La destra deride il giornalista, i 5S preparano un’interrogazione

Salvini traveste Ranucci da Joker. Il M5S: “Meloni in aula su Report”

(estr. di Tommaso Rodano – ilfattoquotidiano.it) – […] La destra ha fretta di festeggiare. Sigfrido Ranucci non è ancora stato formalmente sostituito alla guida di Report, ma attorno a lui sono iniziati i caroselli di congedo: l’ultimo atto di una campagna quotidiana guidata da Fratelli d’Italia tra interrogazioni, comunicati, dossier sui servizi della trasmissione, che ora si arricchisce degli sberleffi sui social leghisti.

Martedì sera, Ranucci, rivendicando il diritto-dovere di un giornalista d’inchiesta di frequentare anche personaggi poco raccomandabili, ha detto che sarebbe andato a cena pure con Totò Riina. È l’ultimo assist polemico. Per i parlamentari di FdI in Antimafia a Report ormai “non conoscono la differenza tra stragisti e statisti”. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, ha invece diagnosticato la metamorfosi definitiva del conduttore: non più giornalista, ma politico, il “Che Guevara di Campo Ascolano”. Ma il capolavoro arriva dalla Lega, che su Instagram ha apparecchiato per Ranucci una cena immaginaria con una compagnia – scrivono i salviniani – di “amici esplosivi”: Joker, Darth Vader, Hannibal Lecter, Telespalla Bob e altri cattivi di cinema e cartoni animati. È il nuovo livello del dibattito sul servizio pubblico: dopo il Media Freedom Act, i Simpson.

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L’ultima raffica arriva mentre dentro la Rai ha preso corpo la deposizione di Ranucci da Report, un’impresa di cui il partito di Giorgia Meloni rivendica apertamente la paternità. Mollicone si è esibito anche in un esercizio contabile: su 404 inchieste esaminate dall’insediamento di Meloni, il 43,5 per cento avrebbe riguardato in qualche forma FdI o la premier, contro sette servizi sul Pd e uno sul M5S.

Al di fuori del teatro e dei meme, l’unica difesa di Ranucci è arrivata dal Movimento 5 Stelle attraverso Barbara Floridia, presidente dimissionaria della Vigilanza Rai. La senatrice contiana ha presentato un’interrogazione urgente chiedendo che il governo venga in Parlamento prima di qualunque decisione su Report e sul suo conduttore. Vuole sapere se Palazzo Chigi abbia avuto un ruolo nelle pressioni raccontate in queste settimane e come tutto questo sia compatibile con le norme europee sull’indipendenza dei media e con il contratto di servizio Rai. È una richiesta difficilmente compatibile con l’ironia sguaiata di queste ore e con le battute su Hannibal Lecter. Se davvero il destino di Ranucci è già scritto, per i Cinque Stelle, almeno sarebbe utile sapere chi tiene in mano la penna.