
(dagospia.com) – Alla fine si torna sempre alle tragedie greche, o a Freud: il figlio deve uccidere il padre. È il padre, quasi sempre, rosica. Dall’altare alla polvere, da Grillo a Grullo, è un attimo. La parabola politica del Movimento 5 Stelle si spiega anche e soprattutto ricorrendo al lettino dello psicologo.
Ad angustiare Beppe Grillo ci sono le sorti del processo sul simbolo e il nome del M5S: la sentenza dovrebbe arrivare a gennaio 2027 e la partita è in salita. Pur avendo la paternità legale del simbolo, potrebbe avere difficoltà a convincere i giudici a dargli ragione.
Questo perché il tribunale potrebbe lasciare il logo del Movimento a chi, effettivamente, sta portando avanti l’attività politica. Dunque il “nuovo” M5s by Conte, e non Beppemao con il suo sacro blog. I suoi avvocati l’hanno avvisato, e anche per questo “l’Elevato (di torno)” ha deciso di tornare alla ribalta attaccando apertamente Conte.
Ma le beghe legali e politiche spiegano solo una piccola parte della faccenda. La vera questione è personale: ritiratosi nel suo esilio tra Sant’Ilario e Marina di Bibbona, Grillo soffre, depresso come una Citroen parcheggiata. Si sente tradito dai “miracolati” che ha creato lui, con la storiella dell’uno vale uno.
E il primo, il più “miracolato” di tutti, secondo Grillo, è proprio Giuseppe Conte. I “grillini” della prima ora, i vari Di Battista, Raggi, Appendino, lo chiamano, tentano di coinvolgerlo, ma è inutile: il comico a 78 anni non ha più l’energia e la voglia di combattere. Non ha energie, e rassegnato non vede all’orizzonte più nessuno capace di riprendere in mano la leadership pentastellata, in nome dell’era d’oro di Casaleggio senior.
La sindrome del “Ho miracolato tutti e ora nessuno mi cerca” attanaglia la cofana riccioluta di Grillo come quella di tanti grandi, passati in un attimo dalle luci della ribalta all’oscurità della pensione. Tanto più che nessuna delle “creature” di Beppe ha espresso solidarietà dopo la condanna del figlio Ciro, per violenza sessuale, a settembre 2025.
E per un Beppe che si sente tradito, c’è un Travaglio che lo accusa di tradimento. Oggi il direttore del “Fatto quotidiano” ha vergato un violento editoriale contro il suo ex idolo, accusandolo di fatto di essere lui ad aver tradito il movimento delle origini. dando il via libera al governo Draghi “suicidando” il Movimento (vedi articolo a seguire).
CONTE, “GRILLO NON ERA IN PRIMISSIMA LINEA QUANDO CONTRASTAVAMO DRAGHI”
(ANSA) – “Non ricordo Grillo in primissima linea quando contrastavamo Draghi”. Lo dice il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte intervistato da Zona Bianca su Rete4.
“Ricordo che lasciò deluso un grande intellettuale come Domenico De Masi al quale quando lui riferì che Draghi lo aveva invitato, data la confidenza che avevano, ad abbandonare Conte per appoggiare la scissione di Di Maio lui non oppose nulla e quindi provò l’indignazione di De Masi che lo dichiarò anche in un’intervista pubblica”, continua Conte.
GRILLO ANCORA VS CONTE, E NE POSTA FRASI DEL ’22 SU DRAGHI
(AGI) – Prosegue il botta e risposta a distanza tra Beppe Grillo e M5s. Oggi l’ormai ex Garante replica di fatto a Giuseppe Conte – che ieri aveva risposto alle bordate sulla ‘deriva’ del Movimento ricordando che proprio Grillo aveva ‘sbandato’ addirittura qualificando Mario Draghi come ‘grillino’ di complemento – postando un breve video del gennaio 2022 in cui Conte diceva “nessuno si permetta di dire che il Movimento dice no a Draghi.
Il Movimento dice si’ a Draghi, l’ha detto quasi un anno fa quando il Paese era in ginocchio e oggi che la nave e’ ancora in tempesta il Movimento dice si’ a Draghi, anzi rafforza il suo si'”. “Sblocchiamo un ricordo”, il laconico commento di Grillo che accompagna il post su X.



ecco un’altra perla … ce ne saranno altre sino alla presentazione del programma 5s… avanti un’altro!
"Mi piace""Mi piace"
Questa, sempre di Natangelo, descrive molto meglio la realtà.
"Mi piace"Piace a 2 people
Quanta verità in questa vignetta!
Il partito di Conte non c’entra una pigna secca col movimento.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Dagospia…, un nome una garanzia, cosa potrebbe dire d’altro? Che il M5S serve a portare i voti al PD e niente altro? Che alla fine convinceranno i residui elettori a votare un altra volta per il “meno peggio”, turandosi il naso e le orecchie? Vincerà nuovamente la destra di Meloni e Vannacci con Salvini al traino e Tajani agli Esteri. Saranno probabilmente le ultime politiche per il M5S che dopo questa tornata suicida subirà il naturale disgregamento diluendosi in tutti i partiti di destra e sinistra che possono garantire agli onorevoli il lauto stipendio e i benefit accessori.
"Mi piace""Mi piace"