(estr. di Daniela Ranieri – ilfattoquotidiano.it) – […] “Su Hitler non mi viene in mente niente”: così Karl Kraus iniziava il suo libro La terza notte di Valpurga, analisi in diretta di quello che successe in Germania durante il primo anno del regime nazista. Ecco: a guardare in video questo Ulrich Siegmund, il candidato governatore del land tedesco di Sassonia-Anhalt che ha fatto prendere a Alternative für Deutschland (AfD) il 45% dei voti, viene in mente proprio quel non venire in mente niente a Kraus di fronte alla mediocre feccia nazista. Il giovane e prestante biondino bacia la moglie sul palco e dice le solite frasi dei nazionalisti: abbiamo scritto la storia, ci stiamo riprendendo il nostro Paese, non ci piegheremo. Il sorriso è rassicurante e persuasivo, da immobiliarista di Biella; l’outfit è macroniano-neoliberista, completo blu e camicia bianca: uno startupper classe 1990.

[…] Già più inquietante risulta il fototipo di Alice Weidel, co-leader di AfD insieme a Tino Chrupalla, colei che Elon Musk volle intervistare su X perché Trump deve sembrargli troppo moderato: una Ursula von der Leyen se possibile più ariana, che vedremmo bene come comparsa in un film sull’Olocausto, ovviamente nella parte dell’Aufseherin (sorvegliante) che fa salire la gente sui treni per Birkenau nell’abbaiare dei cani. Davanti a questa banalità, a parte ritirare fuori Hannah Arendt, che motivo c’è di provare panico? Ce ne sono diversi. Ma poiché noi non ci rassegniamo a considerare “putiniana” la complessità come vorrebbero i maniaci filo-Nato, è il caso di contestualizzare la crescita di AfD, a meno di liquidare la questione sostenendo che centinaia di migliaia di tedeschi si stanno riscoprendo nazisti da un giorno all’altro in un’Europa florida e democratica.

Senza dubbio AfD è filo-nazista: Björn Höcke, leader di AfD in Turingia, è stato condannato perché nel 2021 ha chiuso un discorso a Merseburg al grido di “Alles für Deutschland“, “Tutto per la Germania”, slogan delle SA, truppe d’assalto naziste, vietato dal codice penale tedesco (si è difeso dicendo di ignorare che fosse il motto delle camicie brune, ma i giudici non gli hanno creduto: è un ex insegnante di Storia). Un altro buonuomo, l’eurodeputato Maximilian Krah, ha detto che non tutti i membri delle SS erano dei criminali (per ciò AfD è stato espulso dal gruppo europeo Identità e Democrazia su spinta del Rassemblement National di Le Pen).

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È vero che AfD è islamofobo: vuole vietare il velo integrale, la macellazione halal, i minareti sulle moschee, il richiamo dei muezzin alla preghiera; nel 2016 ha inserito nel suo manifesto la frase: “L’Islam non appartiene alla Germania”. In ciò AfD è in sintonia con FdI, che oggi fatica a dissociarsene, visto che anche nelle Tesi di Trieste, suo manifesto ideologico, c’è un continuo richiamo ai “patrioti” ad affermare i valori della “tradizione e dell’identità” contro “l’islamizzazione dell’Europa” (ma Meloni è apprezzatissima dalle élite sovranazionali che tanto osteggiava in campagna elettorale). Atroci scherzi della politica: è stato Friedrich Merz, cancelliere tedesco e capo della Cdu appena sconfitta da AfD, nonché uno dei leader della “Coalizione dei volenterosi” europei per il sostegno militare rafforzato a Kiev, a dire un anno fa: “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”, laddove il lavoro è sterminare i palestinesi e bombardare l’Iran, e “noi” è l’Occidente buono che ha delegato al popolo eletto l’eliminazione dei barbari infedeli.

Come dimenticare poi i nostri lib-dem, che facevano gli occhi languidi davanti alla svastica tatuata sui petti dei ragazzoni del Battaglione Azov, una delle fazioni ultra-nazionaliste dell’esercito ucraino? Erano eroici “partigiani” che “leggono Kant” e combattono “per la nostra democrazia” contro l’autocrazia russa. Così mentre le élite europee, narcotizzate dalla droga del riarmo – droga che hanno cercato di somministrare anche ai loro popoli, indicando la Russia, in una risibile risoluzione dell’Europarlamento, come “la principale minaccia all’integrità dell’Unione” – lavoravano per la guerra invece che per la diplomazia, per la spesa militare invece che per la giustizia sociale, per la propaganda invece che per l’istruzione e la ricerca, AfD si presentava davvero come “alternativa” per la Germania, come il partito che avrebbe messo fine a questa follia in nome del pragmatismo e del sovranismo. Che volete che siano qualche richiamo a Hitler e qualche buffetto alle SS, peraltro già sdoganati dai “democratici”, di fronte a un regime, quello neoliberista, che toglie il pane di bocca ai poveri per alimentare cannoni? Sono stati i lungimiranti leader europei a disporre un riarmo da 800 miliardi per i 27 Paesi dell’Unione e la riconversione dell’industria tedesca, specie automobilistica, in industria bellica. E AfD era già al 25% nei sondaggi: cosa può andare storto, se approda al governo federale? Sono loro, che dobbiamo ringraziare.