(Tommaso Merlo) – L’invasione continua, i poveri del mondo sbarcano mettendo in crisi le nostre fragili certezze esistenziali. E siamo solo all’inizio, sono miliardi le persone in miseria nel mondo e l’ONU prevede che solo in Europa nei prossimi vent’anni arriveranno altri 25 milioni di migranti, cifra destinata ad aumentare in caso di guerre o crisi umanitarie. La politica fa propaganda per raccattare poltrone, ma si tratta di un fenomeno storico inarrestabile che dobbiamo quindi riuscire a gestire in maniera intelligente invece di nascondere la testa sotto la sabbia, trasformandolo in opportunità. Noi europei abbiamo pure l’aggravante di decenni di colonialismo e di guerre che hanno devastato il sud del mondo. Ci siamo arricchiti sfruttando le loro risorse e abusando quei popoli che oggi sbarcano pelle ed ossa sulle nostre coste. Ma le responsabilità più gravi ricadono sul sistema iper capitalista imperante. La ricchezza del mondo è migrata verso Oriente e nelle tasche di meschini oligarchi come Musk e Bezos che posseggono più di mezza Africa dove dilaga la malnutrizione. Una distribuzione delle risorse non solo assurda e moralmente ripugnante ma che destabilizza il mondo alimentando fenomeni come le migrazioni di massa. Gli oligarchi sono il frutto di un sistema iper capitalista lasciato allo stato brado che crea una cerchia di super ricchi sempre più ristretta in cima e sotto una miriade di poveri e di poverissimi sia a livello nazionale che planetario. Un sistema folle in cui la politica ricopre un ruolo marginale e la democrazia è sempre più apparente perché il potere dei soldi rimpiazza quello popolare. Cronaca marrone. La giustizia sociale è passata di moda ed i politicanti si sono messi ad abbassare le tasse ai ricchi in modo da attrarli nel proprio paese e fargli consumare i beni di lusso che produciamo per lorsignori mentre il resto della popolazione fatica a comprare l’essenziale. Un delirio. Con la ciliegina di una politica che alimenta la guerra tra poveri, convincendo le masse di telespettatori che il problema sono quei disperati che sbarcano a fare lavoracci usuranti e non i ricchi che si accaparrano tutto. Quando stavamo economicamente meglio ce ne fregavamo di un mondo spaccato in due dall’ingiustizia, accumulavamo e sprecavamo illusi che la festa durasse all’infinito e soprattutto che un giorno saremmo stati tutti più felici e contenti. Decenni a sgobbare, risparmiare, scalare la società e soprattutto consumare all’impazzata per poi capire che il vero benessere non si compra da nessuna parte e ritrovarsi con una bottiglia in mano o qualche polverina magica in tasca. Già, l’iper capitalismo è una truffa epocale. Promette un benessere materiale che non è affatto in grado di garantire a tutti e soprattutto che non funziona. Ci bombardano di pubblicità fino dalla culla per inculcarci falsi valori materiali e spronarci a competere ed accumulare roba inutile per soddisfare bisogni superflui e poi ci ritrova a fuggire persino da se stessi. Vincitori e vinti entrambi vittime di un modello che porta all’autodistruzione personale, sociale e planetaria a causa delle devastanti derive egoistiche come la guerra e della distruzione ambientale. Noi che abbiamo assaporato sprazzi di benessere materiale lo possiamo capire, chi viene dalla miseria come i migranti no ed è comprensibile s’illudano di sbarcare nella Terra Promessa e che quando riusciranno a lavorare e compresi una macchina conquisteranno anche la felicità. Ma siamo tutti “esseri non sempre umani” e funzioniamo tutti allo stesso identico modo. Soddisfatti i bisogni reali, il benessere dipende da tutt’altro, da una soddisfazione interiore e non esteriore, profonda e non superficiale che paradossalmente si conquista quando si ha di meno e non di più. Davvero un delirio. I migranti vengono da paesi poveri fuori ma ricchi dentro e noi viceversa. Anche per questo sono in realtà una benedizione per paesi vecchi e stagnanti come l’Italia ed insieme a loro possiamo costruire un modello più intelligente. Il crollo del ridicolo impero americano e del suo contagioso iper capitalismo è sicuramente un’ottima notizia e anche che la nuova leadership cinese proponga perlomeno che la politica prevalga sull’economia, ma noi vecchia Europa abbiamo il diritto e il dovere di creare un modello nostro che ci rispecchi. Basato su una società giusta e multiculturale, su uno stato sociale solido ed efficiente, su un’economia come mezzo e non fine, su una politica espressione della volontà popolare e non delle lobby e con una democrazia davvero rappresentativa delle persone e dei tempi. Un modello che non riduce i cittadini a schiavi e consumatori e nemmeno a narcisisti assatanati di applausi, ma che rimette le persone al centro della comunità nazionale permettendo a tutti nessuno escluso una vita decente ma anche la possibilità di esprimersi appieno in modo da conquistare un benessere autentico.