Sceneggiata. Il deputato le manda in procura. Ma la destra chiede lo stop a Fontana: “Sono delicate”. Scontro col presidente della Giunta

Delmastro, panico da chat: fuga e trucchi per bloccarle

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Quelle chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia non devono uscire. Devono essere bloccate. Per evitare un paradosso in cui si infilerebbe la destra: ritrovarsi le conversazioni sui giornali, ma comunque non utilizzabili dai magistrati di Roma. Si dovrebbe decidere lunedì in una giunta per il Regolamento convocata dopo l’aula: se la maggioranza voterà “no” alla visione delle chat (quasi certo), l’aula tra lunedì e martedì potrà votare per negare ai pm la consegna delle conversazioni. E tutto finirà nel niente, comprese le conversazioni tra Delmastro e Caroccia che, a sorpresa, ieri l’ex sottosegretario alla Giustizia (che è stato visto entrare a via della Scrofa) ha consegnato ai pm di Roma. Una mossa comunicativa di Fratelli d’Italia decisa per evitare le accuse di voler “nascondere qualcosa”: visto che tanto le chat non si possono usare, tanto vale darle ai pm, è il ragionamento dei vertici del partito. Anche se in serata il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori non ci sta e decide di disattendere la decisione di Fontana di bloccare l’accesso.

La giornata inizia con uno slittamento già ventilato nella serata di mercoledì. Nella conferenza dei capigruppo, il presidente della Camera Lorenzo Fontana consegna la lettera ricevuta alle 7.51 del procuratore di Roma Franco Lo Voi con allegato un dischetto con la memoria dell’avvocato di Caroccia che contiene le chat. Nella lettera, il procuratore scrive che le chat sono essenziali e servono come garanzia di difesa ma anche che Delmastro si è detto pubblicamente d’accordo a farle leggere. Si discute. Fratelli d’Italia e Forza Italia vogliono votare subito in aula, disinteressandosi della nuova richiesta dei pm. Le opposizioni chiedono di passare dalla giunta per le Autorizzazioni. Fontana non può fare altrimenti. Forza Italia non ci sta: “È una procedura anomala –­ attacca il capogruppo Enrico Costa – non è possibile riaprire l’istruttoria solo perché la Procura pensa di mandare ulteriori documenti”. La lettera col dischetto viene messa in cassaforte: nessuno può accedervi. Si parla di un rinvio a settembre. Ma così non è. Perché dopo l’aula della Camera, il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra) decide di fare un tentativo: nell’ufficio di presidenza dà a tutti i componenti della giunta la possibilità di visionare le chat a partire dalle 10 di oggi. Ancora una volta la maggioranza dice “no”. I capigruppo scrivono una lettera a Fontana: “Riterremmo opportuno – scrivono nella missiva letta dal Fatto – che sul punto prima di consentire l’accesso alla medesima messaggistica si possa esprimere la Giunta per il Regolamento”. Perché? “Il citato materiale – scrivono i deputati di maggioranza – del quale si disconosce persino l’autenticità, fa riferimento a questioni particolarmente delicate che attengono alle prerogative parlamentari della Camera”. E anche per evitare “un precedente”. Non è un caso che poche ore dopo, prima di cena, Fontana scriva a Dori per bloccare tutto. Giunta per il Regolamento convocata lunedì e visione delle chat sospesa. Lui però fa sapere di voler disattendere la decisione aprendo uno scontro istituzionale.

Che è anche sui precedenti studiati dal presidente della Giunta per le Autorizzazioni in cui il materiale aggiuntivo alla richiesta di autorizzazione può essere visionato come allegato. Successe già un anno fa per il caso Almasri e nel 2011 per il caso Ruby, con Pier Luigi Castagnetti presidente della Giunta, quando i pm di Milano allegarono i verbali di perquisizione, le intercettazioni delle olgettine e altri documenti sequestrati sulle “cene eleganti” di Silvio Berlusconi. Furono analizzate, anche se la Giunta poi votò per respingere la richiesta su Berlusconi. In serata il colpo di scena: Delmastro consegna le chat perché non ha “nulla da nascondere”, dice. E ancora: “Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo indagato”. Ma le conversazioni restano segrete: FdI non cambierà il voto in aula perché, è la versione, non si può acquisire tutto.