(di Benedetta Perilli – repubblica.it) – «La questione non è cosa ha scelto di fare la Spagna, la questione è se accettiamo che Giorgia Meloni utilizzi quanto accaduto a Ceuta per infrangere le regole comuni e trasferire all’interno dell’Europa la politica dei muri».

A parlare da Ceuta è Sira Rego, ministra della Gioventù e dell’Infanzia del governo Sánchez in quota Sumar, la coalizione di sinistra e sinistra radicale che governa con il partito socialista.

Ministra, dopo un ultimatum respinto da Roma il suo governo ha deciso di ripristinare i controlli alla frontiera con l’Italia. Perché?

«Non possiamo normalizzare che uno Stato membro decida unilateralmente di ripristinare una frontiera all’interno di Schengen contro un altro Paese europeo. L’Italia ha voluto mantenere questa decisione e si deve assumere il fatto che c’è stata una risposta».

Che cosa pensa della misura adottata da Roma dopo i fatti di Ceuta?

«Ridicola e irresponsabile. Sembra che Meloni sia più preoccupata di tornare a farsi fotografare con Trump che di difendere gli interessi europei. Sta importando in Europa un’agenda politica che mira a indebolirla dall’interno. Ma è rimasta piuttosto isolata. Ursula Von der Leyen e altri leader europei hanno sostenuto la Spagna e difeso una risposta comune».

Una decisione che potrebbe essere stata presa anche su impulso del partito di estrema destra Vox, visti gli stretti legami tra Meloni e Abascal. Che cosa ne pensa?

«L’estrema destra internazionale è perfettamente coordinata. Non è un caso che Abascal, Meloni, Elon Musk e alcuni membri del governo genocida di Israele abbiano rapidamente fatto convergenza su Ceuta nello stesso racconto: minaccia e collasso. Sono attori diversi, ma condividono una strategia ben riconoscibile: utilizzare ogni crisi per erodere i diritti».