Resta una domanda: cosa pensa il leader di questi suoi sostenitori così virulenti? È questa la feccia di cui si dice orgoglioso?

14 giu 2026

(di Gian Antonio Stella – corriere.it) – «Bagasce di sinistra… Che schifo di donne, poi dicono che gli uomini le accoppano. E lo credo due zoccole così…». Il signor Adolfo Montarsolo, ammesso si chiami davvero come si firma, non si fa problemi di vomitare odio online su Lilli Gruber e Lina Palmerini. Querele? Chissenefrega! Il camerata Roberto Vannacci si vanta in pubblico: «Noi siamo la sporca dozzina, i figli di nessuno, noi siamo la feccia». E lui, evidentemente, feccia si sente. E con lui gli oltre 30.413 (ma mentre scriviamo saranno cresciuti: come città tipo Gorizia o Belluno) che risultano iscritti al gruppo pubblico di Facebook «Futuro Nazionale Vannacci – Il Popolo Amico del Generale».

Un gruppo di tifosi bellicosi che, spiega ancora su Facebook il linguista Massimo Arcangeli, impegnato professionalmente da tempo nel monitoraggio del percorso dell’ex militare autore de Il mondo al contrario e della sua galassia politica, sarebbe stato creato l’11 febbraio scorso da un certo Massimo Mastrangelo, autore via via di vari travasi di collera e sarcasmo. Contro la nazionale di calcio francese con la foto dei «galletti» di qualche decennio fa (tutti bianchi) e una di oggi (molti di colore) e la battutaccia «e poi c’è chi non vuole ammettere il cambiamento climatico». 

Contro quella tedesca non più bionda e lentigginosa e perciò eliminata ai rigori dal Paraguay. Contro gli avversari della nuova ondata securitaria, con la foto dell’ex paracadutista in maglietta nera con una X della X Mas sul petto e il titolo: «Nella nuova Italia il manganello dovrà roteare generosamente per fare pulizia nelle strade».

Gli insulti

Il dux viareggino sostiene in un’intervista ad Aldo Cazzullo che «chi vorrebbe cancellare l’odio vorrebbe cancellare il motore dell’universo, il combustibile che muove il mondo»? Accontentato: il sito Facebook su citato trabocca schiumante di odio vannacciano, spesso firmato da iscritti e sostenitori del partito, come le cascate sull’Iguassù. Soprattutto nella scia di un post pubblicato da Mastrangelo il 10 giugno dopo la serata di Roberto Vannacci ospite su La7 di Lilli Gruber a Otto e mezzo insieme con la quirinalista del Sole24Ore Lina Palmerini. Titolo: «Molto bravo il Generale a tenere testa a queste due mignotte rosse».

Era l’avvio d’un indecente diluvio di insulti, battutacce, volgarità. Che riportiamo testuali, e controvoglia, strafalcioni inclusi, solo per aiutare i lettori a capire. Conte Claudio: «Sempre vigliacchi. Due contro uno… Ma il Generale le ha fatte una merda». Mauro Mansueto: «Giusta affermazione: due mignotte rosse». Enzi No: «Non lo facevano parlare, ste 2 zocc…e». «Il Generale è un Generale. Queste galline sono due galline (senza offesa per le galline)». Vicente Coda: «Sono due Oche pro migranti (sete di Nerborute Scimmie) che di Italianità hanno solo la lingua». Patrizia Papadopoli: «Ste due zecche psicolabili…». Andrea Giannelli: «Mignotte rosse». Maurizio Turotti: «Sono proprio due zecche rosse marane». E via così, con la foto di due zecche e la didascalia: «Primo piano delle due intervistatrici…».
Andiamo avanti? Lasciamo perdere… Salvo eccezioni, con qualche visitatore casuale del sito che manifesta sconcerto per le volgarità più pesanti (che scegliamo di non pubblicare lasciando il passo, eventualmente, alla polizia postale o ai magistrati) sono solo eruzioni di bile. Tutte uguali. Tutte indifferenti alle ragioni e i torti. Tutte postate soltanto per dare libero sfogo all’odio.

I toni dei tifosi

Per quello che serve (poco, pare…) varrebbe la pena di rileggere quanto spiegò un giorno lo scrittore Fulvio Tomizza davanti alla carneficina nella ex Jugoslavia che gli ricordava quella già vissuta ai tempi della cacciata degli italiani dell’Istria, dal Quarnero e dalla Dalmazia: «Eh, l’odio! Deve ancora essere inventato un lievito che si gonfi come si gonfia l’odio. È un fenomeno spaventoso. Accecante. Gente fino a ieri normale perde l’intelletto e prova un solo sentimento: l’odio. Ma come puoi gonfiarlo, e si è visto, così puoi fare anche il contrario. Basta girare la manovella dalla parte contraria». Resta una domanda: cosa pensa, Roberto Vannacci, di questi suoi tifosi così virulenti? È questa la feccia di cui si dice orgoglioso?