RANUCCI, ‘SMERDARE PERCHÈ TI VOGLIONO AMMAZZARE

(ANSA) – PALERMO, 29 AGO – “Smerdare perché ti vogliono ammazzare”. Sigfrido Ranucci ha ripetuto più volte, durante lo spettacolo al Teatro dell’Efebo di Agrigento “Diario di un trapezista”, la frase che una producer esterna della Rai gli ha sussurrato telefonicamente alcuni anni addietro per avvisarlo. Quelle parole, Ranucci le ha definite “una profezia”.
“Hanno detto che ero un uomo dei servizi segreti cinesi, russi. Sono stato accusato di bullismo sessuale e di comprare servizi per delegittimare la sanità lombarda – ha detto – . E’ cambiata la narrazione, ma è rimasto ‘smerdare’ come tentativo di eliminarmi – ha evidenziato Ranucci – . Ci trovavamo davanti ad attacchi scomposti, la redazione era smarrita. Ma io applicavo la teoria del trapezista che passa a quello più complicato… e noi siamo andati avanti con inchieste più complicate, assumendoci la nostra responsabilità”.
RANUCCI CONTESTA FORMALMENTE LA RIMOZIONE DA REPORT, ‘È ILLEGITTIMA’
(ANSA) – ROMA, 29 AGO – Sigfrido Ranucci, attraverso i suoi legali, contesta formalmente la decisione della Rai di un avvicendamento nella conduzione di Report di cui “si contesta integralmente la legittimità, con espressa riserva di ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenerne la cessazione degli effetti e il ripristino della situazione antecedente, nonché il risarcimento di tutti i danni conseguenti”.
La richiesta di chiarimenti e documentazione, scrivono gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi nella comunicazione alla Rai, “non comporta pertanto, né potrà essere interpretata quale, acquiescenza, accettazione o rinuncia ad alcun diritto, azione o eccezione”.
Nella contestazione, indirizzata a Paolo Corsini e Felice Ventura, i legali di Ranucci, chiedono di conoscere fatti, circostanze ed avere, entro sette giorni, la relativa documentazione da cui possa emergere quanto contestato al giornalista in riferimento ad una “obiettiva situazione di incompatibilità” che si sarebbe determinata, per effetto delle “continue pressioni” a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report, e della diminuita credibilità ed autorevolezza conseguenti a “percezioni di opacità, commistione e interferenze”,
come scritto nella decisione con cui la Rai ha rimosso Ranucci senza che vi fosse indicato, sottolineano i legali, “alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni”. “Tale carenza – osservano gli avvocati – appare tanto più rilevante ove si consideri che, da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi “oggettivamente” venuti meno e, dall’altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe “del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso”.
Non è pertanto dato comprendere quali fatti già accertati abbiano consentito all’Azienda di formulare un giudizio così definitivo sulla posizione professionale del Dr. Ranucci prima ancora della conclusione degli stessi approfondimenti. Parimenti, la comunicazione afferma che la redazione di Report sarebbe “gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta”,
ma non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell’immediato avvicendamento del Dr. Ranucci dalla conduzione e dalla responsabilità autorale del programma”. I legali denunciano, inoltre, “la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuto dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità”.
Qualsiasi dirigente di azienda eviterebbe di infilarsi in un contenzioso che è evidentemente sbilanciato già in partenza verso il dipendente, ma qui siamo in Rai ed il denaro non è il loro per cui la faccia di bronzo ce la mettono loro ma i soldi ce li mettiamo noi: come diceva qualcuno ” facile fare i finocchi con il …….degli altri”.
Ancora una volta grazie alla caciottara!
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(questa è difficile da risolvere:
“….ma non sentite anche voi una gran puzza de gggiorda?”
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