
(Andrea Zhok) – L’emendamento governativo approvato l’altroieri al Senato – se non verrà smentito in seguito – mette la parola fine a qualunque possibilità di forze esterne al Parlamento di entrarvi.
Esso definisce il numero di firme necessarie per accedere alla scheda elettorale portandole dalle 1.500-2.000 per collegio plurinominale di oggi a 6.000-7.000 firme.
Come ricorda Pino Cabras, per accedere alle elezioni, in rapporto alla popolazione, l’Italia chiede circa 85 firme ogni diecimila abitanti, la Russia 14, la Spagna 8, la Germania 3, il Regno Unito 1.
Per raccogliere un tale numero esorbitante di firme richieste bisogna, in sostanza:
a) possedere già una struttura nazionale organica con sedi territoriali ovunque;
b) poter pagare dei certificatori su tutti i territori (c’è un ovvio limite a quanto si può chiedere come “volontariato” a un avvocato o un notaio amico – e se non sei già un insider difficilmente puoi ricorrere a consiglieri comunali, regionali o parlamentari per certificare.)
In sostanza, solo un partito modello Forza Italia, che nacque aprendo 300 sedi territoriali in un paio di mesi grazie alla profondità del portafoglio del fondatore, avrebbe oggi qualche possibilità di entrare in Parlamento dall’esterno.
Altrimenti da qui all’eternità chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori.
In sostanza, per chi non l’avesse capito, hanno deciso che dobbiamo andare in guerra e hanno deciso che nessuno deve disturbare il manovratore in questo percorso.
E tu chiamala se vuoi, democrazia.
Aspettiamo Mattarella…..??? sicuramente….o forse anche no…..
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È un atto di forza della maggioranza gravissimo, insieme con la modifica incostituzionale ed immorale della legge elettorale che sarà approvata ponendo la fiducia!
E il bivacco di manipoli schiaccerá i bottoni a comando….
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Il PdR ci indicherà in maniera inappellabile se la sovranità appartenga al popolo. O se abbiano regalato pure i nostri figli oltre alla sovranità.
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