Spesso il tribunale ha costretto viale mazzini a fare dietrofront

(di Vincenzo Bisbiglia – ilfattoquotidiano.it) – Epurazioni, ridimensionamenti, trasferimenti. A cui sono seguite spesso sentenze che danno torto alla Rai, esponendola a reintegri clamorosi e risarcimenti anche milionari. La storia recente degli altri “casi Ranucci” non promette sonni tranquilli per l’ufficio legale di Viale Mazzini.
Uno degli episodi più celebri risale al 2010, con Augusto Minzolini direttore del Tg1. Il 26 febbraio il tg delle 20 dà la notizia dell’“assoluzione” in Cassazione dell’avvocato David Mills, imputato per corruzione e falsa testimonianza in favore di Silvio Berlusconi. Ma quel titolo è falso, perché la Corte dichiarava la “prescrizione” del procedimento, cosa ben diversa. Quando Minzolini viene sommerso dalle polemiche, la conduttrice Tiziana Ferrario e alcuni cronisti tra cui Piero Damosso e Paolo Di Giannantonio si rifiutano di sottoscrivere la lettera di solidarietà. Così a marzo 2010, Ferrario e i due colleghi vengono rimossi dai rispettivi incarichi. Minzolini si giustifica parlando di un’operazione di “rinnovamento”. Il giudice però rileva la violazione e a dicembre 2010 ordina di riportare in video Ferrario, dichiarando l’illegittimità della rimozione di Damosso e Di Giannantonio. Minzolini sarà condannato per abuso d’ufficio in Appello nel 2017, poi prescritto.
Nello stesso periodo, sempre al Tg1, montano altri due casi. Maria Luisa Busi ed Elisa Anzaldo rinunciano polemicamente alla conduzione dei rispettivi tg. Trattandosi di rinunce volontarie, non seguiranno azioni legali.
Di scuola invece quanto accaduto nel 2009 a Paolo Ruffini, direttore di Rai3, rimosso dall’allora dg Mauro Masi nell’ambito di una dichiarata “rotazione dei dirigenti”. Al numero uno di Rai3 viene proposta la direzione di Raidigit, ma lui il 1° marzo 2010 fa causa alla Rai e il 28 maggio il Tribunale, parlando di rimozione “illegittima e discriminatoria”, lo reintegra.
Ha fatto poi storia il cosiddetto “editto bulgaro” di Silvio Berlusconi nei confronti di Enzo Biagi, Daniele Luttazzi e Michele Santoro nel 2002. Proprio Santoro intraprende una lunga battaglia giudiziaria vinta nel 2005, che riporta l’anchorman in video nel 2006 con Annozero. La guerra della Rai a Santoro ripartirà nel 2009, per concludersi nel 2011 con una risoluzione consensuale e una cospicua buonuscita per il conduttore salernitano da circa 2,3 milioni di euro (pari a 30 mensilità).
Non è finita. Nel 2021 l’ex vicedirettore del Tg1, Filippo Gaudenzi, viene demansionato dall’ex direttrice Monica Maggioni e fa causa: la Rai perde sia in primo grado sia in Appello e il 20 maggio 2026 Il Foglio dà la notizia del risarcimento da 350 mila euro. Di qualche anno prima, 2017, la vittoria legale di Carmen Lasorella, storico volto del Tg2, rimossa da Rainet nel 2014 e lasciata senza incarico. Anna Maria Pinnizzotto, invece, aspetterà 25 anni per vedersi riconosciuta, nel 2024, l’illegittimità della sostituzione, nel 1999, alla conduzione del Tg3.
Sono infine andati agli eredi i 180 mila euro riconosciuti a Oliviero Beha per il declassamento subito tra il 2008 e il 2010 da vicedirettore di Rai Sport: la sentenza arriverà a settembre 2017, con il cronista deceduto 4 mesi prima.
QUANTE CAUSE LEGALI SONO STATE INTENTATE CONTRO LA RAI PER ESTROMISSIONE DALLE TRASMISSIONI
Non esiste un numero totale ufficiale o un registro pubblico unico che raccolga tutte le vertenze giudiziarie intentate contro la RAI per estromissione da programmi, demansionamento o mancato rinnovo contrattuale. Trattandosi di contenziosi giuslavoristici o civilistici che spesso si concludono in sedi transattive, con arbitrati o accordi riservati, un dato numerico omnicomprensivo non viene reso noto dall’azienda nei dettagli analitici.Tuttavia, analizzando la giurisprudenza e la cronaca giudiziaria, è possibile evidenziare la tipologia dei casi più rilevanti e i loro esiti.
Casi di successo per i lavoratori (vinti o accolti dai giudici)
Alessandra Canale (e signorine buonasera): Dopo l’estromissione dal ruolo di annunciatrice nel 2003, ha portato avanti una battaglia legale durata circa vent’anni. Nel 2024 la Cassazione ha confermato definitivamente il risarcimento a carico della RAI per demansionamento, inattività forzata e danno d’immagine.
Michele Santoro: Nel 2001, a seguito del cosiddetto “editto bulgaro”, il conduttore fu di fatto estromesso dai palinsesti. Santoro ricorse all’articolo 700 c.p.c. davanti al Tribunale del Lavoro di Roma. Il giudice gli diede ragione, ordinando alla RAI di reintegrarlo e riaffidargli una trasmissione in prima serata, decisione che portò al suo ritorno con Annozero.
Enzo Biagi: Analogamente, l’estromissione dal programma Il Fatto portò a un contenzioso che si risolse successivamente con transazioni economiche e il reintegro (avvenuto poco prima della sua scomparsa con il programma RT Rotocalco Televisivo).
Giornalisti e conduttori interni: In diversi casi riguardanti il personale dipendente (giornalisti delle redazioni TG o programmi di approfondimento), la magistratura del lavoro ha accolto ricorsi per violazione dell’art. 2103 c.c. (demansionamento e dequalificazione professionale), imponendo alla RAI il riassegnamento di mansioni equivalenti o il risarcimento del danno biologico e professionale.
Casi respinte o favorevoli alla RAI
Contratti a termine e collaborazioni autonome: Quando il rapporto con il conduttore o l’autore è regolato da contratti artistici a prestazione d’opera o a tempo determinato (non da un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato), le richieste di reintegro vengono quasi sempre respinte. La giurisprudenza riconosce alla RAI la libertà editoriale di non rinnovare i contratti in scadenza o di chiudere programmi per motivi di palinsesto o budget.Licenziamenti per giusta causa o motivi disciplinari: I ricorsi presentati a seguito di risoluzioni contrattuali dovute a violazioni del codice etico o del contratto di servizio vengono frequentemente confermati a favore dell’azienda, salvo vizi formali nelle procedure di contestazione.
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Minzolini, Masi, Maggioni (Maggiolona amorosa dududadadà)
Questi erano gli esecutori. I mandanti sono sempre i polLitici.
E specialmente, ma non solamente, quelli di destra.
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