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C’è qualcosa che non torna nella sanità beneventana.

Da una parte abbiamo un Ospedale di Comunità a Cerreto Sannita, struttura pensata proprio per accogliere pazienti che non necessitano più di un ricovero ospedaliero per acuti, ma che hanno ancora bisogno di assistenza e monitoraggio.

Dall’altra abbiamo il San Pio di Benevento, alle prese da anni con la pressione sui posti letto e con un Pronto Soccorso che continua a pagare anche le conseguenze della mancata integrazione tra ospedale e territorio.

E allora una domanda è inevitabile:

CHE FINE HA FATTO LA RETE PREVISTA DAL DM 77?

Il DM 77 non ha inventato gli Ospedali di Comunità e le COT per fare inaugurazioni, fotografie e comunicati stampa. Li ha previsti per costruire una continuità assistenziale reale tra ospedale, territorio, domicilio e strutture intermedie.

L’Ospedale di Comunità dovrebbe servire anche a evitare ricoveri ospedalieri impropri e a favorire le dimissioni protette. (FNOPI⁠)

Eppure, se è vero che l’Ospedale di Comunità di Cerreto Sannita è operativo da circa un mese ma non sta ricevendo pazienti, la domanda diventa ancora più pesante:

PERCHÉ?

Perché non arrivano dal San Pio pazienti appropriati per quella struttura?

Perché le COT territoriali non riescono a svolgere fino in fondo la funzione di raccordo tra ospedale e territorio?

Chi decide i percorsi di dimissione?

Chi individua i pazienti trasferibili?

Chi verifica che la rete funzioni davvero?

Non possiamo continuare a parlare di “integrazione ospedale-territorio” mentre, nei fatti, ogni pezzo del sistema sembra viaggiare per conto proprio.

L’ASL Benevento stessa, nel proprio Atto aziendale, definisce le COT come modello organizzativo previsto dal DM 77 e ha programmato gli Ospedali di Comunità sul territorio provinciale. (ASL Benevento)

E allora ASL, San Pio e Regione Campania devono spiegare ai cittadini cosa sta accadendo.

Se a Cerreto Sannita ci sono posti disponibili e contemporaneamente il San Pio è in difficoltà per la disponibilità dei posti letto, non è accettabile che i due problemi rimangano scollegati.

Non si tratta di fare una guerra tra ospedale e territorio.

Al contrario.

Si tratta di pretendere che ospedale e territorio funzionino finalmente come un’unica rete sanitaria.

Perché se un Ospedale di Comunità rimane vuoto mentre l’ospedale per acuti è sotto pressione, qualcosa nel meccanismo di presa in carico evidentemente non sta funzionando.

E qualcuno deve assumersene la responsabilità.

Basta con le strutture sulla carta.

Basta con i modelli organizzativi nei documenti.

Servono percorsi funzionanti, pazienti presi in carico e posti letto utilizzati dove devono essere utilizzati.

I cittadini beneventani hanno diritto a sapere:

QUANTI PAZIENTI POTENZIALMENTE TRASFERIBILI DAL SAN PIO SONO STATI INVIATI ALL’OSPEDALE DI COMUNITÀ DI CERRETO SANNITA NELL’ULTIMO MESE?

QUANTE RICHIESTE SONO STATE GESTITE DALLE COT?

QUANTI POSTI SONO ATTUALMENTE DISPONIBILI?

E soprattutto:

PERCHÉ UNA STRUTTURA TERRITORIALE APPENA APERTA RISCHIA DI RIMANERE VUOTA MENTRE L’OSPEDALE PER ACUTI CONTINUA A SOPPORTARE LA PRESSIONE DEI RICOVERI?

Queste non sono polemiche.

Sono domande sulla gestione della sanità pubblica. E i cittadini meritano risposte.                         

Nel monitorare l’andamento e le possibili soluzioni  del problema,in qualità di associazione della consulta socio sanitaria dell asl di Benevento,chiederemo un incontro con i vertici delle azienda sanitaria per conoscere i dati necessari per poter procedere con le prossime azioni.