La premier rivendica i risultati del Governo più longevo e traccia il programma dell’ultimo miglio

I punti chiave
(di Manuela Perrone – ilsole24ore.com) – «Un Governo più stabile non è più forza un Governo più capace, è semplicemente un Governo che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato. Il giudizio arriva da voi e dai milioni di elettori che ci chiedono di non mollare, con un consenso più alto di quello che avevamo». Sulle note di Rino Gaetano “Il cielo è sempre più blu” Giorgia Meloni sale sul palco di Bari, allestito al porto nel nuovo terminal crociere, accolta dagli applausi scroscianti del suo “popolo” che la ha attesa sotto il sole cocente. Quasi un’ora di discorso davanti al mare al tramonto, tra tricolori e bandiere di Fdi, che parte dalla rivendicazione dei risultati più importanti del suo Esecutivo – il primo guidato da una donna – e arriva al programma dell’ultimo miglio. Con una promessa: «Non ho mollato e non mollerò mai».
«La stabilità è la prima grande riforma»
Il concetto chiave è chiaro, una risposta a chi accusa la premier di aver portato a casa zero riforme: «La stabilità è la prima grande riforma regalata alla nazione». L’affondo alla sinistra arriva subito. «Questo giorno dimostra che le uniche coalizioni che possono dare risposte sono quelle che si costruiscono non contro qualcosa, ma per costruire delle idee». Perché la stabilità «è uno scudo: abbiamo protetto i risparmi degli italiani, quando tanti speravano nella tempesta finanziaria per mandare a casa questo Governo, abbiamo ridotto il deficit e abbiamo rimesso l’Italia sulla strada dell’uscita dalla procedura di infrazione».
Avanti con legge elettorale, basta con i «ribaltoni»
Subito anche il riferimento alla necessità della nuova legge elettorale: la stabilità è la ragione per cui «proponiamo che alle prossime elezioni i cittadini possano scegliere il programma, la coalizione e il candidato premier. Significa niente ribaltoni e niente compromessi sulla pelle degli italiani».
«Stabilità condizione per mantenere gli impegni»
Il record di longevità del Governo – 1.413 giorni, uno in più del Berlusconi 2 – «è un dato che accolgo con gratitudine e responsabilità», aveva scritto al mattino sui social. «Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una nazione di programmare, di decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare».
I messaggi dei leader internazionali
Concetto che ribadisce nel rispondere ai tanti messaggi di congratulazioni piovuti dai leader internazionali, dalla giapponese Sanae Takaichi all’indiano Narendra Modi, dall’emiratino Mohamed bin Zayed al belga Bart de Wever, fino al segretario della Nato, Mark Rutte, al quale consegna la consapevolezza «che la nostra stabilità e la nostra credibilità sono un patrimonio importante», non solo per l’Italia «ma per tutti i nostri partner e i nostri alleati».
Fitto: «Stabilità grandissimo risultato politico»
Prima della premier e degli alleati, hanno preso la parola soltanto Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e coordinatore di Fdi in Puglia, e Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Ue, a testimonianza dell’europeismo pragmatico che ha segnato i quattro anni di Governo. «Credibilità, concretezza e fattibilità collegati alla stabilità hanno rappresentato un’occasione unica», ha sottolineato, ricordando il cambio di marcia a Bruxelles sulle politiche sull’acqua, sulla casa e sull’energia.
Otto testimonianze, dalla sanità all’agricoltura
Tra gli interventi di Gemmato e Fitto hanno sfilato otto cittadini comuni come “testimonial” – un piccolo imprenditore pugliese, una specializzanda in medicina di emergenza-urgenza, una docente di lettere in Emilia, un’ingegnere proprietaria di un allevamento in Sardegna, uno skipper che fa educazione a bordo di una barca a vela confiscata alla criminalità, uno studente barese di medicina, un’infermiera in servizio in Puglia e il Carabiniere Luciano Masini, che sparò e uccise un 23enne egiziano la notte di Capodanno e poi finì indagato per omicidio colposo. I volti scelti a simbolo di un’era che Meloni spera di non chiudere.
Le parole di Lupi, Tajani e Salvini
Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, è stato l’unico alleato in presenza. «Non siamo qui per autocelebrazione – ha detto – ma per capire cosa ha prodotto il Governo più stabile della storia della Repubblica: risposte concretissime a un cambiamento che l’Italia da tanti anni attendeva». Lupi ha difeso la nuova legge elettorale, proprio all’insegna della stabilità: «Battaglia di democrazia vera».
Il numero uno della Lega, Matteo Salvini, in un collegamento da un Autogrill in Toscana spesso interrotto da problemi di connessione, ha omaggiato i «giganti» Silvio Berlusconi e Umberto Bossi e colto l’0ccasione per bordate all’Europa e alla sinistra («Non permetteremo che siano messe le mani sulle case, e sulle seconde case»). «Lunga vita ai segretari dei partiti dell’opposizione che ci consentono di continuare il nostro lavoro». Alta velocità, piano casa, nuovo Codice della strada nel novero dei risultati rivendicati. Concludendo su quelli che ritiene i «valori del centrodestra»: la famiglia tradizionale («La mamma sia la mamma, il papà il papà») e la lotta alla droga e all’immigrazione irregolare.
Scontato il tributo a Berlusconi anche da parte del leader di Forza Italia. «Dal 1994 siamo una coalizione dove prevalgono i principi di lealtà, correttezza e amicizia nei confronti degli elettori», ha osservato il vicepremier Antonio Tajani. «Siamo sempre gli stessi. Non cambiano idee e valori. Il fondamentale si chiama libertà». Il titolare della Farnesina è tornato a rilanciare la battaglia della riduzione delle tasse e a suonare il de profundis del centrosinistra: «È morto, è rimasta solo la sinistra. Il centrodestra è la casa dei moderati».
Da Bari …notizie…
Perepppeppeeee!
Evvai Gioggiaaaa… sei la migliore…di questo governo di calcineeee!
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Strano che anziché portare sul palco il CC che ha ucciso un egiziano, non abbiano portato:
-1 il poliziotto CINTURRINO, il criminale che ha ucciso il pusher a sangue freddo, e con la scusa del quale, hanno fatto lo ‘scudo penale’ per i pulotti. Non si vergognano?
-2 i due poliziotti che hanno accoppato quell’altro disgraziato a Bologna, perché certi non capisco che se uno dice che non respira, bisogna aiutarlo e non conteinuare, con il menefreghismo della Croce Rossa.
-3 la benza a 2,5 al litro effettivi (questo costa oramai tra prezzo + riduzione sulla fiscalità generale)
-3 i successoni con Bibi e Trump.
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ipocrita arruffapopolo… il primo sei tu
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