La missione Aspides. Crosetto minimizza sull’Eurofighter distrutto e rilancia sull’operazione nel Mar Rosso, di cui non aveva parlato col Quirinale

L’Italia in guerra senza dirlo al Colle

(estr. di Ilaria Proietti e Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Guido Crosetto compulsa le agenzie che piovono dall’Europa, con aria soddisfatta. E ai suoi ripete: “Il mio obiettivo era scuotere l’Unione sulla missione Aspides, e l’ho raggiunto”. E così a fine giornata l’Eurofighter italiano colpito dagli Houthi nella notte passa in secondo piano, benché si tratti dell’attacco forse più grave inflitto ai nostri mezzi militari negli ultimi dieci anni. Certamente prova, a dispetto delle parole pronunciate pochi giorni fa da Antonio Tajani, che i nostri soldati sono tutt’altro che al sicuro lì – in Arabia Saudita – dove il governo ha deciso di dislocarli. Con una decisione su cui il Parlamento non ha toccato palla neppure quando, per l’intervento dell’Arabia nel conflitto con l’Iran, la base area di Ta’if è diventata un bersaglio naturale. “Vogliamo sapere se ora Crosetto vuole riportare i nostri in Italia o intende lasciarli lì e a far cosa. Quali sono diventate le regole d’ingaggio? Non si può trasformare una missione di pace in una missione di guerra”, dicono al Fatto usando una sola voce tutti i partiti del campo progressista.

[…]

Crosetto però pensa positivo: è contento perché l’intenzione di assicurare una scorta della Marina alle navi mercantili italiane in transito nel Mar Rosso senza aspettare la “burocrazia europea” – leggasi la missione Aspides –, ha fatto breccia. Innanzitutto tra la platea degli armatori riuniti a La Spezia, di fronte a cui si è presentato giovedì dopo aver presenziato a Monte Romano nell’alto Lazio alle esercitazioni di “Aegis 26”, una delle manovre tattiche più rilevanti dell’anno pianificate dall’esercito italiano, in compagnia del capo dello Stato, Sergio Mattarella. E così sono in molti a credere che Crosetto prima di prendere la parola a La Spezia, avesse già informato l’inquilino del Quirinale ricevendo la copertura necessaria per mettere in mora l’Europa sulla missione. Ma a quanto apprende il Fatto Crosetto non avrebbe anticipato nulla a Mattarella. E forse questo spiega perché la decisione di predisporre la scorta della Marina per ripristinare rapidamente il traffico dei mercantili italiani attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb è diventata con il passare delle ore un’ipotesi. Poi uno stimolo all’Europa: ieri Crosetto ha scritto all’Alta rappresentante Ue per gli Esteri, Kaja Kallas, per ottenere dagli Stati membri nuovi mezzi e nuovi contributi alla missione europea nel Mar Rosso.

[…] Su questo e sul rischio che l’Italia venga trascinata sempre più nell’escalation militare in Medio Oriente le opposizioni ieri hanno chiesto discontinuità. “Vista l’importanza e la delicatezza della questione, chiediamo al governo di non ricorrere a cavilli legali – la cornice autorizzativa della missione Aspides – per evitare il coinvolgimento del Parlamento, peraltro già evocato dallo stesso ministro Crosetto. Non basta un’informativa: chiediamo con la massima urgenza comunicazioni dettagliate, un dibattito approfondito e un voto in aula” sostengono i Cinque Stelle. Sulla stessa linea Avs, con Angelo Bonelli: “Decisioni che riguardano l’impiego delle nostre Forze armate in un’area di guerra non possono essere assunte senza un pieno confronto parlamentare. L’Italia deve lavorare per fermare l’escalation e riaprire la strada della diplomazia, non rischiare di essere trascinata sempre più dentro una guerra”. Tutto il Campo largo ricorda come il governo Meloni abbia deciso di spostare il contingente nella base di Ta’If al confine con lo Yemen senza passare dal Parlamento, ma solo grazie all’applicazione di un codicillo approvato nel 2024 per spostare forze e assetti nella stessa area geografica dove già insistono missioni autorizzate. Diventata però teatro di guerra.