Appena sovradimensionata

BiancaElly e i 7 nani bellicisti spacciati  per armata di 7mila

(di Fabrizio d’Esposito – ilfattoquotidiano.it) – Si pensano riformisti. In realtà sono ex renziani o sopravvissuti democristiani come Lorenzo Guerini alias “l’andreottiano di Lodi” (l’ex ds Ugo Sposetti ipse dixit). La destra dem, in pratica. Che predica la guerra in Ucraina perinde ac cadaver e occupa sovente in maniera massiccia parecchi centimetri quadrati di gran parte della stampa: giornaloni, giornalini come il Foglio e altri, gli house organ meloniani di Angelucci, il ras della sanità che si è fatto editore e parlamentare (leghista, a onor del vero). Eppure sono appena sette: il citato Guerini, Lia Quartapelle, Piero Fassino, Virginio Merola e Nicola Carè a Montecitorio; gli ex renziani Simona Malpezzi e Filippo Sensi a Palazzo Madama.

Sono i sette nani di Biancaelly, da poco orfani del trio Picierno-Gualmini-Madia, traslocato altrove. A turno o insieme vengono intervistati appena la leader del Pd fa qualcosa di sinistra o di pacifista. L’effetto ottico è straordinario. La moltiplicazione delle interviste li trasfigura in un’armata di 7mila soldati anti-Elly e anti-5S. L’ennesima epifania dei sette nani bellicisti si è verificata dopo le risoluzioni Safe in Parlamento, la settimana scorsa. Dem e contiani avevano trovato un accordo anti-riarmo e loro si sono messi a votare le risoluzioni Italia Viva e +Europa. Così è ricominciato il solito diluvio di interviste per dire a Schlein che ha sbagliato e che si è fatta dettare la linea dall’odiato Giuseppe Conte. A cominciare da Guerini (“Conte esagera, è il Vannacci di centrosinistra”), seguito a ruota da Fassino, Quartapelle, Sensi, Malpezzi. Le loro esternazioni producono un altro effetto magico. Sono sette ma vengono magnificati anche da titoli come questo: “Il sostegno a Kiev spacca il Pd”. Cioè, il Pd è un partito che vanta il cerchio magico di Schlein, il correntone di Franceschini, Speranza e Orlando, l’area di Bonaccini, ma sono i sette nani a spaccarlo verticalmente, senza pietà. Pensate, dall’inizio dell’anno, il solo Guerini è stato intervistato 21 volte. Un record. Spesso, infine, il diluvio della destra dem ha il suo acme con una paginata al loro guru Paolo Gentiloni, ultimamente starmeriano perdente. Eccolo sabato sul Corsera: “Su Kiev e difesa Ue il Pd non può e non deve transigere”.

La presunta armata della destra dem evoca la nota storiella sui trucchi di Mussolini durante la visita dell’alleato Hitler in Italia nella primavera del 1938. Il regime aveva pochi mezzi militari e poche truppe, ma escogitò un modo per ingannare il Führer e fargli credere di ammirare una potenza sterminata. In realtà mezzi e soldati sfilavano in cerchio oppure venivano spostati rapidamente in percorsi alternativi. L’effetto ottico, appunto.