
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Se – e sottolineo se – la Rai riuscirà a cacciare Sigfrido Ranucci da Report, non coronerà soltanto il sogno dei tanti politici, affaristi, stragisti, spioni e manigoldi che da anni trafficano per liberarsi dell’ultimo programma d’inchiesta rimasto nel cosiddetto servizio pubblico. Ma anche quello di Valter Lavitola. Il quale, sulle bombe del 16 ottobre sotto casa del giornalista, ha fornito vari moventi, uno più demenziale dell’altro: dal favore dinamitardo per spingerlo a candidarsi a premier progressista al dono esplosivo per fargli potenziare le scorta. Ma su un punto, nelle intercettazioni, nelle chat e nei verbali, non ha mai tentennato: voleva Ranucci fuori da Report e possibilmente dalla Rai. L’ha detto il 12 agosto al gip: “Sarebbe stato bene se lo avessero cacciato”. E ha squadernato il suo piano (folle, tanto per cambiare) di “sistemarmi economicamente” producendo Report con una società esterna, tipo quella che forniva a La7 Servizio Pubblico di Michele Santoro, per vendere poi il programma alla Rai. Lievissima contraddizione con il delirante progetto di portare Ranucci a Palazzo Chigi e se stesso al seguito come “suo Gianni Letta”. Ma tant’è.
[…]
Il 28 luglio 2024 la terza replica di Report batteva In onda di Aprile&Telese su La7 col 5,6% di share contro il 4,2, malgrado la concorrenza delle Olimpiadi. L’indomani Ranucci esultava, mentre Lavitola incalzava: “Sarebbe il momento di andarsene”. Ranucci non ne aveva alcuna intenzione, ma notava che malgrado gli ascolti – o proprio per quelli – la Rai e i suoi mandanti “stanno facendo di tutto per mandarmi via”. E Valterino: “Faresti bingo! Una buonuscita da botti. E tra due anni fai il Presidente”. Il 27 ottobre 2024, appena partita la nuova stagione di Report, il conduttore faceva il solito slalom fra attacchi, minacce, querele e dossieraggi, mentre il faccendiere li benediceva come manna dal cielo: “Potrebbero pure avere un po’ più di coraggio e ti cacciano”. Quando poi scoppiò quel chilo di esplosivo distruggendo le due auto del giornalista e mettendo a rischio la vita sua, dei familiari e di eventuali passanti, si pensò che Ranucci e la sua squadra avrebbero lavorato in pace per un po’. E quando gli inquirenti scoprirono che il mandante era proprio Lavitola, tutti sorrisero per i suoi malauguri sull’imminente cacciata dell’amico: chi avrebbe mai osato toccare un giornalista che aveva appena subìto un attentato? Beata ingenuità. È bastata mezza estate di balle e fango a reti ed edicole unificate per trasformare la vittima in colpevole. Tant’è che oggi si dà per scontato che Ranucci non condurrà più Report. A saperlo prima, Valterino avrebbe risparmiato sull’esplosivo e si sarebbe risparmiato la galera: bastava lasciar fare alla Rai e ai suoi mandanti.
O la borsa o Lavitola
(Di Marco Travaglio) – Se – e sottolineo se – la Rai riuscirà a cacciare Sigfrido Ranucci da Report, non coronerà soltanto il sogno dei tanti politici, affaristi, stragisti, spioni e manigoldi che da anni trafficano per liberarsi dell’ultimo programma d’inchiesta rimasto nel cosiddetto servizio pubblico. Ma anche quello di Valter Lavitola. Il quale, sulle bombe del 16 ottobre sotto casa del giornalista, ha fornito vari moventi, uno più demenziale dell’altro: dal favore dinamitardo per spingerlo a candidarsi a premier progressista al dono esplosivo per fargli potenziare le scorta. Ma su un punto, nelle intercettazioni, nelle chat e nei verbali, non ha mai tentennato: voleva Ranucci fuori da Report e possibilmente dalla Rai. L’ha detto il 12 agosto al gip: “Sarebbe stato bene se lo avessero cacciato”. E ha squadernato il suo piano (folle, tanto per cambiare) di “sistemarmi economicamente” producendo Report con una società esterna, tipo quella che forniva a La7 Servizio Pubblico di Michele Santoro, per vendere poi il programma alla Rai. Lievissima contraddizione con il delirante progetto di portare Ranucci a Palazzo Chigi e se stesso al seguito come “suo Gianni Letta”. Ma tant’è.
Il 28 luglio 2024 la terza replica di Report batteva In onda di Aprile&Telese su La7 col 5,6% di share contro il 4,2, malgrado la concorrenza delle Olimpiadi. L’indomani Ranucci esultava, mentre Lavitola incalzava: “Sarebbe il momento di andarsene”. Ranucci non ne aveva alcuna intenzione, ma notava che malgrado gli ascolti – o proprio per quelli – la Rai e i suoi mandanti “stanno facendo di tutto per mandarmi via”. E Valterino: “Faresti bingo! Una buonuscita da botti. E tra due anni fai il Presidente”. Il 27 ottobre 2024, appena partita la nuova stagione di Report, il conduttore faceva il solito slalom fra attacchi, minacce, querele e dossieraggi, mentre il faccendiere li benediceva come manna dal cielo: “Potrebbero pure avere un po’ più di coraggio e ti cacciano”. Quando poi scoppiò quel chilo di esplosivo distruggendo le due auto del giornalista e mettendo a rischio la vita sua, dei familiari e di eventuali passanti, si pensò che Ranucci e la sua squadra avrebbero lavorato in pace per un po’. E quando gli inquirenti scoprirono che il mandante era proprio Lavitola, tutti sorrisero per i suoi malauguri sull’imminente cacciata dell’amico: chi avrebbe mai osato toccare un giornalista che aveva appena subìto un attentato? Beata ingenuità. È bastata mezza estate di balle e fango a reti ed edicole unificate per trasformare la vittima in colpevole. Tant’è che oggi si dà per scontato che Ranucci non condurrà più Report. A saperlo prima, Valterino avrebbe risparmiato sull’esplosivo e si sarebbe risparmiato la galera: bastava lasciar fare alla Rai e ai suoi mandanti.
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Grazie alla Redazione di Infosannio….
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Purtroppo è vero… è bastata mezza estate di balle e fango a reti ed edicole unificate per trasformare Ranucci da vittima in colpevole. Tant’è che oggi si dà per scontato che Ranucci non condurrà più Report. I
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Lavitola è come la scaléttola di un pollàiolo: còrtola e piena di mmerdola
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Astenersi pirla che guardano filmati di ex-recensori di filmetti riciclati come megafoni NATO.
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Giuseppe Salamone
Mentre c’è un Paese che sta sprofondando, dobbiamo continuare ad assistere a queste pagliacciate! Ieri i “patrioti e sovranisti” hanno deciso di illuminare il Palazzo della Farnesina, la sede del Ministero degli Esteri italiano, con la bandiera ucraina. Questi sono gli stessi che rivendicano la bandiera italiana e poi sulle facciate delle istituzioni proiettano bandiere straniere. Gli stessi che, quando c’è una manifestazione e sventola qualche bandiera della Palestina, ci dicono che in Italia bisognerebbe esporre solo le bandiere dell’Italia. Loro, però, le bandiere di Paesi stranieri le proiettano direttamente nei palazzi del potere. Eccoli i patrioti e sovranisti. Sì, di Kiev e al servizio di Zelensky, però! Indegni. Giuseppe Salamone
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Esatto. Altro che v day…
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Anail…è da tempo che sul quirinale sta sventolando la bandiera a stalle e stracci… anche se materialmente non la vedi.
Buona giornata!
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Ah, QUELLA si vede benissimo… da mo’…
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Ti rendi conto che con pochi euro proiettano la bandiera ucraina su un palazzo e lo pubblicizzano per avere il massimo ritorno “diplomatico” ? Un paese alla canna del gas può solo fare questo tipo di sceneggiate, non può più mandare miliardi di euro a zezè ignorando i problemi economici che affliggono l’italia e gli italioti!
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Dici che è un gesto simbolico SOSTITUTIVO della “sostanza”? Mmmmmhhh… 💸💸💸💸💸💸💸
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La Meloni & C. ci sta semplicemente aiutando a sprofondare nella palta. Non che se ci fosse la Schlein & C. il discorso sarebbe molto diverso. L’alternativa qual’è ? Forse su un’isoletta dispersa in mezzo al mare…forse.
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Fiorello Macellari
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Ribadisco : una Rai in mano ai partiti è la negazione di qualsiasi indipendenza da parte di chi vi vogliamo svolgere un ruolo di informatore corretto . Ranucci è un caso su cui bisognerebbe riflettere ma fermarsi ad esso facendone una questione d’appartenenza a una fazione e profondamente deviante e sbagliato .
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La RAI è uno strumento di distrazione di massa.
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Mah… In questo bordello, cercare un filo logico nei comportamenti di Lavitola mi sembra impresa quasi impossibile. Ad esempio MT ci dice oggi che Lavitola voleva far cacciare Ranucci dalla Rai come tutti gli altri: “sarebbe stato bene se lo avessero cacciato”. Io invece avevo capito che Lavitola voleva che voleva farlo cacciare, o voleva che lui si cacciasse da solo, per “aumentare” la sua popolarità in vista di una sua candidatura. In ogni caso resta sempre una vicenda da neuro.
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Ieri sera finalmente qualcuno (Zaccaria) ha detto quello che tutti pensano e non hanno il coraggio di dire con l’accortezza di chiamarla una pura ipotesi: un faccendiere istruito e pagato dai servizi mette una bomba per incastrare un giornalista scomodo e metterlo nell’occhio del ciclone, unico modo alternativo all’eliminazione fisica per silenziarlo. Valori occidentali cristiani e democratici a gogò
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“… mette una bomba per incastrare un giornalista scomodo e metterlo nell’occhio del ciclone…”
Scusa, lo so che è dura. Ma secondo te quella bomba esplosa fuori casa di Ranucci, quell’occhio del ciclone, ha aumentato o diminuito la sua “popolarità”?
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Ha diminuito la sua credibilità, unica cosa importante per un giornalista d’inchiesta.
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“Ha diminuito la sua credibilità…”.
Ma sei sicuro?
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In un paese civile e non beota, si sarebbe chiesta la testa dei mandanti, che ci sono, perché sempre esistiti, ed in grado di utilizzare la manovalanza di spregiudicati, faccendieri, delinquenti vari ed eventuali….In genere la passata manovalanza era più intelligente o probabilmente meglio addestrata, di esperienza insomma, ora nel contesto di demenza dilagante basta il manovale scemo ed il gioco è fatto! Quando una società, un sistema , degrada ad un infimo livello ? Si potrebbe pensare quando la stupidità dilaga e trionfa, in realtà succede quando gli intelligenti vengono messi a tacere o preferiscono tacere per sopravvivere in un contesto ostile; con la nota vicenda sono state perseguite entrambe le opzioni , con successo, e non perché mandanti e manovalanza siano menti più raffinate rispetto alle precedenti, ma perché il contesto beota si è ampliato…..Se Ranucci e Report sono finalmente fuori dai cojoni, realizzando il sogno di schiere di politici, non è colpa dei politici, ma di chi ancora ce li tiene, nonostante la storia italiana, dove certe collusioni criminose sono state già esperite…..Ma un paese amnesico non può che involvere in demenza, anche perché la perdita di memoria a lungo termine è uno dei suoi primi sintomi….cronicità ad andamento ingravescente ! Entro qualche anno saremo ridotti al linguaggio del pappa, bua, ca@@a ed i botti nei palazzi delle sacre istituzioni sono i tappi delle bottiglie aperte per i festeggiamenti…..perché i sogni si festeggiano!
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@ giustetto…..verissimo ieri sera un “grande” Zaccaria e per par condicio….”un assurdo” Senaldi…..
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OT ma non molto
Purtroppo l’affaire Ranucci, con i sui stupidi gusti amicali, terrà banco per un bel po’ nel dibattito, distraendolo da ben più gravi questioni, diciamo elettoralistiche. Vorrei tanto che venisse liquidato in fretta… invece dovremo sorbirci anche le naturali lungaggini orchestrate dai suoi avvocati (al massimo otterranno un robusto risarcimento pecuniario) quando il giornalista verrà cortesemente messo alla porta dal governo, che al massimo lo destinerà a condurre il meteo.
E così di Renzi – entro subito in tema – ci si dimenticherà. Spero che i ns eroi MAXimo, Carrie, Anail, Mokj ecc. ecc. non demordano dalla presa allo scopo di demolire la sua esiziale presenza nel csx, possibilmente ogni santo giorno che il cielo ci manda in terra, come una goccia che scava la pietra.
Ogni editoriale di Travaglio mancato a questo nobilissimo e vitale progetto sarà come una mattonella sulla tomba del campo esageratamente largo.
Conte ha fatto bene a puntare i piedi per opporsi (era cmq scontato) al Woke, ma avrebbe fatto molto meglio, già da tanto tempo, a porre un salutare e deciso aut-aut anti Renzi come punto irrinunciabile dell’alleanza. Per dirla papale-papale: che senso ha ottenere la leadership della raffazzonata baracca quando sarà dietro l’angolo il probabile suo crollo a seguito della possibile perdita di voti dei 5* (e non solo) con addirittura l’aumento degli astenuti??
Infine, mi sembrerebbe illusorio l’intento di recuperare consensi nel fuoco della campagna elettorale, sperando che il potenziale elettorato si dimentichi del pischello di Firenze, benchè vada relegato momentaneamente sotto il tappeto.
Questo è quanto! E scusate se è poco.
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OT
Gae è pazzo.
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Gae, Conte agisce a tempo debito… 😉
Nel mentre gli lascia fare tutto da solo, senza menomamente ca*arlo… lasciandolo appeso all’incertezza e alla figura di m. insita nel suo agitarsi A VUOTO.
Ps e credo che userà Nova2 per tutte le risposte “ufficiali”…
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Lo spero proprio!
Ma metti che il responso di Nova sia giustamente negativo, lo accetteranno i pidiastri senza mettere in forse l’alleanza?? Prevedo notti e giorni di lunghi coltelli tra i denti e assalti alla baionetta all’ultimo sangue!
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Ah, beh… ma l’arma “responso dell’elettorato” sarà nostra.
Se vorranno acquisire il 2% perdendo il 6, 8,10%…
Inoltre, se sarà Conte il leader uscito dalle primarie (a meno di truppe cammellate ingaggiate all’occorrenza), “temo” che non ci sarà trippa per 🐈🐈
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Il punto è sei gatti saremo noi o loro. Qualcuno l’ha già ipotizzato: pur di essere il leader, Conte accetterà, obtorto collo, di bere l’amaro calice renziano. Con nefasta conseguenza di perdere le elezioni, aggiungo io. Cmq, decideranno legittimamente prima Nova e poi l’elettorato delle primarie.
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Sigfrifo, grazie alle tue c@glionate tra le lenzuola e le tue amicizie discutibili, dopo anni di cause e tentativi vari, finalmente sono riusciti a farti fuori e mettere la museruola a Report. Non aspettavano altro e tu gli hai dato pure il pretesto. Nessun gombloddo, ha fatto tutto il tuo libro e il tuo superego. Goditi il bello stipendio che ti spetterà per il tuo nuovo incarico, prima dell’a-dorata pensione.
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Ho l’impressione che si guardi il dito per nascondere la luna.
Il Nostro la credibilità per me l’ha persa come “uomo” all’emergere dei suoi rapporti con le donne con cui è stato o avrebbe potuto essere in rapporto di lavoro capo-subordinata. Uomo inteso come maschio che dovrebbe essere uomo.
Rapporti che lui ha raccontato nel libro e che poi le donne in questione hanno confermato (tardivamente? se il tardivamente è entrato addirittura nelle aule di tribunali, potrà aver stessa dignità anche in questo caso, no?).
Ci si può sporcare con frequentazioni pericolose mentre si lavora dietro le linee nemiche? Certo che sì: nel senso che si corre il rischio e che, a volte, lo “si deve fare”. Ma lo può fare mantenendo una figura cristallina solo chi è credibile.
Quale credibilità ha una persona che, per sue stesse dichiarazioni scritte nel libro e poi confermate dalle interessate, “deroga” alla sua rettitudine nel rapporto di lavoro? Ciò che è uscito è sconveniente, ma se le interessate sporgessero denuncia sarebbe probabilmente qualcosa di più.
Vi rendete conto della gravità? Vale per gli altri e non per lui?
E forse si è dimenticato, per comodo di bottega, un altro fatto, ma che è da aggiungere nella misura della credibilità: le false accuse al Ministro della Giustizia (che anche se non piace, tale è).
Travaglio si arrampica sulla Montagna di Specchio (una passione che coltiva non di rado) con la questione che solo i politici devono agire con disciplina ed onore, ma è una baggianata.
Tutti dobbiamo essere credibili nei comportamenti e rispettosi di noi stessi e degli altri, non solo i politici che hanno (avrebbero…) l’obbligo per legge. Credibilità che diventa basilare quando siamo coinvolti in vicende delicate.
Che diventa basilare a maggior ragione se si è giornalisti d’indagine, cioè quelle figure che confezionano inchieste molto spesso con fonti secretate, intervistati con volti coperti, voci camuffate, telecamere nascoste, ecc. Figure a cui quindi “dobbiamo credere”.
Penso che il complicato caso Lavitola abbia di buono che ci ha fatto conoscere meglio chi è il Nostro (che Nostro era anche prima, detto a beneficio di chi ama santificare troppo presto presunti Nobili Cavalieri). E ci ha fatto vedere la distanza tra il Nostro e, per dire, la Gabanelli.
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Dal fatto quotidiano di oggi:
La mia amicizia con Lavitola? Non sono puro. Se potessi andare a cena con Totò Riina, io ci andrei”. Non fa passi indietro Sigfrido Ranucci, tornato tra la gente ieri sera a Cerveteri col suo spettacolo Diario di un trapezista.
Sigfri’ te vojo bene, ma te la potevi risparmiare questa; andare a cena con il mandante dell’omicidio di Falcone…Capisco il contesto, l’assonanza e la buona fede, ma dai in questo modo altra carburante ai fascistelli d’italia.Te le vai a cercare; l’ho già detto…Sei proprio un mona…
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Come dice Davide l’ego di quest’uomo è fuori misura massima. Questo però non toglie che Ranucci è un giornalista d’inchiesta. E qualunque giornalista d’inchiesta sognava secondo me di andare a cena con Riina prima che morisse. Certo, una cosa è andarci a cena, un’altra è diventarci amico intimo.
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Ti ho messo il like perché ti trovo in uno dei tuoi rariiissssimi momenti di lucidità!
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Non era necessario Gae.
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Invece quelli che parlavano o trattavano con gli emissari di Riina senza andarci a cena? E non per interesse giornalistico…..Ma si sa, in Italia gli interessi occulti con collusioni indicibili sono riservati, e talmente raffinati da far passare la manovalanza in mandante e senza alcun bisogno di ego da esibire! Anche se l’ affermazione di Ranucci può essere sopra le righe e provocatoria, va contestualizzata nello scopo del giornalismo di inchiesta, e comunque a Bruno Linguo e’ stato permesso di portare in trasmissione sulla Rai , servizio pubblico, qualche anno fa gli esponenti del clan Casamonica, mi pare…..forse la differenza sta che durante la trasmissione non è stato servita la cena o l’ aperitivo!
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hahaha…grande Ale… ci sarebbe da piangere invece di come hanno ridotto la Rai e il servizio pubblico!
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Che poi dopo aver avuto un pdc amico intimo di un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, lo scandalo è se un giornalista ha rapporti confidenziali con un faccendiere amico dello stesso pdc e di altri politici? Ma un giornalista non ha gli stessi obblighi di un politico, perché non ha alcun ruolo istituzionale e può scegliere gli amici che vuole, soprattutto se quel tipo di rapporto lo favorisce nel conoscere la storia che il tizio ha avuto con gli esimi rappresentanti istituzionali! Nel giornalismo di inchiesta corri il rischio di sporcarti le mani, per scoprire chi ha le mani piene di m…a e non fa di lavoro il giornalista e quelle mani, come rappresentante della Nazione, dovrebbe averle pulite…….Dopo aver salvato i sudici di questo paese, si condanna chi ha contribuito a scoprire quanto erano lerci, prendendosi pure qualche schizzo nell’ esercizio di professione, perché con gli amici dei lerci ci devi parlare!
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Non vedo il problema. Ranucci e la sua squadra si trasferiranno alla 7 (che è un po’ quello che era Venezia nei secoli dell’inquisizione, un’oasi parziale di libertà tollerata (bastava non eccedere) e questo per dire come siamo messi nelle mitiche liberaldemocrazie che danno lezioni di libertà in tutto l’orbe terracqueo con cartine colorate autoprodotte annesse).
Oppure (ipotesi B) prenderà il posto di Mentana (giornalista fenomenale solo per chi non ha chiaro cos’è un giornalista fenomenale).
Poi ci potrebbe essere il capolavoro: il fenomenale torna in Rai e dirige lui Report! (oltre a una dozzina di altre cose tra maratone maratonine ecc).
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No, ti prego… Mentana che dirige Report è un’immagine raccapricciante…
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Giuseppe Salamone
Tutti a chiedersi cosa sia andato a fare il capo della CIA a Mosca, ma nessuno che si pone la domanda fondamentale: ci rendiamo conto di quanto sia inutile l’Unione Europea e, con essa, quegli imbecilli che vi governano? Inoltre, vi ricordate la storia dell’isolamento internazionale a cui il Messia Mario Draghi e i suoi discepoli che lo hanno sostenuto avrebbero dovuto condannare la Russia? Ebbene sì, capita che nello stesso giorno, a Mosca, arrivi prima il “Ministro degli Esteri” del Vaticano e poi il capo della CIA. Quando esponenti di spicco di due tra gli Stati più potenti al mondo vanno in Russia, significa che il pallino del gioco sta a Mosca. Nel frattempo, quegli imbecilli dell’Unione Europea, ormai alla canna del gas, continuano a fare i volenterosi tramite incontri online, manco fossero a una riunione di condominio e minacciano di sanzioni e di guerra Mosca, che ai suoi piedi ha contemporaneamente esponenti di rilievo degli USA e del Vaticano. Non bisogna chiedersi come mai ci sia questo movimento a Mosca, è normale che chi conta veramente si incontri e scambi due parole. Piuttosto, chiedete a quegli imbecilli dell’UE come sono arrivati a questo punto, ovvero quello di non contare nemmeno a casa propria. Fine della storia.
Giuseppe Salamone
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