Nuove amicizie: Angelucci “clava” di Beppe per fare la guerra a Conte

(di Tommaso Rodano – ilfattoquotidiano.it) – Tra Beppe Grillo e Antonio Angelucci c’è una convergenza d’interessi tanto curiosa quanto evidente. Da quando il comico ha riaperto la faida con Giuseppe Conte, i giornali della famiglia dell’imprenditore e deputato leghista ne seguono ogni mossa con premura e simpatia.

Il Tempo è il biografo più devoto della battaglia neogrillina. Il 26 giugno racconta con dovizia di particolari la reunion di una cinquantina di ex parlamentari e fedelissimi che sarebbero pronti a seguire il ritorno dell’ex capo in politica (titolo sobrio: “Il grande Vaffa di Grillo a Conte”). Il 10 settembre, ancora sul Tempo, l’annuncio gaudioso: “Torna Beppe il castigaConte”. Nuovo soggetto politico, piattaforma digitale, proposta sul reddito, bozza di programma. Il direttore Daniele Capezzone si scioglie: descrive un Grillo “in forma”, “esplosivamente simpatico” e possibile “cigno nero di Giuseppi”.

Due giorni dopo, poi, ecco la notizia di una lunga intervista dell’“elevato” su Pulp, il podcast di Fedez e Mr Marra (sarà trasmessa il 21 settembre, anche se ieri la trasmissione ha smentito che contenga l’annuncio di un nuovo “Movimento zero stelle”). Coincidenza interessante: il 25 agosto Lettera43 aveva dato la notizia che il gruppo Angelucci fosse in trattativa per acquisire proprio Pulp; per tornare a parlare in pubblico dopo anni, Grillo ha scelto il programma appetito dall’editore di Libero e Il Tempo.

In questa vicenda di relazioni e incroci improbabili c’è anche Paolo Zampolli, l’imprenditore italoamericano vicino a Donald Trump. Pure lui è passato da Pulp: dopo una causa da 5 milioni contro il programma per una puntata sugli Epstein Files, il 25 maggio si è seduto davanti ai microfoni di Fedez e Marra per “conciliare”. Ma è soprattutto con Libero che negli ultimi mesi Zampolli è diventato loquacissimo. Lo scorso 31 marzo il quotidiano scopre il pranzo romano con Conte. Il 2 aprile Zampolli lo definisce “un amico” e nega di aver parlato con lui del Grand Hotel Plaza della famiglia della compagna, Olivia Paladino. Il 5 agosto all’improvviso cambia versione e racconta – ovviamente a Libero – che del Plaza avevano parlato, eccome (titolone in prima pagina: “Conte e gli affari immobiliari”). Il giorno dopo, infine, Zampolli rettifica al Corriere della Sera: dell’albergo si era discusso solo per due minuti e Conte gli aveva detto di non occuparsene direttamente. Versioni ballerine, ma intanto Libero inaugura il suo filone immobiliare, tra vendite, società, presunti debiti e ipoteche della famiglia Paladino.

Corsi e ricorsi. Eppure Grillo e Angelucci non erano mai stati amiconi, anzi: l’imprenditore è un antico bersaglio del grillismo. Già nel 2008, nella campagna per il V2-Day sull’informazione, sul blog del comico gli Angelucci venivano indicati come esempio di intreccio incestuoso tra giornali finanziati dallo Stato e interessi nella sanità privata. Negli anni grillini il M5S lo attaccava sempre: per l’assenteismo parlamentare, per i finanziamenti all’editoria e il conflitto d’interessi tra politica, cliniche e giornali. E ancora nel marzo 2024 era Grillo in persona a definirlo sul blog “Re Mida delle cliniche private”, una minaccia per l’indipendenza dell’informazione. Si cambia. E poi si sa: il nemico del mio nemico è mio amico.