(Tommaso Merlo) – Il governo Meloni è il peggiore del dopoguerra sia per livello di meschinità che di inconcludenza. Entro i confini non combina nulla, mentre fuori pianta solo casini e si schiera puntualmente dalla parte sbagliata della storia. Quella dei genocidari, quella degli imperialisti americani che rapiscono capi di stato stranieri e strangolano popoli come quello cubano, quella dei guerrafondai di Bruxelles e dei kamikaze corrotti di Kiev. Ci mancava solo la ridicola bega di condominio con la Spagna, un paese che in questa fase storica vince il mondiale anche politico e culturale mentre noi non ci qualifichiamo neanche. La Spagna ha ufficialmente riconosciuto la Palestina nel 2024 mentre l’Italia no. La Spagna partecipa alla causa per genocidio presentata dal Sudafrica contro Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia, mentre l’Italia rifiuta ufficialmente perfino il termine “genocidio”. La Spagna ha adottato un embargo permanente sulle armi israeliane mentre l’Italia ha continuato a collaborare anche militarmente con Israele a sterminio in corso. La Spagna ha chiuso il suo spazio aereo e vietato l’ingresso sul suo territorio di persone coinvolte nei crimini di guerra a Gaza, mentre l’Italia ospita regolarmente i terroristi dell’Idf per le vacanze, in modo si riposino perbene prima di ricominciare i massacri. La Spagna ha imposto un embargo commerciale sui prodotti provenienti dagli insediamenti illegali israeliani mentre il governo italiano ripete frasi strafatte per nascondere che è servo degli americani e quindi dei sionisti oltre che talmente inetto che non riesce nemmeno a comprendere certe dinamiche internazionali, figuriamoci a proporre qualcosa di politicamente rilevante. Una delle pagine più squallide del dopoguerra e la speranza è che il mondo sappia distinguere questo penoso governo dagli italiani che sono in gran parte schierati dalla parte giusta dalla storia. Quella dei palestinesi ma anche la propria, la storia costituzionale, quella della pace e del rispetto dei diritti umani ovunque e per chiunque. Quella della sovranità democratica e non del servilismo guerrafondaio ed ipocrita. E adesso ci mancava pure la meschina bega di Cueta, un’operazione organizzata dai servizi segreti israeliani e americani per punire l’odiato governo di Madrid come è risaputo nei paesi in cui la stampa è ancora libera. Un’operazione lanciata per colpire l’odiata Spagna di Sanchez la cui colpa principale è ovviamente essere schierata fermamente dalla parte del popolo palestinese, ma non solo. La Spagna ha fatto il dito medio a Trump quando si è messo a pretendere che i paesi europei aumentassero il pizzo alla Nato al 5% del Pil. La Spagna è tradizionalmente pacifista e non solo a chiacchiere come l’Italia ed ha negato agli Stati Uniti l’uso delle sue basi militari per le recenti aggressioni illegali contro l’Iran. La Spagna non lecca piedi e non svende i suoi valori e le sue convinzioni perché è una nazione indipendente e sovrana e non una meschina colonia come l’Italia che è in mano a sovranisti che in realtà non sono sovrani nemmeno di loro stessi. E quando pensi che a Roma hanno raggiunto il fondo, si mettono a scavare. Se c’è un paese in cui da decenni entrano clandestini che poi sconfinano verso gli altri paesi europei, è il nostro. Una Cueta permanente eppure è proprio l’Italia che come uno sciacallo si è scagliata contro la Spagna spingendosi ad essere l’unico ad applicare la sospensione di Schengen. Il bue che dà del cornuto all’asino ma anche una reazione così isterica e fuori luogo da far dubitare. O a Roma stanno facendo da sponda ai loro padroni americani e sionisti oppure siamo all’ennesima conferma di quello che passa il convento, il peggiore governo del dopoguerra. Ma inutile farsi illusioni, alle prossime elezioni si rilanceranno tutti all’arrembaggio delle poltrone come se nulla fosse. Prima di risalire sui palchi a sparare minchiate chiederanno ai sondaggisti cosa vogliono sentirsi dire i teleconsumatori, poi aggiorneranno i loro copioni, indosseranno la maschera da statisti de noialtri ed inizieranno a deliziare le platee in un clima generale di indifferenza, rassegnazione e disgusto per un sistema politico e mediatico che ha fallito da decenni ma si ostina a non voler finire nel cassonetto della storia. Negheranno, minimizzeranno, mentiranno, prometteranno spersi in un delirio ego poltronistico fattosi esistenziale per loro e letale per tutti noi. La speranza è che sempre meno cittadini si facciano infinocchiare e che nasca qualcosa di nuovo e votabile anche solo per non perdere la speranza nella democrazia e nell’esistenza di una alternativa politica ma anche culturale a cotanta meschinità. Qualcuno che a Roma invece di mettersi a scavare si metta a costruire un paese più simile alla Spagna, un paese indipendente e posizionato dalla parte giusta della storia. Quella dei popoli oppressi come quello palestinese ma anche della nostra, quella costituzionale, quella della pace e dei diritti umani ovunque e per chiunque.