberto Sordi la parte del marchese Del Grillo, per dire: “Io sono io, e voi non siete un “c……zo”.