Alta tensione in diversi porti francesi, per la protesta dei pescatori.

(tg.la7.it) – Pescatori francesi in rivolta contro il caro-carburante nel paese il crescente peso delle normative europee. Da diversi giorni, stanno mettendo a ferro e fuoco la costa sud con blocchi ai depositi petroliferi e agli scali portuali. 

La situazione

L’epicentro della mobilitazione si trova a Frontignan, nel dipartimento dell’Hérault, dove tra i 150 e i 200 manifestanti hanno sbarrato gli accessi a una raffineria a partire dalle tre del mattino, incendiando pallet e impedendo il transito delle autocisterne. Situazione tesa anche in mare: piccole imbarcazioni e pescherecci stanno paralizzando l’accesso ai porti di Nizza, Sète, Grau-du-Roi e Port-la-Nouvelle, con possibili estensioni delle proteste verso Marsiglia e Tolone.

Le richieste dei lavoratori

I rappresentanti dei lavoratori descrivono l’azione come “simbolica”, ma avvertono che la categoria è ormai allo stremo e non intende cedere. Tra le rivendicazioni principali figurano: la riduzione del prezzo del gasolio: i pescatori denunciano di “lavorare in perdita” e chiedono aiuti concreti sul costo dell’energia.

Revisione delle norme UE: contestati gli stringenti standard europei, con striscioni che accusano le direttive comunitarie di affondare il settore. L’aumento dei sussidi. Sebbene il premier Sébastien Lecornu abbia ipotizzato la proroga degli aiuti fino al 31 dicembre con un incremento del contributo statale da 25 a 35 centesimi al litro, molte istituzioni locali e sindacati spingono per un intervento più deciso. Il sindaco di Nizza, schieratosi al fianco dei manifestanti, ha parlato di “legittima rabbia” sollecitando uno sconto di 50 centesimi al litro.

La preoccupazione per il ritorno dei “gilet gialli”

La tensione resta alta in vista dell’incontro cruciale a Parigi tra la il ministro della Pesca, Catherine Chabaud, e le delegazioni dei lavoratori guidate dal rappresentante Ange Natoli. L’esito del tavolo istituzionale determinerà il proseguimento o il rientro dello sciopero.

Il braccio di ferro con il governo preoccupato per un’eventuale onda di contagio sociale su scala nazionale a otto mesi dalle elezioni presidenziali. L’ombra di una nuova stagione di mobilitazioni in stile Gilet Gialli fa tremare Parigi, mentre sui social network circolano già i primi appelli per una grande protesta nazionale il prossimo 17 ottobre.

In serata l’annuncio del ritiro della protesta

In serata rientra la protesta dei pescatori francesi contro il caro carburanti. Dopo quasi una settimana di
mobilitazioni hanno annunciato la revoca dei blocchi al porto di Nizza e a un deposito petrolifero a Frontignan.

La svolta sul fronte dei blocchi è arrivata al termine di un incontro di oltre sei ore a Parigi con la ministra responsabile della Pesca, Catherine Chabaud. I pescatori del Mediterraneo, si ”sono impegnati a revocarli”, ha annunciato la ministra, promettendo che gli aiuti concessi ai pescatori ”seguiranno le variazioni del corso dei carburanti”.

Quella di stasera però sembra solo una tregua. Nel Paese infatti serpeggia il malcontento e si temono proteste pesanti visti gli appelli alle manifestazioni che sono veicolati dal web.