
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Il livello del dibattito, specie se c’è di mezzo il Fatto, è così miserevole che non si può più scrivere neppure la più ovvia delle banalità: Giovanni Falcone, quando fu assassinato da Cosa Nostra, lavorava nel governo Andreotti. Dal febbraio 1991 era direttore agli Affari penali del ministero della Giustizia retto da Claudio Martelli. Una scelta dirompente che raffreddò i suoi rapporti con alcuni colleghi e amici. Falcone sapeva bene chi erano gli andreottiani siciliani, dai cugini Salvo (arrestati da lui) a Lima. E già nel 1985 il pentito Buscetta gli aveva confidato che Andreotti era il referente di Cosa Nostra in un interrogatorio negli Usa, ma aveva rifiutato di metterlo a verbale perché “non è il momento: oggi ci ucciderebbero entrambi” (lo verbalizzò solo nel ’92, dopo la morte di Falcone, e Andreotti fu giudicato dalla Cassazione colpevole di associazione a delinquere con Cosa Nostra fino al 1980, ma prescritto). Eppure quella scelta controversa si rivelò vincente, perché gli consentì di combattere la mafia dall’interno, cioè dal governo, imponendogli col suo prestigio atti prima impensabili: la rotazione dei presidenti della I sezione della Cassazione sui processi di mafia (così il “suo” maxiprocesso non lo gestì l’ammazzasentenze Carnevale); il decreto che riportava in cella i boss scarcerati; e il decreto Pentiti/41-bis, che però richiese il sacrificio di Falcone per essere approvato e quello di Borsellino per essere convertito in legge dalle Camere. Dunque sì, dice bene la sorella Maria: Falcone lavorò con Andreotti per servire lo Stato. Pur conoscendo le collusioni mafiose e/o tangentizie del premier, di vari ministri ed esponenti del pentapartito, li usò per un fine superiore che giustificava i mezzi. Questi sono i fatti storici, noti e stranoti, che ho letto in molte sentenze e raccontato in tanti libri.
[…]
Ora il Foglio, dopo aver santificato i peggiori nemici di Falcone, da Carnevale a Contrada, ha intervistato Grasso, Ayala e Violante per titolare contro Ranucci: “Falcone non avrebbe cenato con Lavitola”. Tipica appropriazione indebita: nessuno sa cosa farebbe oggi. Si sa invece che, per un bene superiore, collaborò con soggetti ben più pericolosi di Lavitola (se ci andasse pure a cena o no, chi se ne frega). Perciò ho commentato il titolo con una battuta di 6 parole su quel dato di fatto. E ora i soliti sciacalli imbucati (persino Gasparri, Renzi, Riotta e Colosimo, per dire) mi accusano di “insultare” ,“diffamare”, “infangare” Falcone accostandolo ad Andreotti. Oh bella: chi beatifica da sempre Andreotti e ne spaccia la sentenza di reità per assoluzione, dovrebbe sostenere che a Falcone ho fatto un complimento. Visto il livello del dibattito, è meglio non fare battute senza spiegarle ai mononeuroni che non le capiscono. […]
Falcone e i mononeurone
(Di Marco Travaglio) – Il livello del dibattito, specie se c’è di mezzo il Fatto, è così miserevole che non si può più scrivere neppure la più ovvia delle banalità: Giovanni Falcone, quando fu assassinato da Cosa Nostra, lavorava nel governo Andreotti. Dal febbraio 1991 era direttore agli Affari penali del ministero della Giustizia retto da Claudio Martelli. Una scelta dirompente che raffreddò i suoi rapporti con alcuni colleghi e amici. Falcone sapeva bene chi erano gli andreottiani siciliani, dai cugini Salvo (arrestati da lui) a Lima. E già nel 1985 il pentito Buscetta gli aveva confidato che Andreotti era il referente di Cosa Nostra in un interrogatorio negli Usa, ma aveva rifiutato di metterlo a verbale perché “non è il momento: oggi ci ucciderebbero entrambi” (lo verbalizzò solo nel ’92, dopo la morte di Falcone, e Andreotti fu giudicato dalla Cassazione colpevole di associazione a delinquere con Cosa Nostra fino al 1980, ma prescritto). Eppure quella scelta controversa si rivelò vincente, perché gli consentì di combattere la mafia dall’interno, cioè dal governo, imponendogli col suo prestigio atti prima impensabili: la rotazione dei presidenti della I sezione della Cassazione sui processi di mafia (così il “suo” maxiprocesso non lo gestì l’ammazzasentenze Carnevale); il decreto che riportava in cella i boss scarcerati; e il decreto Pentiti/41-bis, che però richiese il sacrificio di Falcone per essere approvato e quello di Borsellino per essere convertito in legge dalle Camere. Dunque sì, dice bene la sorella Maria: Falcone lavorò con Andreotti per servire lo Stato. Pur conoscendo le collusioni mafiose e/o tangentizie del premier, di vari ministri ed esponenti del pentapartito, li usò per un fine superiore che giustificava i mezzi. Questi sono i fatti storici, noti e stranoti, che ho letto in molte sentenze e raccontato in tanti libri.
Ora il Foglio, dopo aver santificato i peggiori nemici di Falcone, da Carnevale a Contrada, ha intervistato Grasso, Ayala e Violante per titolare contro Ranucci: “Falcone non avrebbe cenato con Lavitola”. Tipica appropriazione indebita: nessuno sa cosa farebbe oggi. Si sa invece che, per un bene superiore, collaborò con soggetti ben più pericolosi di Lavitola (se ci andasse pure a cena o no, chi se ne frega). Perciò ho commentato il titolo con una battuta di 6 parole su quel dato di fatto. E ora i soliti sciacalli imbucati (persino Gasparri, Renzi, Riotta e Colosimo, per dire) mi accusano di “insultare” ,“diffamare”, “infangare” Falcone accostandolo ad Andreotti. Oh bella: chi beatifica da sempre Andreotti e ne spaccia la sentenza di reità per assoluzione, dovrebbe sostenere che a Falcone ho fatto un complimento. Visto il livello del dibattito, è meglio non fare battute senza spiegarle ai mononeuroni che non le capiscono.
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Violante chi? 🤔
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9:00 Violante (che nell’insieme ha fatto un ottimo intervento) ad un certo punto sembra Corrado Guzzanti: ‘Berlusconi padrone ingrato t’emo portato l’acqua co’ le orecchie per 5 anni, che ce volevi anche la scorza de limone… Berlusco’, aricordate degli amici, aricordete de chi t’ha voluto bene!’
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Grazie…alla Redazione di Infosannio…..
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COME VOLEVASI DIMOSTRARE!!!
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La cornacchia atlantista colpisce ancora, in un treesome con Parenzo e De Angelis.
‘Giuseppe Gonde, il guerrafondaio sei tu, sei molto più simile a Trump di quanto vuoi sembrare, faresti meglio a fare una bella alleanza con Vannacci e a liberare il Campo largo”
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porca put.., dio bast.., managgia, ecc.. Mi sono sentito il discorso della signora pina, ora la mia giornata è andata a vacche
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Masochista, io l’ho chiuso dopo 5 secondi 😂
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Grazie a Dio non mi si apre, il like è per la segnalazione e il “riassunto”.
Questa è marcia. 🤮
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Io l’ho visto e ti assicuro che. non vedendolo, ti è andata bene. 🙂
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Ma poi il peggio è che crede seriamende di essere F.I.C.A. spenderà una fortuna dal parrugghiere. Io ho sempre avuto l’impressione che sia una racchietta (e pure anoressiga), oltre che insopportabile umanamente e polllidigamende’.
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La ignoro. Sono allergica.
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Non è solo la Picerno… oramai è un immondezzaio quasi tutto il PD…
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Devono compensare la sua assenza.
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Sei un somaro, sei un ignorante e non capisci niente (M.T. a G.F.)
Mettiti il rossetto, la parrucca (sempre M.T. a G.F.)
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Ci aveva pensato già la sorella di Falcone a rimettere le cose a posto, dopo la battuta infelice dell’ottimo Travaglio, e senza tirare in ballo i giornaloni spazzatura e altri tentativi di arrampicata sugli specchi. Che la gente non sia completamente rimbecillita e conservi un poco di memoria lo testimoniano la valanga di commenti (eufemismo) che Travaglio si è beccato sulla sua pagina di fb. Come più volte detto, l’ottimo Travaglio è il migliore non perché non sbaglia mai, ma perché è quello che sbaglia di meno. Ma si sa, come Fonzie anche lui non sa chiedere mai scusa ed ammettere l’errore quando la fa fuori dal vasino. Saluti dalla Sardegna agli afficionados.
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Anche perché Travaglio è un giornalista d’inchiesta.
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Arsenio, Travaglio è molto più di un giornalista d’inchiesta. Da più di 25 anni è uno che ci ha aiutato e aiuta a capire le cose sotto luci differenti. Ed è anche per questo che i suoi pochi scivoloni sono preda dei soliti avvoltoi prezzolati e interessati. Se solo sapesse chiedere scusa per i suoi pochi errori,sarebbe ancora più grande. Un salutone.
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MT raramente chiede scusa in modo formale o ordinario quando viene contestato, difendendo quasi sempre le sue posizioni o replicando con argomenti polemici.
Tuttavia, in rari casi e di fronte a errori materiali riconosciuti pubblicamente, come nel caso di citazioni in un articolo del FQ, è capitato che ammettesse lo sbaglio e porgesse scuse dirette.
Le scuse uno le porge quando oggettivamente è il caso di farle.
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Puoi omettere “l’ottimo Travaglio” ogni volta che scrivi, un po’ come “Putin criminale killer assassino”. Non c’è bisogno di ripeterlo sempre, però vedi tu.
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Flame’, e anche oggi decidendo cosa devo scrivere, hai dato un senso alla tua giornata. Salutone
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Daviduccio,
naturalmente è lungi da te considerarti tu stesso Fonzie nonostante la spiegazione di un intero, esaustivo editoriale del Trav. O preferisci di questi l’attributo “mononeurone”, alla stessa stregua di sedicenti giornalisti imbrattacarte a cui lo rivolge?? Comunque è normale per uno che lo considera pappagallescamente “putiniano”.
PS. Aficionados si scrive con una sola effe. La lingua spagnola non prevede la doppia consonante.
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Gae, grazie per la segnalazione su aficionados, lo farò presente al correttore automatico. Per il resto, stai in serena attesa che l’ambulanza sta arrivando per portati via. Nel frattempo, salutone.
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Facciamo chiarezza: il Foglio “Falcone non avrebbe cenato con Lavitola”, Travaglio: “Lavorava solo nel governo di Giulio Andreotti”. La sorella di Falcone: “Giovanni Falcone lavorava per lo Stato italiano“. Quindi si può anche dire che: Ranucci non lavorava per Lavitola ma per la RAI, servizio pubblico. Dove sta lo scandalo?
La scelta di Falcone di accettare di dirigere gli Affari Penali del ministero della giustizia sotto Claudio Martelli, ministro del governo Andreotti, sono in linea con la “battuta di Travaglio”. Falcone fu molto criticato per questa scelta che, viste le sue intenzioni, non era comunque sbagliata.
Chi critica Travaglio, semplicemente, non conosce i fatti o è in malafede. La sorella di Falcone ha una certa età e ha vissuto un grosso trauma ed è comprensibile che reagisca d’impulso. Gli altri sono sciacalli che vogliono la pelle di Ranucci e nuocere quanto è possibile a chi non sta nella posizione standard di 90°!
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Flame’, visto che ti è tutto chiaro, vallo a spiegare alla sorella di Falcone. Perché a me non sembra affatto che la battuta di Travaglio sia proprio riuscitissima. Il resto è solo volerla buttare in caciara per provare a nascondere la figuraccia. Saluti
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Fla….tutto vero ..i dissapori nel pool antimafia dei suoi colleghi e del sindaco Leuluca Orlando, furono le cause di tale scelta.
Come al solito gli sciacalli..sui ricordi di Falcone—-vergognoso
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Davide tu continui a non capire proprio…la sorella di Falcone non doveva riprendere Travaglio. Ma il trio che ha scritto Falcone non sarebbe mai andato a cena con Lavitola, detto da uno che ha tenuto nel cassetto le carte per non indagare mI sembra Cuffaro, da procuratore capo di Palermo, l’altro che in possesso dell’agenda Rossa, invece di custodirla gelosamente la consegna al primo carabiniere di passaggio…e Violante colui che in Parlamento garanti’ Berlusconi sulle TV. TRE pezzi da novanta che avevano voglia di ribalta. E la sorella Falcone ha fatto una pessima figura. Ha ripreso il direttore, colui che invece replica giustamente al trio schife…a. scrivendo una banalità…..è andato a lavorare nel governo Andreotti. Sapendo chi era Andreotti……dal suo specchiato amico Buscetta.Travaglio sa di Grasso, Ayala e Violante…tu invece sai di mito romano….spera almeno di avere un suo like sono soddisfazioni
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Cucchi, eccone un altro che dice agli altri cosa fare e non fare, perché hai capito tutto tu e non la sorella di Falcone e tanti altri. E tutto questo can can perché il Mahatma per fare una battuta ha prestato un merd@ne! Anche tu oggi hai dato un senso alla tua giornata, ricordati di chiedere un fiorino! Saluti dalla Sardegna
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Cucchi, ma almeno rileggiti cosa scrivi sul fatto che la sorella di Falcone non doveva rimproverare Travaglio. Poi cambia pure spacciatore prima di metterti davanti ad una tastiera.
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Idem, alla prossima. Un sincero saluto dalla Sardegna.
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Davide scusa non ti sembra di sparare sulla croce rossa?
Eppure non è una dichiarazione infelice…è solo mancanza di neuroni..o no?
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egregio Davide io ho detto a te cosa fare? Ma che vino bevi? Da ieri mi sono permesso di dissentire dal tuo post e continuo…credo che tu ( assieme al mito..) abbia sbagliato interpretazione come la sorella di Falcone…ma il sistema ora è contro Ranucci e i topi seguono il clarinetto…
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Davide lascia stare mi arrendo…
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Carissimo Davide, non c’è niente di peggio dei servi sciocchi. Saluti.
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C’è.
Il peggio c’è.
Ma sarebbe più difficile da notare se qualcuno non uscisse allo scoperto con minchi@te tipo quella che hai appena pubblicato in supporto ad altre, peggiorandole per l’appunto.
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da bravo supporter…hAHAHHA… UN NEURONE? ANZI 1/2 NEURONE…DAI CHE CE LA FAI…forse!
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Chi, del badrone Travaglio!? Anche il concetto di “padrone” non ti è molto chiaro. Invaghiti, innamorati, adoratori: potevi trovare molti termini appropriati invece ne hai utilizzato uno che non vi azzecca.
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Hai ragione. Siete solo degli invaghiti sciocchi, degli innamorati sciocchi, degli adoratori sciocchi.
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È già un progresso!
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Dal fatto quotidiano ti risponde Gian Carlo Caselli:
Nella consueta rubrica del lunedì intitolata “Ma mi faccia il piacere”, sotto la voce di “Smemorati di Collegno”, il direttore di questo giornale Marco Travaglio, ha ricordato che tra i suoi molti incarichi Giovanni Falcone ne svolse uno anche in un governo di Giulio Andreotti. La citazione ha suscitato molte critiche e polemiche, ma il fatto è vero: perché Falcone ebbe ad assumere e svolgere anche l’importante funzione di “direttore generale degli Affari penali” proprio in un governo presieduto da Giulio Andreotti. Non bisogna però dimenticare che in questo caso (vuoi per abilità di Falcone; vuoi per una disattenzione di Andreotti: anche Belzebù può commettere qualche errore…) a finire impagliato fu proprio quella vecchia volpe di Andreotti, più volte premier e ministro del governo italiano. Nel senso che furono adottate proprio da quel governo nuove misure antimafia di particolare importanza ed efficacia, come l’istituzione delle procure distrettuali e della Procura nazionale antimafia, vale a dire un metodo di lavoro basato suoi parametri –tanto innovativi quanto efficaci – della specializzazione degli operatori e della centralizzazione dei dati. L’ACCOSTAMENTO GLI ATTACCHI A TRAVAGLIO PER LA FRASE SU FALCONE Cose che oggi, nella lotta al crimine organizzato, rappresentano ormai l’ordinaria amministrazione, mentre a quei tempi costituivano una vera e propria rivoluzione sul piano investigativo-giudiziario. È anche importante segnalare che coloro che oggi si scatenano contro Marco Travaglio per quello che considerano un accostamento improponibile, sono gli stessi che hanno continuato imperterriti a santificare in ogni modo e circostanza lo statista democristiano: anche quando, con sentenza definitiva della Corte di Cassazione, egli era stato considerato responsabile del delitto di associazione a delinquere con Cosa Nostra per averlo commesso (sic) fino alla primavera del 1980. Delitto –si ribadisce –commesso ma prescritto per decorrenza dei termini di legge. Cose che Marco ha sempre riferito con precisione, affermando, ancorché in solitudine, il coinvolgimento di Giulio Andreotti in affari con la mafia. Marco Travaglio merita pertanto che gli sia riconosciuta una continuativa coerenza in ordine al riconoscimento della sussistenza di rapporti tra Andreotti e la mafia, a differenza di chi oggi vorrebbe denigrarlo.
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complimenti ottima disamina.
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Mauro, già il fatto che dici che Caselli mi risponde fa morire dal ridere. Piuttosto sarebbe il caso che rispondesse alla sorella di Falcone, sempre se ne ha le palle ovviamente. Ma a proposito di un tipino come Caselli, non ci ha ancora detto cosa avesse detto di preciso nell’interrogatorio al Giudice Lombardini, il quale si suicidò durante una pausa. Una cosuccia da niente. Salutone dalla Sardegnam
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Alla sorella di Falcone non piace che si ricordi che il fratello era entrato in un governo politico presieduto da Andreotti. Ripeto, visto quello che è poi successo è comprensibile perché Falcone ha pagato con la vita il suo impegno contro la mafia.
Tuttavia, chi lo ha tirato in ballo è stato qualcun’altro che lo ha “usato” per colpire Ranucci. La battuta di Travaglio non era offensiva visto che si basava su fatti storici. Puoi pensare che sia inopportuna, ma è solo un aspetto che riguarda la sensibilità personale. Attaccarlo è, come sempre, strumentale e non capirlo è purtroppo normale per il livello medio in Italia… e ripeto, purtroppo.
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Flame’, difficile capire che Falcone era un servitore dello Stato e che non era al servizio del gobbo mafioso, complice di quelli che gli hanno fatto saltare l’auto con la compagna e la scorta al seguito. In fin dei conti hai ragione, chissà perché mai si sarà incazzata davanti alla battutona di Travaglio? Ricordati di chiedere un fiorino!
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Le allusioni che tu ci vedi sono robe da menti contorte. Proviamo con un disegnino: se l’amicizia di Ranucci con Lavitola è riprovevole perché il fatto che Falcone facesse parte di un governo presieduto da un amico dei mafiosi non lo è? Detto da uno che stima sia Ranucci sia Falcone, e tu lo dovresti sapere, dove sta il male. Mi dispiace per la sorella di Falcone ma anche lei non ha capito. Se rileggi l’editoriale, ci puoi arrivare da solo. Se poi il metro di giudizio è il conformismo, si lamenta la sorella, si lamentano un po’ di lettori, si lamentano, guarda caso, tutti i giornaloni che campano sui soldi pubblici, allora dovrà essere vero!
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Flame’, preparati, sento arrivare l’ambulanza a sirene spiegate per portarti via!
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Certo che il tuo mononeurone sardo è proprio di granito.
Ma che problemi hai di preciso ‘Davide’?
Perché di sicuro qualcuno ne hai sennò non staresti qui a fare il solito tr0llonzo.
Sarà mica che te rode che MT sia putiniano e quindi da attaccare a getto continuo ogni volta che fa qualche cosa di discutibile e/o sbagliato?
Perché io spero sia quello.
Sennò davvero senti arrivare le ambulanze. E pure i cavalieri dell’apocalisse.
E pure topolino.
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Magari, le ambulanze le guido! E se le senti, sei tu che ti devi preparare! Queste uscite non ti fanno onore. Non capisci o non vuoi capire. Travaglio non dà del mafioso a Falcone o cose del genere. Fa un accostamento tra due personaggi che hanno fatto bene il loro lavoro senza badare alle circostanze in cui si sono trovati. Guardavano ad un fine e hanno usato i mezzi che hanno trovato. Ranucci non si è preoccupato di avere a che fare con un faccendiere, perché quello gli dava notizie utili per smascherare illeciti e crimini. Falcone accettò di entrare nel governo di un mafioso perché pensava di poter combattere meglio la mafia da quella posizione. Perdonami, la sorella di Falcone può dire e pensare quello che vuole ma non ha capito ed è un problema suo.
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Flame’, a me non importa cosa pensi, ma se guidi le ambulanze, allora magari come arriva fai pure prima, visto che metti in testa ad altri pensieri e parole inesistenti. Il Mahatma ha solo scritto una gag- gata che si poteva risparmiare. Tutto qui. Stai continuando a girarci intorno. Fai un fischio quando finisci. Un fiorino.
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Quello con problemi sarei io? Quindi Falcone non ha lavorato per il governo Andreotti? Perché a sua sorella non piace dirlo così? Avete dei problemi con la comprensione dall’italiano base, c’è poco da fare. Hai ragione te, tempo perso.
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Flame’, se non capisci il senso delle cose non è colpa mia. Spiega la simpatica battuta alla sorella di quello fatto saltare in aria e ai familiari della scorta. Se ci riesci. Alla prossima.
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Ma che accidenti c’entrano i famigliari degli uomini della scorta!
Poi non vi scandalizzate se vi definisce mononeuroni! E nel gruppo ci sei entrato di tua spontanea volontà!
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Flame’, dai non sforzare troppo il tuo unico neurone per provare a capire. Domani è un altro giorno.
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Travaglio ha ragione: è meglio non fare battute senza spiegarle ai mononeuroni che non le capiscono.
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Non è che non le capiscono , è non le vogliono capire essendo in malafede . La loro finta disapprovazione è fine alla messa in scena di scandalo fuori luogo come i farisei che si stracciavano le vesti di dosso .
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Aldilà della questione in sé, per chi ha costruito almeno metà della propria linea editoriale — vedasi, tanto per cambiare, la rubrica del lunedì — sul confronto ossessivo con i “mononeuronici”, sul bisogno di rimarcare continuamente la propria presunta superiorità e sullo sfottò sistematico nei loro confronti (che, sia chiaro, non è esattamente una medaglia al valore), è quasi inevitabile, prima o poi, ritrovarsi dentro dinamiche lose-lose.
Perché alla fine vale sempre il vecchio adagio: chi va con lo zoppo impara a zoppicare; e chi passa troppo tempo in compagnia dei minkioni, prima o poi, rischia seriamente di diventare minkione pure lui.
Forse, allora, sarebbe più saggio pensare meno a chi si ha di fronte e più alla strada che si è scelto di percorrere: andare per la propria strada, senza lasciarsi condizionare né dal bisogno di confronto né da quello, ancora più sterile, di sentirsi superiori agli altri.
Ma Markolino ha i suoi tempi e i suoi limiti… e soprattutto il fatturato da portare a casa.
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E poi chi è quello che pretende di sembrare superiore? (ma fa figuracce)
Nella rubrica del lunedì non c’è alcuna pretesa di superiorità. Per parlare di superiorità bisognerebbe prima confrontarsi con chi fa davvero il proprio lavoro, senza venir meno ai propri doveri. Nello sport ci si misura tra chi pratica la stessa disciplina; il lunedì, invece, MT si limita a evidenziare concorrenti che non fanno giornalismo, ma cercano solo di farlo credere.
Anche oggi hai sparato la tua sotto un editoriale di MT come se fosse il farmaco di tutti i giorni da prendere prima o dopo il caffè.
E si che il titolo serviva da ammonimento
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La logica piange quando scrivi. “Andare con lo zoppo” non c’entra una mazza con chi al limite “critica lo zoppo perché ha deciso che gli conviene zoppicare”, riferimento ai cani da riporto che non fanno informazione ma gli interessi dei padroni. E parliamo di giornali che campano su fondi pubblici, il che significa che li paghi anche tu senza volere se hai un lavoro e paghi l’IVA. Ai giornali senza lettori si concede quello che si è tolto ai poveri, eliminando il reddito di cittadinanza. Meglio dare soldi a Ferrara ed altri miserabili!!!!
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@Carlgen….buttiamo li’ un argomento a caso…l’ ultimo in ordine di tempo….il contributo pubblico….quello rifiutato autonomamente…di 700 mila euro….quello del maggio 2026 dalla Presidente Signora Monteverdi….se lo ricorda…???? le era sfuggito….e no poffarbacco…..!!! belin…Signor Carlgen…..altro che pensare solo al fatturato….😂😂😂😜
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egregio Frugnin la invito a leggere la risposta che le ho dato nel post “Trump il più odiato dagli americani “.
spero che riesca a capire… altrimenti per venirle incontro… colorerò di blucerchiato i caratteri dello scritto
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Sparvee1 a distanza di qualche giorno … come ti trovi nella tua nuova identità 🤭😂😘
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Io benissimo.
E tu, mostriciattolo?
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se stai bene tu , sto bene io👍.
Felice che tu abbia completato la transizione nel migliore dei modi. Solo stando bene con te stesso potrai finalmente liberare il tuo talento … un po come il grande Freddy Mercury.❤️🔥🙂
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Parla il punkettone transitato da bigattino a mosca cocchiera 😀
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Stasera sei libero … qui sul blog? Perché se sei libero, siccome sto facendo la spesa, mi prendo 5/6 ceres così possa entrare nel mood giusto per divertirci insieme. Fammi sapere😆🙏
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Il foglio…manco per incartare il pesce.
Marco Travaglio è il miglior giornalista che esista in questo paese di m…a, e lo ringrazio perchè mi fa risparmiare sui contributi editoriali che pago ai quotidiani che non compro e che non comprerò mai e che vengono pure elargiti a personaggi, come all’ex barelliere e parlamentare, sempre assente in Parlamento.
E se MT cerca di sputtanare certi personaggi e colleghi ,legati a doppio filo al sistema politico/mafioso italiano ,fa molto bene..che non si dica un domani “io non sapevo”..infine dire che è un giornalista d’inchiesta per me risulta alquanto limitativo,: è un giornalista completo spesso anche ironico per cui ci sarebbe pure da piangere anzichè sorridere…infatti in Rai lo si vede pochissimo mentre invece si nota spesso Mieli e Vespone….ecco questi sdue sono all’apice del giornalismo che paghiamo pure profumatamente.
Ecco cicciatevi costoro…ve li meritate.
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l’ottimo travaglio, e la sua tribù mononeuronica di pentastelluti, in declino totale da anni… per fortuna scivola leggero sul magma cerebrale disatrato dei suoi fedelissimi…
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posso dirle una cosa? siii…ecco… vada a aare!
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Ma di corsa, anche…
Troppa gente che crede di essere…
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…di essere stitico—invece si caca nelle brache
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Interessante. Hai un’opinione forte, peccato che sia scritta con la stessa finezza di un commento YouTube del 2009.
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Caratteristica del mononeurone è non capire di esserlo.
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…
(tra l’altro film stupendo…)
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Scena memorabile, a prescindere da tutto e tutti…
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“mi accusano di “insultare” ,“diffamare”, “infangare” Falcone accostandolo ad Andreotti”
Immagino Vespa svenuto.
A parte che io, se fossi negli eredi di Andreotti, valuterei se ci sono gli estremi per una querelina nei confronti di quelli che hanno equiparato Andreotti al fango (e meno male che si sono fermati al fango).
PS
Ho letto quella specie di intervista del Foglio. Ovviamente la frase in questione non la dicono i tre in coro, ma la dice solo Violante, che però dice una cosa un po’ diversa: “Moro, Mattarella, Falcone, Borsellino non sarebbero andati a cena con Lavitola”.
Come titola il Foglio? “Falcone non avrebbe cenato con Lavitola”. Parlano Violante-Grasso-Ayala.
Quindi (oltre ad appioppare a Grasso e Ayala quello che non hanno detto) se il Foglio avesse riportato nel titolo la frase corretta di Violante, Travaglio non avrebbe potuto fare la battuta che ha fatto.
Insomma di chi è la colpa di tutto? Del Foglio! (che infatti oggi ringrazia la sorella di Falcone, travisando un’altra volta buona parte di quello che ha detto pure lei).
Ormai il giornalismo è questo: travisamento continuo. Lo ha detto Freccero qualche giorno fa e ha perfettamente ragione.
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w
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Per chi se lo fosse perso segnalo il nuovo commento di “Polito el Drito” (nomignolo che gli calza a pennello):
Poiché sto facendo i fanghi, sono nell’ambiente giusto per dedicare una seconda puntata a “Travaglio, il Raglio”, o più semplicemente Traraglio. Si tratta di un divertimento giornalistico che mi sono concesso nelle ferie (ma non vi ci abituate, con la ripresa autunnale avrò altro da fare): raccontare Travaglio come farebbe Travaglio con uno dei suoi numerosi “nemici” da infangare. Sono costretto a tornarci perché molti dei 434.000 lettori della prima puntata su Facebook (li ringrazio tutti) mi hanno scritto per rimproverarmi di aver dimenticato altre importanti bufale disseminate nel tempo dal direttore del Fatto. Dunque, seconda puntata.
TRAVAGLIO, IL RAGLIO/2
Per quanto si sia distinto anche in clamorosi scoop di provincia (per esempio quando sul suo giornale denunciò che l’epidemia di Xylella in Puglia era un complotto, forse di scienziati, forse della Monsanto, forse addirittura l’arma di “una guerra chimica o batteriologica”, fino a pubblicare nel giugno del 2018 un articolo dal titolo “La bufala Xylella: non è il batterio a uccidere gli ulivi“ mentre il batterio faceva strage degli ulivi), bisogna ammettere che è sulla politica estera che Traraglio dà il meglio di sé. Forse perché ne è “ignaro”, almeno quanto Ranucci era “ignaro“ dei propositi bombaroli del suo amico Lavitola.
È infatti proprio l’ignoranza, in una materia tanto complessa e difficile, che lo induce a sentirsi capace di prevedere i propositi di Trump di Putin come se fossero Conte e Salvini. Dopo aver definito il 23 febbraio del 2022 una “fake news americana” l’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta puntualmente poche ore dopo, madre di tutte le sue bufale; e dopo aver montato una campagna denigratoria contro Nicole Minetti e il marito, ma in realtà diretta a colpire personalmente il presidente Mattarella che a Minetti aveva concesso la grazia, sulla base delle dichiarazioni di una massaggiatrice uruguaiana sparita nel nulla da cui era comparsa (gli scritti più recenti di Traraglio sembrano confermare il fatto che i suoi cronisti non l’hanno mai incontrata di persona; se invece l’hanno fatto, basta dirlo: sì, l’abbiamo incontrata di persona. Aspettiamo fiduciosi. Altrimenti vorremmo sapere chi è “l’uomo che sussurrava alle massaggiatrici”); Traraglio si lanciò anche in una profezia televisiva sul presidente americano rimasta celebre e che, ridetta oggi, fa ridere più di allora: “Per noi europei – affermò a Sky assumendo tratti kissingeriani – meglio un presidente americano isolazionista che non si impiccia in tutti i paesi del mondo e non va a raddrizzare le gambe ai cani… Avremo sicuramente meno guerre. Se ci fosse Trump, non ci sarebbe la guerra in Ucraina… Questo è matematico“. Alla luce degli attacchi americani al Venezuela e all’Iran, del sostegno a tutte le guerre israeliane in Medio Oriente, e della più recente minaccia di guerra perfino all’Oman, si resta ammirati di fronte alle qualità profetiche di Traraglio.
Fin qui siamo comunque nel campo di uno stile giornalistico che a molti può apparire imbarazzante, ma che in lui non provoca alcun imbarazzo perché è il marchio della casa. Ci sono però vicende che danno invece la cifra umana del personaggio, ben al di là di quella professionale.
Per esempio, quella che ha appena riguardato il povero Giovanni Falcone, riposi in pace. Neanche l’eroe dell’antimafia è stato infatti risparmiato dallo schizzetto di fango lanciato da Travaglio con il suo ultimo raglio. Pur di difendere l’amico Ranucci, che cenava con Lavitola, dalle accuse di chi aveva detto che un uomo come Falcone non avrebbe mai cenato con un Lavitola, è arrivato a scrivere che, però, Falcone “lavorava nel governo di Giulio Andreotti“. Come a dire che anche lui si era sporcato le mani, perché solo quelle di Traraglio e di Ranucci sono pulite. Il tutto da parte di uno che già nella campagna referendaria era stato capace di scomodare la memoria del magistrato ucciso dalla mafia inventando di sana pianta una intervista contro la separazione delle carriere che non esisteva, mentre ne esisteva un’altra in cui diceva l’opposto.
L’offesa è stata talmente grave che perfino la solitamente riservata Maria Falcone, sorella novantenne di Giovanni, ha ritenuto di doverla respingere al mittente: “È una frase che trovo indegna, esempio di cattivo giornalismo, costruito sulla battuta anziché sulla verità dei fatti. Mio fratello lavorava per lo Stato italiano, non per il governo Andreotti”. Confermiamo. Senza aggiungere tutto ciò che in quei pochi mesi, prima di essere ucciso, Falcone realizzò al ministero, costruendo un vero apparato investigativo dello Stato che poi, un po’ alla volta, seppe decapitare Cosa nostra, mentre i “professionisti dell’antimafia” sproloquiavano e lo attaccavano.
Ciò che però ci ha particolarmente colpito è che, di fronte all’amarezza della sorella di Falcone, il giornale diretto da Traraglio, che pure si chiamerebbe il Fatto e non la Censura, non le abbia dedicato nemmeno una notizia. E che il suo direttore, invece di chiederle umilmente scusa, abbia preferito dedicare il suo tempo a polemizzare con un tal Polito sull’uso corretto delle massaggiatrici uruguaiane. Evidentemente una ossessione.
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