Dal partito di Meloni ai giornali di destra fino al Tg1. Tra luglio e agosto 140 articoli sul “Giornale”

La regia di FdI dietro gli attacchi a Report per far fuori Ranucci

(di Marco Franchi – ilfattoquotidiano.it) – Ci sarebbe la regia dei vertici di Fratelli d’Italia dietro all’operazione che stanno portando avanti i giornali di destra contro Report. Un’operazione che, secondo fonti qualificate, parrebbe diventata negli ultimi giorni una vera triangolazione che parte dal partito della premier Giorgia Meloni e passa per gli uffici dei direttori de Il GiornaleLibero e Il Tempo – i quotidiani della famiglia Angelucci. Poi, di riflesso, ultimamente anche sul Corriere della Sera, per sbarcare direttamente sul Tg1 della Rai che confeziona dei servizi molto allineati alle richieste di FdI per fare rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione del programma o per far sospendere la replica delle puntate durante l’estate (cosa poi accaduta). Tirando fuori anche casi vecchi e già smentiti.

Tutto inizia a luglio, quando l’inchiesta sulla bomba nei confronti di Ranucci porta la procura di Roma a indagare Valter Lavitola. Il 7 luglio l’ufficio studi di FdI, guidato da Francesco Filini, braccio destro di Giovanbattista Fazzolari, confeziona un dossier che punta al conduttore di Report: “Spieghi l’amicizia col pregiudicato. Qual è il movente?”. Filini era stato anche il primo a chiedere a Ranucci, in tempi non sospetti, della sua possibile candidatura come leader del centrosinistra durante l’audizione del conduttore in Vigilanza Rai. Suggestione sempre smentita dal conduttore e usata per isolarlo. Ma la linea di FdI è segnata: cavalcare le indagini della magistratura per l’attentato che Ranucci ha subito lo scorso ottobre, di cui Valter Lavitola è il presunto mandante, e spingere sulle presunte pressioni che il faccendiere avrebbe esercitato su alcune inchieste di Report. Così i giornali di centrodestra hanno iniziato a battere quotidianamente. Prima con gli editoriali dei rispettivi direttori, poi con articoli di presunte inchieste. Prendendo a riferimento il Giornale, diretto da Tommaso Cerno, solo nei mesi di luglio e agosto, gli articoli pubblicati contro Report sono 140 ripresi poi da molte piattaforme social di informazione, tra cui Esperia, il cui direttore editoriale, Gino Zavalani, è il social manager di Alessandro Sallusti. A questi se ne sono aggiunti una trentina della Verità e 20 tra Libero e Il Tempo.

È successo anche 48 ore fa quando, nonostante i giornalisti di Report avessero continuato a negare l’indiscrezione sul commissariamento di Ranucci da parte della redazione, un servizio del Tg1 ha rilanciato l’ipotesi della sfiducia al conduttore e rincarato la dose con le polemiche sul documentario Food for profit di Giulia Innocenzi. Nel frattempo è iniziato sul Messaggero, quotidiano del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone (spesso oggetto delle inchieste di Report), anche un romanzo “a puntate” contro Ranucci.

“Pur di alimentare la campagna politica per la rimozione di Ranucci, il Tg1 fornisce un’interpretazione singolare dei più elementari doveri di correttezza aziendale”, commentano i consiglieri di amministrazione Rai, Alessandro Di Majo e Roberto Natale. Anche per i componenti M5s della Vigilanza guidati da Dario Carotenuto “è in atto un killeraggio mediatico contro Report inaccettabile: la campagna parte da alcuni media sulla base di notizie già smentite e viene rilanciata in ciclostile da maggioranza e governo”.

Intanto la Rai cerca di stringere i tempi per decidere il futuro di Report. In attesa dell’autorizzazione della Procura per l’audit interno su Ranucci – che dovrà verificarne la correttezza professionale in base al Codice etico aziendale – avanzata dall’azienda, prosegue il lavoro della commissione stabile che vigila proprio sul rispetto delle norme interne. E dopo un’interrogazione del governo, a firma di Galeazzo Bignami e Francesco Filini (Fdi), Fausta Bergamotto, la sottosegretaria al Ministero delle Imprese (quello che gestisce il contratto di servizio della Rai), ha di fatto aperto al processo delle fonti giornalistiche contro Report spiegando che spetta alla Rai valutare “l’eventuale avvio di uno specifico audit, tenuto conto dei caratteri di notevole complessità della vicenda”. Avendo valenza giudiziaria, l’audit potrebbe sovrapporsi all’inchiesta della procura.