
(Andrea Zhok) – Nei commenti sulla questione dell’invasione di migranti illegali a Ceuta gira parecchia confusione e, come al solito, parecchia ignoranza.
Tre osservazioni.
1) In primo luogo, Ceuta è sul continente africano, per quanto territorio spagnolo. Dunque per giungere sul territorio del continente europeo devono ancora attraversare lo stretto di Gibilterra. Se lo faranno o meno è decisione politica e giuridica, non è esito automatico dell’invasione.
2) In secondo luogo, Ceuta ha un regime speciale, tale per cui chi parte da lì per prendere un traghetto o un aereo deve superare un controllo dei documenti, che devono dunque essere in regola. Nelle uscite da Ceuta non vale Schengen.
3) In terzo luogo, molti citano come causa di questa invasione una recente decisione del governo spagnolo di “concedere la cittadinanza” a 500.000 stranieri entrati illegalmente. Qualunque cosa si pensi di questa decisione, deve essere chiaro che non si è trattato di una concessione di cittadinanza, come scritto da più parti, ma dell’erogazione di permessi di soggiorno e lavoro di un anno (la cosiddetta, uscita dall’irregolarità). I permessi sono stati erogati a persone che lavorano in Spagna da anni, senza precedenti penali. Lo scopo è, come sempre in questi casi, farle uscire dal lavoro nero e poterli dunque tassare.
Per capirci, in Italia abbiamo avuto 8 grandi regolarizzazioni di lavoranti stranieri. Ad esempio, con la Bossi-Fini si regolarizzarono 634.000 immigrati clandestini, con la sanatoria Berlusconi del 2009 se ne regolarizzarono 300.000, con la sanatoria del governo Conte (2020) furono 200.000 ad essere regolarizzati.
Morale. Il tema migratorio è oggettivamente incasinato e non può essere trattato né con semplificazioni “buoniste”, né con semplificazioni “cattiviste”.
Questo se si è interessati a risolvere problemi.
Se si è invece interessati a suscitare reazioni di pancia per fidelizzare i propri gruppi ideologici, va benissimo andare avanti così.
Questa mattina al super mercato infatti stava dicendo quanti stranieri arrivano in italia dalla spagna e giù pure delle madonne.Volevo drgli qualcosa ma visto il grado culturale dell’individuo ,mi sono astenuto…il tizio forse vota pure.
"Mi piace"Piace a 1 persona
“Se lo faranno o meno (attraversare lo stretto per andare in Europa – nda) è decisione politica e giuridica, non è esito automatico dell’invasione.”
Ma infatti: sono andati tutti lì per un picnic (con balneazione connessa).
“Ceuta ha un regime speciale, tale per cui chi parte da lì per prendere un traghetto o un aereo deve superare un controllo dei documenti, che devono dunque essere in regola.”
Vuoi vedere che è per via del fatto che i documenti non li hanno che sono andanti a nuoto anziché comodamente seduti in traghetto?! ah, saperlo prima …
"Mi piace""Mi piace"
In primo luogo, Ceuta è sul continente africano, per quanto territorio spagnolo. Dunque per giungere sul territorio del continente europeo devono ancora attraversare lo stretto di Gibilterra. Se lo faranno o meno è decisione politica e giuridica, non è esito automatico dell’invasione.
Si Ceuta è in territorio africano e non fa parte dell’area Schengen, ma politicamente e giuridicamente è Spagna; quindi chi arriva a Ceuta entra nel territorio dell’UE.
https://eur-lex.europa.eu/eli/treaty/tfeu_2012/art_355/oj/eng
L’art. 355 TFUE definisce l’ambito territoriale di applicazione dei trattati e individua le eccezioni.
Ceuta e Melilla non figurano tra i territori esclusi; pertanto, in quanto territorio spagnolo, fanno parte del territorio dell’UE, pur essendo soggette a regimi speciali (Schengen, dogana, IVA)
Quindi Ceuta si trova nel continente africano, ma è territorio dell’UE.
Il punto 2 è corretto.
In terzo luogo, molti citano come causa di questa invasione una recente decisione del governo spagnolo di “concedere la cittadinanza” a 500.000 stranieri entrati illegalmente.
La causa dell’invasione non ha nulla a che vedere con le decisioni del governo spagnolo; indipendentemente dal fatto che si tratti di concedere la cittadinanza o permessi di soggiorno/lavoro; anche se l’osservazione di per se è corretta.
Il motivo di questa rapida invasione è legato alla decisone presa dalla Corte Suprema Spagnola (quindi non il governo) in base alla quale i respingimenti immediati non possono essere applicati ai migranti arrivati via mare; perché la norma riguarda chi supera gli elementi fisici di contenimento (recinzioni, muri; purtroppo non ci sono i campi minati), non chi viene intercettato in mare.
https://elpais.com/espana/2026-07-30/el-supremo-determino-que-las-devoluciones-en-caliente-no-se-pueden-aplicar-a-quienes-entren-a-nado-en-ceuta-y-melilla.html
La notizia, stando alla stampa, si è diffusa via social e Ceuta è stata presa d’assalto dai nuotatori avventizi.
Poi ci sarebbe da aggiungere la tensione diplomatica tra Spagna e Marocco: fatti del genere sono difficili da immaginare senza che il Marocco non chiuda gli occhi.
Fatti analoghi successero anche nel 2021 e la Spagna accusò le autorità marocchine.
Se si è invece interessati a suscitare reazioni di pancia per fidelizzare i propri gruppi ideologici, va benissimo andare avanti così.
L’invito a non fidelizzare i propri gruppi ideologici è sacrosanto; proprio per questo sarebbe opportuno applicarlo anche a sé stessi.
"Mi piace""Mi piace"
Ceuta e Melilla non figurano tra i territori esclusi; pertanto, in quanto territorio spagnolo, fanno parte del territorio dell’UE, pur essendo soggette a regimi speciali (Schengen, dogana, IVA)
Per la serie SMENTIRSI DA SOLI 😀
"Mi piace""Mi piace"
Ma perchè insisti così tanto nel voler dimostrare a tutti i costi di essere un idiota con tanto di certificato?
Sei masochista?
"Mi piace""Mi piace"
E’ la domanda che mi faccio su di te.
Prima dici che fanno parte del territorio dell’UE,
Poi aggiungi:
pur essendo soggette a regimi speciali (Schengen, dogana, IVA)
Una persona di media intelligenza potrebbe capire che c’é qualcosina che non va nellle tue affermazioni.
Non tu, perché è difficile arrivarci se hai la testa che è osso al 98%.
"Mi piace""Mi piace"
Facciamola breve: vai su Wikipedia, cerca Livigno, dovrebbe essere scritto in italiano, leggitelo.
Poi ne parliamo.
"Mi piace""Mi piace"
Notoriamente Livigno è in Africa e c’é il mare da attraversare a nuoto.
😀 😀 😀 😀 😀 😀
Sei uno ZERO e virgola, Melone-70.
"Mi piace""Mi piace"
Abolizione del suffragio universale
5 h
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale. Uno dietro l’altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna. Hanno visto migliaia di persone disperate e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro. E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all’ultima, una montagna di bugie e porcherie. Mettiamole in fila, una per una. Primo. Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall’altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo. Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d’identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia. Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero. Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l’esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua. Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque. Secondo. La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni. Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell’area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen. Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all’ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo. Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera già chiusa. Terzo. Testuale, dal profilo di Tajani: “Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata”. Falso. La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero. Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo. Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall’America Latina. Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla. E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate. Quarto. Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna. Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l’Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna. Quinto. Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: “Non possiamo essere lasciati soli”, “nessuno può affrontare la migrazione da solo”, Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione. Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme. Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato. Sesto. Il Marocco ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l’Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l’ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c’entra nulla la politica migratoria della Spagna. Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce. Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate. Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui. Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile. Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel’aveva concessa perché gli faceva pena. E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez. Sono passati 41 giorni. Quarantuno. Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto. Chi ti tende una mano quando sei a terra, gente così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannarlo. Ottavo. Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco. Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi. Che miseria senza fondo.
"Mi piace"Piace a 3 people
Su alcuni punti sono d’accordo su altri meno. Ad esempio si continua a ripetere che Ceuta sta dove sta eccetera eccetera. Quindi i ragazzi che si buttano in acqua in Marocco e raggiungono Ceuta a nuoto, esultano, vengono picchiati e ammazzati perché hanno finalmente raggiunto l’Africa?
"Mi piace""Mi piace"
Va beh, se ignori la situazione, potresti anche informarti meglio. È Africa, ma Ceuta è una specie di distaccamento spagnolo, lì. È comunque oltre lo stretto di Gibilterra.
E comunque, secondo te, sono arrivati d’iniziativa? 60mila (Sessantamila!) persone tutte assieme,lo stesso giorno, coi salvagenti uguali…
"Mi piace""Mi piace"
“È Africa, ma Ceuta è una specie di distaccamento spagnolo, lì. È comunque oltre lo stretto di Gibilterra”.
MA DAI! DAVVERO???
"Mi piace""Mi piace"
Grazie Anail … per tappare la bocca ai boccaloni di info!
"Mi piace"Piace a 1 persona
Al di là di ogni interpretazione politica le immagini di Ceuta invasa, con gli abitanti che picchiano per strada gli immigrati marocchini, sono impressionanti.
"Mi piace""Mi piace"
2)
"Mi piace""Mi piace"
Egregio, che studi hai fatto?
"Mi piace""Mi piace"
Carissimo innanzitutto è un piacere conoscerla: lei è il cittadino romano che cerca su Google le citazioni latine(nn conoscendo il latino… ahi ahi ahi).una domanda per cortesia? Riesce a ricercarle da solo o con l’ausilio della signora Stefania?
comunque ho il diploma di 5elementare presso alle serali presso la scuola Atzeca del Tufello.
buona serata
"Mi piace"Piace a 1 persona
Marocco + Israele + USA = Ceuta.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Non fa una piega!
Grazie, Max. 🙏🏻
"Mi piace"Piace a 1 persona
Ora che migliaia di migranti sono entrati dal Marocco nell’enclave spagnola di Ceuta, scatenando una crisi politica in Spagna, i media occidentali lanceranno le stesse accuse contro il Marocco? Contro Israele? Contro gli Stati Uniti? Non sia mai. LauraRuHK
E’ dal 2016 che i media occidentali accusano la Russia di «usare i migranti come arma», prima attraverso la Siria e poi la Bielorussia, definendo la pratica un esempio di «Guerra Ibrida della Russia».
Nel 2021 scatenarono una vera e propria isteria collettiva. Serviva da pretesto per convincere l’UE a finanziare la militarizzazione dei suoi confini orientali.
Nel 2021 la Polonia dichiarava lo stato di emergenza (la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale), costruiva un muro lungo il confine con la Bielorussia e schierava migliaia di guardie di frontiera, soldati e poliziotti. Ha ricevuto una dispensa speciale per respingere i migranti, tra cui molti richiedenti asilo, ha ricevuto sostegno dall’UE e da Frontex e ha coordinato sanzioni europee contro la Bielorussia.
E tutto questo avveniva ben prima che la Russia lanciasse l’Operazione Militare in Ucraina nel 2022.
Nel 2023 la Finlandia chiudeva l’intero confine terrestre di 1.340 km con la Russia e approvava una legislazione d’emergenza che permetteva alle guardie di frontiera di respingere i richiedenti asilo senza accettare le loro domande.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Qualcosa di Sinistra
L’ipocrisia e la demagogia del Governo di #GiorgiaMeloni si schiantano contro la realtà dei dati ufficiali. A sospendere Schengen contro qualcuno dovrebbero essere gli altri, non l’#Italia, che ha visto il record di sbarchi irregolari nonostante tutta la propaganda possibile. E per inciso, come ricordato da tutti, Ceuta e Melilla hanno un regime speciale: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell’area viene fermato e identificato, come se arrivasse da un paese fuori dall’area Schengen. Come al solito provano a distrarre l’opinione pubblica per evitare di parlare delle chat di Delmastro, del caro-benzina e del disastro politico, economico e sociale di cui la destra è responsabile. Vadano a casa. E solidarietà alla Spagna per l’ennesimo attacco geopolitico mirato a minarne la stabilità politica. #qualcosadisinistra
"Mi piace""Mi piace"
Enzo Quinto
PROPAGANDA E PROCURATO ALLARME CRISI CEUTA.
Quattro ore. Tanto ci hanno messo Meloni, Tajani e Salvini a trasformare la crisi di Ceuta in un comizio elettorale.
Uno dietro l’altro, stessa identica richiesta: sospendere Schengen con la Spagna.
Hanno visto migliaia di persone disperate e ci hanno visto dentro un sondaggio. Sciacallaggio puro.
E dentro quelle dichiarazioni, dalla prima riga all’ultima, una montagna di bugie e porcherie.
Mettiamole in fila, una per una.
Primo.
Ceuta è fisicamente in Africa. Si tratta di un fazzoletto di terra spagnola di 18 chilometri quadrati, dall’altra parte dello Stretto di Gibilterra. Sta più vicina a Rabat che a Madrid. Si esce di lì con un traghetto o con un aereo.
Chi ha attraversato quella frontiera, per arrivare in Italia, dovrebbe imbarcarsi verso la penisola iberica passando i controlli d’identità, attraversare tutta la Spagna, valicare i Pirenei, attraversare tutta la Francia e presentarsi a Ventimiglia.
Effetto della sospensione di Schengen con la Spagna sulla situazione di Ceuta: zero.
Il loro elettore però, che fino a martedì ignorava perfino l’esistenza di Ceuta e non saprebbe indicarla sulla cartina nemmeno se la ritrovasse scritta, adesso è convinto che stia dietro i Pirenei e che quella gente giovedì prossimo sia sotto casa sua. Su quella convinzione ci costruiscono una campagna elettorale intera. Che bello essere un politico destra e avere davanti tanti destropitechi a cui puoi raccontare letteralmente la qualunque.
Secondo.
La porta che vogliono sbarrare è sbarrata da 35 anni.
Codice Frontiere Schengen, norme speciali per Ceuta e Melilla: chi parte da lì verso la Spagna peninsulare o verso qualunque altro Paese dell’area viene fermato e identificato, documenti alla mano, come se uscisse da fuori Schengen.
Ceuta e Melilla hanno infatti un regime speciale, proprio per via della loro posizione, che prevede doppi controlli al confine esterno: uno all’ingresso dal Marocco e un altro ancora quando si viaggia verso il continente europeo.
Il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana chiede di chiudere una frontiera già chiusa.
Terzo.
Testuale, dal profilo di Tajani: “Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano che scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari è stata profondamente sbagliata”.
Falso.
La Spagna ha approvato per decreto una regolarizzazione: permessi di soggiorno e di lavoro, di durata annuale, per gente che vive e lavora lì da anni, senza precedenti penali, già presente prima del 31 dicembre 2025. Documenti per firmare un contratto, pagare le tasse, uscire dal nero.
Il capo della nostra diplomazia ha scambiato un permesso di soggiorno per una cittadinanza e un passaporto europeo.
Il decreto spagnolo riguarda persone che stanno in Spagna da anni, entrate in larghissima parte in aereo con un visto turistico, dall’America Latina.
Volete il dato che li seppellisce? Al 15 luglio il governo spagnolo aveva registrato zero arrivi di migranti via mare a Ceuta in tutto il 2026. Zero. Con il decreto già approvato e in vigore da mesi.
Chi lega le due cose sta raccontando una balla e la racconta sapendo perfettamente di raccontarla.
E se il problema sono le sanatorie (cioè le regolarizzazioni), qualcuno gli ricordi la più grande della storia repubblicana: 2002, legge Bossi-Fini, oltre 647mila persone regolarizzate.
Quarto.
Ingressi irregolari registrati nel 2025: 66mila in Italia, 36mila in Spagna.
Quasi il doppio da noi. Applicando alla lettera il principio di Tajani, il primo Paese da buttare fuori da Schengen è l’Italia. Con Tajani che firma il decreto contro sé stesso e Piantedosi che gli regge la penna.
Quinto.
Per quattro anni ci hanno raccontato sempre la stessa favola: “Non possiamo essere lasciati soli”, “nessuno può affrontare la migrazione da solo”, Cooperazione, solidarietà europea, redistribuzione. Il 4 maggio scorso Meloni parlava ancora di crisi globale da affrontare insieme.
Poi la pressione si sposta di 1500 chilometri, tocca a qualcun altro e in quattro ore la solidarietà europea diventa una minaccia contro un governo alleato.
Sesto.
Il Marocco, una monarchia assoluta, ha capito da tempo qual è la sua unica arma diplomatica: i corpi dei propri giovani. Apre il rubinetto quando le serve qualcosa sul Sahara Occidentale o per punire decisioni che non condivide (come gli accordi tra Sanchez e l’Algeria della scorsa settimana), lo richiude quando l’ha ottenuto. Era già accaduto, per esempio, nel 2014 e nel 2021, non c’entra nulla la politica migratoria della Spagna.
Davanti a un ricatto costruito sulle persone, il governo italiano ha puntato il dito contro chi quel ricatto lo subisce.
Il motivo di tanta delicatezza con il Marocco lo sappiamo tutti: i memorandum italiani con la Libia e con la Tunisia camminano sullo stesso identico meccanismo. Soldi e legittimazione in cambio di frontiere presidiate. Chi ha appaltato i propri confini alla guardia costiera libica si guarda bene dallo spiegare al mondo come funziona il ricatto migratorio, perché il primo a restarci sotto sarebbe lui.
Settimo. E qui arriviamo al fondo del barile.
Il 19 giugno 2026, Donald Trump aveva appena raccontato al mondo intero che Giorgia Meloni lo aveva implorato per una foto al G7 di Évian e che lui gliel’aveva concessa perché gli faceva pena.
E in quel momento, tra 27 capi di governo, sapete chi ha preso la parola per difenderla? Pedro Sánchez.
Sono passati 41 giorni. Quarantuno.
Alla prima giornata di caos e di morti sulle coste spagnole in Africa, la prima a saltargli addosso è stata lei. Su una vicenda che si decide sulla frontiera marocchina, dove la Spagna è il bersaglio del ricatto.
Chi ti tende una mano quando sei a terra, gente così se lo segna. E aspetta il momento buono per azzannarlo.
Ottavo.
Sapevano dove sta Ceuta. Sapevano che quella frontiera è controllata da 35 anni. Sapevano che a Ceuta gli sbarchi via mare erano stati zero fino a metà luglio. Sapevano che da noi gli ingressi irregolari sono il doppio dei loro. Sapevano che la mano che ha aperto quel confine sta in Marocco.
Hanno parlato lo stesso. Perché una bugia arriva a milioni di persone in tre ore e la smentita arriva a diecimila in tre giorni. E perché una crisi umanitaria, per loro, vale un punto nei sondaggi.
Che miseria senza fondo.
,….
"Mi piace""Mi piace"