(Tommaso Merlo) – Ci risiamo, i partiti non solo selezionano i peggiori, ma li proteggono pure quando piantano rogne. E questo perché nella malapolitica la fedeltà è tutto, fedeltà ad un boss e ad una cricca partitica nella buona e nella cattiva sorta finché le sbarre non li separano. Puoi anche essere un imbecille patentano o un noto lestofante, ma se sei fedele come un barboncino nano e lecchi le chiappe giuste al momento opportuno, nella malapolitica italiana prima o poi una poltroncina vellutata su cui posarti ed ingrassare satollo la trovi. Se poi porti voti, puoi arrivare in cima in un lampo. Il tutto a condizione che la tua fedeltà sia cieca e cioè devi idolatrare il tuo capobastone a prescindere e negare fino alle lacrime anche se venisse sorpreso con un sorcio obeso in bocca. È così, nella malapolitica la verità è roba da ingenui, la morale da sfigati e i nobili principi da drogati. Oggi a me e domani a te. Un pararsi il deretano a vicenda per ragioni di reciproca cortesia ma anche per praticità perché in certi ambientini politici volano sorci da tutte le parti ed è un attimo ritrovartene uno in bocca. E quindi servono onorevoli che abbassino la testa o la girano dall’altra parte nel momento opportuno e in caso di grosse magagne, si chiudono a testuggine. Fedeltà che fa rima con faziosità. Onorevoli che procedono coi paraocchi della propria cricca partitica e non vedono una mazza al di là del loro carrieristico naso. Non potere come mezzo per fare il bene comune, ma come fine per fare il bene proprio. Faziosità al punto da manipolare l’evidenza e poi avere pure il coraggio di vantarsi della propria trasparenza davanti al grande pubblico. Quanto al dormire bene la notte basta aumentare le pastigliette magiche oppure dare la colpa agli altri, ai nemici politici che vogliono il tuo scalpo o alla giustizia che si intestardisce a voler essere uguale per tutti anche in paesi andati a male come l’Italia. Un paese in cui onestà intellettuale, legalità e merito sono stati rimpiazzati da fregnacce propagandistiche utili a ravvivare le curve e far tenere i sondaggi. Potere come fine e non come mezzo e realtà virtuale in cui rintanarsi illusi di essere importanti e perfino eterni. Oramai quello che sorprende è che ci sia ancora in giro gente che vota e gli dà retta, come se si bevessero pure la fregnaccia che non esistono alternative e che non serva a nulla impegnarsi per un cambiamento radicale. Ma la speranza pare sia l’ultima a crepare e segnali incoraggianti arrivano da oltreoceano e in particolare dagli Stati Uniti, un paese dove la depravazione politica e morale hanno raggiunto livelli talmente putridi da piazzare un delinquenziale celebroleso alla Casa Bianca. Ebbene, è notizia di queste ore la vittoria alle primarie democratiche di un certo Abdul El-Sayed, un giovane medico di origine egiziane dalla lingua arzilla e virtuosa che ha vinto nonostante i sionisti e altre mafie lobbistiche abbiano investito la cifra stratosferica di 60 milioni di dollari sulla sua avversaria, una squilibrata che dal palco starnazzava di sognarsi Israele anche di notte. Cosa che avrebbe detto anche del Congo o della Mongolia se fossero stati quei paesi a corromperla fino all’osso sacro. Fatto sta che dopo Mamdani, si impone un altro candidato detestato dal sistema e perfino dai pezzi grossi del suo partito. A conferma di come la democrazia sia ancora viva e quando i cittadini hanno la possibilità di votare progetti alternativi e di qualità, lo fanno fregandosene di campagne pubblicitarie milionarie e delle prediche di un establishment ormai grottesco. E più i candidati sono anti sistema, più piacciono. Negli Stati Uniti imperversa il pensiero unico neoliberista ed entrambi i partiti sono corrotti dalle stesse mega lobby tra cui quella sionista. Ebbene, Abdul ha rifiutato i loro soldi e condotto una campagna elettorale proprio su quel punto cruciale. Una politica indipendente e al servizio esclusivo dei cittadini e che la smetta ad esempio di mandare soldi in Israele e finanzi piuttosto sanità e strade del suo Michigan, una politica che si impegna a ridurre il carovita e rafforzare diritti e stato sociale. Una politica con al centro le persone a prescindere dalle loro origini e credenze. Segnali incoraggiati di una società nuova che cerca di esprimere una politica nuova. È così, mentre la malapolitica italiana si barrica nei palazzi dando il peggio di sé, da oltreoceano arriva la conferma che la democrazia è ancora viva e l’establishment battibile anche con pochi mezzi. E quando anche da noi i cittadini avranno la possibilità di votare progetti alternativi e di qualità, non esiteranno a farlo.