Il sottosegretario all’Adnkronos: “Dovrebbe spiegare perché ha sempre difeso il mandante del suo attentato. E dovrà anche chiarire perché, il giorno della perquisizione, sia rimasto per due ore al telefono con Lavitola per concordare una versione”

(ilfattoquotidiano.it) – “Dovrebbe scusarsi con Fratelli d’Italia e con tutte le persone che ha provato a infangare in questi mesi”. Dopo Matteo Salvini, che ne ha sollecitato la sospensione dalla Rai, anche Giovanbattista Fazzolari, senatore di FdI e braccio destro di Giorgia Meloni, inizia chiedere la testa di Sigfrido Ranucci. Il giorno dopo la confessione di Valter Lavitola di essere il mandante dell’attentato di ottobre, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha dichiarato che, “con la conduzione di Ranucci, Report ha perso di credibilità rispetto all’epoca Gabanelli”, sottolineando che il giornalista “ha fatto una figuraccia“. “È venuto fuori – commenta Fazzolari all’Adnkronos – che l’inquisitore delle fragilità altrui aveva tutte le debolezze, le contraddizioni, le opacità che cercava morbosamente negli altri. E su queste contraddizioni il pubblico non è mai stato indulgente”. Poi l’attacco alla segretaria del Pd Elly Schlein che, dice il sottosegretario, “in occasione di un appuntamento internazionale, ha subito accostato il governo Meloni all’attentato“. Così come, rimarca, “il deputato M5S Dario Carotenuto che ha accusato l’esecutivo di essere il mandante morale” della bomba piazzata davanti alla villetta di Pomezia.
Secondo il fedelissimo di Meloni, Ranucci in questi mesi “ha cercato ripetutamente di accostare FdI all’ordigno esploso sotto casa sua. Ha provato a gettare ombre su di me orchestrando una ridicola messinscena in Commissione Antimafia”. Fazzolari non si dice né arrabbiato per le insinuazioni né soddisfatto per l’esito delle indagini: “Al di là di ogni altra considerazione, credo che Ranucci dovrebbe scusarsi con FdI e con tutte le persone che ha provato a infangare in questi mesi, con il tentativo continuo e scientifico di accostare il partito all’attentato“.
Alla domanda se Ranucci sapesse della bomba, Fazzolari replica: “Se applicassi il metodo Report, la risposta sarebbe scontata. Io però preferisco aspettare gli sviluppi dell’inchiesta. Una cosa è certa, il mandante dell’attentato è un caro amico di Ranucci”. E ancora: “Il giornalista dovrebbe spiegare a tutti perché, lui pronto ad attaccare chiunque al primo pretesto, ha sempre difeso il mandante del suo attentato. E sicuramente – insiste Fazzolari – dovrà chiarire perché, proprio il giorno della perquisizione, sia rimasto per due ore al telefono con Lavitola per concordare una spiegazione da dare sul sopralluogo fatto davanti a casa sua dal faccendiere e dal suo scagnozzo ritenuto vicino alla camorra”, conclude.
e certo Ranucci era una spina sul fianco destro del governo,dava noia,raggiunto lo scopo—fuori Sigfrido…grandi pezzi di m-…. elettori ricordate…ricordate
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A fazzola’ ma vattelapia” ndar€ulo e quanno c’ hai tempo fatte na’ mezzoretta de vergogna guardandote allo specchio
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A fronte delle dichiarazioni di Lavitola e a indagini non ancora concluse, è ancora senza risposta la domanda: a chi giova metter fuori causa Ranucci? Per cui è prematura la richiesta di scuse.
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