Il leader 5 Stelle in tv insiste: “All’Italia serve una svolta in politica estera”. Alla kermesse Nova un voto della base per legittimare la linea su Kiev

(di Matteo Pucciarelli – repubblica.it) – Per dare forza ai punti programmatici del M5S da portare sul tavolo della coalizione di centrosinistra, durante la due giorni di Nova a Milano questo fine settimana, ci sarà anche una votazione della base. Una sorta di mandato, oppure più votazioni, punto per punto, non è stato ancora deciso nel dettaglio. Una legittimazione scontata sul piano degli esiti finali, anche perché i temi e le proposte messe nero su bianco saranno l’esito del percorso di ascolto e assemblee territoriali avviate a giugno e dove il 44 per cento dei partecipanti, in realtà, non era neanche iscritta al Movimento. Ma sarà un voto che politicamente servirà a Giuseppe Conte per rafforzarsi di fronte agli alleati.
Nel centrosinistra c’è molta attesa per capire quale sarà il punto di caduta sul tema degli aiuti all’Ucraina. Ieri l’ex presidente del Consiglio è tornato sull’argomento a Di Martedì: «C’è una escalation equamente distribuita da entrambe le parti. Noi dovremo cambiare completamente la nostra politica estera per restituire dignità all’Italia e all’Europa. Cosa stiamo mandando all’Ucraina se non abbiamo nemmeno i soldi per la università e l’istruzione? Le armi le abbiamo mandate, come abbiamo aiutato la popolazione ucraina? Se mandiamo le armi in che cosa caratterizziamo il nostro essere progressisti?». Aggiunge Conte: «Oggi ormai sta prevalendo la legge del più forte, non c’è più neppure un orizzonte di sicurezza e di pace, ma solo del riarmo che crea un’illusione di sicurezza perché ci sta facendo rotolare in guerra. Allora dico, fino ad adesso la vostra scommessa per la vittoria militare l’avete fatta, è fallita. Adesso dateci un mandato per cambiare». È una posizione sulla quale non c’è alcuna discussione interna, ampiamente condivisa. «L’invio di armi sta solo gettando benzina sul fuoco di un conflitto che miete vittime. Se gli italiani decideranno di dare fiducia al campo progressista, il campo progressista dovrà andare contro quello che sta facendo il governo sul riarmo», ribadisce il vicepresidente dei 5 Stelle, Michele Gubitosa, parlando al Giornale Radio. Ora resta da capire se porla a Pd e Avs come linea invalicabile o se c’è spazio per un terreno di confronto, mediazione.
Sabato pomeriggio il dibattito sul tema della pace sarà sviluppato dall’economista americano Jeffrey Sachs, dal giornalista Alberto Negri, dalla presidente del progressista Center for International Policy Nancy Okail, dalla storica Farian Sabahi e da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati (sulla sua possibile candidatura alle prossime Politiche si parla parecchio da tempo, sia nel Movimento che nei rossoverdi). Non si vuole appiattire il confronto sulle guerra in corso e sul come fermarle solo sul tema russo-ucraino, dove peraltro l’unico degli invitati con una posizione marcata sulla faccenda è Sachs, secondo il quale l’aggressione di Putin è stata provocata, pur non essendo giustificata, dalla politica statunitense di espansione della Nato.
L’appuntamento di Milano, come detto, avrà in contemporanea la consultazione degli iscritti, aperta in realtà sin da venerdì alle 14 per poi venire chiusa domenica, sempre alle 14. Il macro tema della convocazione è: «Cosa deve fare il governo della coalizione progressista nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani. Proposte per il programma della coalizione progressista». Ora «siamo nella condizione di poter scrivere un programma che risponde a bisogni veri — è scritto nella presentazione del voto agli iscritti — e concretamente avvertiti da cittadini, famiglie, imprese. È questa grande partecipazione civica che ci garantisce il carattere autenticamente progressista del programma di governo».
Un segnale rassicurante per la coalizione è arrivato intanto ieri alla Camera, dove Pd, M5s e Avs hanno presentato una mozione per superare l’unanimità e il potere di veto nell’Ue e dare ai Ventisette più forza e rapidità nelle decisioni. Un atto di fiducia comune nell’Europa. Un segno di unità in politica estera.
voteremo…..questo è il M5S……!!!!!
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Ora resta da capire se porla a PD e AVS come linea invalicabile ( riarmo e Ucraina) o se c’è spazio per un terreno di confronto.
Scusi Conte ma quale spazio ci può essere? Ho si continua a mandare all’Ucraina oppure no o si accetta il riarmo oppure no. Secondo me deve essere una linea invalidità.
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Se leggo Conte dire “L’invio di armi sta solo gettando benzina sul fuoco di un conflitto che miete vittime. Se gli italiani decideranno di dare fiducia al campo progressista, il campo progressista dovrà andare contro quello che sta facendo il governo sul riarmo“, io entro in confusione. Giuseppeeee!!! Per me una cosa è l’invio di armi (giusto o sbagliato che sia) che riguarda l’oggi. Un’altra è “il riarmo”, che è un’altra faccenda e riguarda le politiche prossime future. Non giochiamo con le parole. Una cosa è lisciare il pelo ai gonzi filorussi con “basta armi a Kiev”, un’altra proporre un programma pacifista che cambi le politiche di riarmo in Europa. Forza che ce la fai.
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Che poi, ri-armo: ma quando mai, dalla fine della guerra l’ Europa si è armata per cui si possa parlare di ri-armo?
Semmai si sta armando, dopo essere stata seduta al riparo dell’ombrello americano, con bilanci della difesa piuttosto contenuti rispetto a quello che avrebbe richiesto la guerra fredda se non fossimo stati coperti, piaccia o meno, dagli americani.
La signora con la cofana bionda che, mi pare, ha cambiato due volte il nome del programma, avesse studiato un po’ di marketing gli avrebbe messo nome difesa fin da subito e avrebbe così dis-armato molti pretestuosi commenti.
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Ma che vuole questo mo ? Si accontenti di stare in mezzo a noi illustri e illuminati de sinistra glbtq plus e non dia fastidio con queste tematiche desuete tipo : pacifismo, diplomazia, diritto alla indipendenza dei popoli e sua autonoma emancipazione , al non colonialismo , alla non predazione delle risorse altrui etc…
Ma Vuoi vedere che i “nostri” si lasciano incantare e votino per lui ? E no, no primarie e programma del PD american.
Ma andate a prendere v Eli in saccoccia !
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Conte è presidente del M5S ma poi dire ‘noi del campo progressista’ è come annacquarsi, marmellizzarsi? Noi dovremo? Noi dobbiamo.
Ritengo che l’appiattimento sulla definizione di “campo progressista” rischi di far perdere al M5S la sua specificità. Entrando in una coalizione strutturata con il Partito Democratico e altre forze di centro-sinistra, il Movimento potrebbe essere percepito come una “costola” della sinistra tradizionale, perdendo quella spinta antisistema, post-ideologica e radicale che ne aveva decretato il successo iniziale.
Dal punto di vista della leadership di Conte, la scelta del campo progressista viene difesa come un’evoluzione necessaria. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un’alternativa di governo credibile, cercando di mantenere un’autonomia identitaria su temi specifici (come il pacifismo, il no all’invio di armi o le politiche sociali) senza però isolarsi. Conte stesso ripete spesso che il M5S “non è di sinistra, ma progressista”, proprio nel tentativo di differenziarsi e non farsi assorbire dal PD. Ma muoversi all’interno di una coalizione (il cosiddetto “campo largo” o progressista) permette di contare nel governo, ma impone inevitabili compromessi.
C’è una escalation equamente distribuita da entrambe le parti. 🤌 A Giuseppi conviene studiare e approfondire la tematica (Sachs, e altri) iniziando dal riprendere i contatti con Vito Petrocelli, sì proprio quello buttato fuori dallo stesso.
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