
(Tommaso Merlo) – Gran parte degli americani sa benissimo che la pacchia imperiale è finita e se incontrassero Trump per strada lo tempesterebbero di pedate nel fondoschiena. A dare ancora retta a quel vecchio psicopatico sono rimasti giusto sparuti moicani del sottobosco maga e gli imperterriti leccapiedi delle colonie europee. Da noi è del resto uno dei requisiti per fare carriera nella politica e nel giornalismo altolocati insieme alla normalizzazione del sionismo. L’egemonia americana si basava sull’esercito e sulla moneta più potenti del mondo ed entrambi stanno stramazzando nel torrido Golfo Persico. L’esercito americano è solo il più corrotto e quindi costoso del mondo coi panciuti militari del Pentagono che non si sono neanche accorti del nuovo paradigma missilistico e dronistico. Scene da film trash. Le basi militari americani nel Golfo sono cumuli di rottami e non ha senso ricostruirle perché Teheran le monitora coi satelliti e appena i marines fanno una scoreggina gli catapultano addosso di tutto. Gli americani si sono rifugiati nei Territori Palestinesi Occupati e secondo alcuni osservatori sarebbero caduti in un mega trappolone iraniano che prevede di colpire i due piccioni con una mega fava alla prima occasione. Trump è un pugile suonato messo all’angolo e il colpo del ko potrebbe scatenare l’implosione del già malconcio impero americano. È quello spera mezzo mondo e anche gran parte degli americani, una disfatta che costringa Washington ad occuparsi finalmente dei propri cittadini invece di insanguinare il mondo a vanvera. Una disfatta che porti a ripensare una filosofia sballata, un capitalismo finito fuori controllo che ha ridotto tutto ad una questione di soldi. Già, le persone non sono business plan e hanno esigenze esistenziali ben più profonde. E la società non è un mercato ed ha esigenze morali ben più profonde. E le nazioni non sono aziende ma rispondono a dinamiche politiche ben più profonde. E il mondo non è un campo di battaglia e nemmeno petrolifero ma risponde a leggi universali ben più profonde. E che i ricchi siano anche i più intelligenti e capaci è una minchiata colossale come dimostra quel bamboccione rintronato di Trump tra gli altri. E gestire interessi privati e gestire bene pubblico sono due mestieri diversi che richiedono sensibilità e capacità opposte. Anche il mito della libertà americana è in realtà una bufala, perché l’arrivismo e il consumismo rendono schiavi di futili miraggi materiali e di schemi mentali che logorano invece di garantire vero benessere. Una vita nell’illusione di poter riempire il vuoto col nulla. Con la stragrande maggioranza che si ritrova delusa ed incastrata in una vita ordinaria mentre una esigua minoranza di presunti vincitori si ritrova a capo di imperi di cartone, con un mega conto corrente svaccati in mega regge in cui o finiscono per inacidirsi ed impazzire di narcisismo come Trump oppure a fare ogni sera il pieno di Whisky e sniffare anche la polvere del tinello per riempire il nulla col vuoto e tirare avanti. Lo raccontano loro stessi anche se nessuno li ascolta. Raccontano di una filosofia sballata che ha creato un modello politico e sociale fallimentare. Negli Stati Uniti vige la corruzione legalizzata, le lobby si comprano i parlamentari al chilogrammo in modo che servino i loro bisogni invece che quelli dei cittadini che votano. Una mafia lobbistica che genera una democrazia apparente e una politica ridotta a televendita di pentole e materassi. Lo raccontano loro. Il potere è passato letteralmente dal popolo ai dollari e con risultati disastrosi. Ormai gli Stati Uniti sono vivibili solo per i ricchi, gli altri sopravvivono pieni di debiti, con la paura di ammalarsi e perfino di uscire di casa a causa di una società sempre più degradata e quindi violenta. E la guerra permanente è parte della stessa deriva, con trilioni di dollari spesi per ingrassare la bulimica lobby dell’indotto della morte mentre la gente comune finisce sul marciapiede o dallo psicoanalista. Una modello al servizio di una cerchia sempre più ristretta di oligarchi a cui la politica taglia le tasse perché corrotta e per la celebre scempiaggine che agevolando i ricchi si stimola una crescita che poi ricade a cascata su tutti quando in realtà alimenta solo una ingiustizia sociale moralmente ripugnante e che ha oramai raggiunto livelli tragicomici. Scene da film trash, con Trump pugile suonato in attesa del colpo del ko e ai bordi del ring gli intrepidi leccapiedi delle colonie europee terrorizzati da un colpo del ko che manderebbe al tappeto tutto l’Occidente. Dovevano pensarci prima, i veri amici dicono la verità anche quando è scomoda, altro che scimmiottare una filosofia sballata e slinguazzare ogni inquilino della Casa Bianca a prescindere. Menomale che gran parte degli americani ha capito la realtà e vuole cambiare un capitalismo finito fuori controllo che mette al centro i soldi invece delle persone. Una grande opportunità di cambiamento anche per noi, una grande opportunità per riconquistare insieme agli americani una vera democrazia, una società giusta, una qualità della vita autentica ed un mondo pacifico.
“..una disfatta che costringa Washington ad occuparsi finalmente dei propri cittadini invece di insanguinare il mondo..”
Parecchi criminali italiani che si occupano di politica, informazione e divulgazione coltivano la speranza di una dipendenza dagli Usa con un presidente dem; si tratta di soggetti con una vera e propria mente criminale e si possono leggere o vedere ogni giorno .
Sono criminali perché il destino e la collocazione del loro paese vengono dopo gli interessi degli altrettanto criminali d’oltreoceano.
Sono criminali perché hanno venduto la loro anima .
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europa e itagghia colonie USA… e quando arriveranno da pagare i debitu USA ci sarà da ridere!
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