
(di Michele Serra – repubblica.it) – La grande permeabilità di molte società dell’Est Europa ai partiti di estrema destra, alle strette autoritarie, al nazionalismo e perfino al razzismo, proietta una luce tragica (ulteriore) sull’eredità del comunismo sovietico e la sua influenza sui Paesi satelliti (la Sassonia-Anhalt è ex Ddr).
Parrebbe un paradosso che laddove il socialismo era Legge e Regola, e l’internazionalismo una vantata ideologia di Stato, oggi prosperano la destra, il suprematismo etnico e religioso, il culto del leader forte come soluzione di qualunque problema. Prima rossi, poi neri: ma come è possibile?
Forse, invece, non è un paradosso. Esiste un nesso ben leggibile tra il duro passato di quei popoli e il loro presente. E questo nesso, non so come dirlo altrimenti, è l’estraneità alla democrazia. Laddove la democrazia non è mai stata un valore condiviso, e soprattutto non è mai stata una pratica, un potere autoritario, magari con qualche merito assistenziale che il capitalismo non è più in grado di garantire (Welfare addio?), risulta preferibile alle incertezze, al caos sociale, alla paura del domani.
Si usa dire che in assenza di tutele sociali per i poveri e per gli impoveriti, e in mancanza di un governo efficace dei flussi migratori, non c’è fede nei princìpi che tenga. Con i princìpi non si mangia. Verissimo. Ma la pancia piena, se non si crede in qualcosa di giusto e perfino di allegro, come l’uguaglianza e la libertà, non basta per dare respiro e luce a una società.
La famosa “identità” che il sovranismo nero indica nella Nazione, nella chiusura e nella nostalgia del passato, è un’identità truce. Non può essere il fondamento di una comunità che pensa al suo futuro. Nella battaglia sui princìpi, sulle idee-bandiera, la democrazia non parte battuta.
le famose democrazie dove i partiti di estrema destra stanno avanzando?
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È per questo che abbiamo affidato ai baltici e a kiev la politica estera UE: perchè sono i nostri baluardi democratici.
Non era così, Serra?
O forse le doppiozero hanno le gambe corte, come si diceva un tempo tra persone pensanti e con un po’ di visione sul futuro.
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Serra apri gli occhi, le orecchie e anche soprattutto la mente . Afd viene data vincente non solo nell’ est ma in tutta la Germania . Cosa fai: se no ha stato Putin allora ha stato Stalin ? Però qualcosa di vero c’è: molti tedeschi dell’ est hanno un ricordo buono dei russi ma comunque dall’ ottantanove sono passati trentasette anni e quelli che hanno memoria storica della DDR non sono poi tant. Quindi Michelino tacitati per non dire stupidaggini .
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un’ interessante testimonianza dalla Germania
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Riporto anche qui perché l’articolo dove l’ho postato è ormai in seconda pagina, e a qualcuno potrebbe interessare (fonte: Lemonde): https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/06/04/zelensky-s-rehabilitation-of-controversial-figures-in-ukrainian-nationalism-sparks-anger-in-israel-and-poland_6754112_4.html
In breve: By describing Melnyk as a “great Ukrainian figure,” Zelensky took a significant step on one of the country’s most sensitive memory issues. [..] he was one of the leaders of the Organization of Ukrainian Nationalists (OUN) [..] OUN supporters collaborated with Nazi Germany and took part in the Holocaust
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Bella analisi, tutto vero quello che dici.
D’altronde “l’anticomunismo” nostrano non si differenzia nelle motivazioni da quello dei “vessati” dal regime sovietico.
Solo che quelli l’hanno vissuto sulla propria pelle minuto dopo minuto, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Altro che se non se lo ricordano, i ventenni del ’89 non hanno ancora 60 anni e sono tanti, tantissimi ed hanno figli ai quali hanno raccontato.
Tra la gente si commenta.
Sono stato in Germania dell’est i primi anni duemila e i paesotti e le campagne mi sembravano la Romania di Ceausescu
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