
(Tommaso Merlo) – Grillo ha ragione, la politica ha cambiato il fu Movimento più che l’opposto. Ma ha ragione anche Conte e cioè che se il Movimento è defunto è anche perché Grillo lo ha voluto nel governo Draghi-Berlusconi. Un colpo di grazia. C’è chi si chiede se tutto si limiterà alla solita bega tra le due primedonne o se sotto la cenere c’è ancora qualche genuina scintilla politica. C’è chi si chiede se Conte riuscirà finalmente a portare il fu Movimento nel Campo Santo dove aleggia perfino lo spettro di Renzi o meno. E c’è chi si domanda se Di Battista scioglierà la riserva e ci proverà a fare opposizione. L’unico fatto politico certo è che la porzione di popolo italiano scontento ed arrabbiato che fece la fortuna del Movimento 5 Stelle, è ancora lì. E invece di rassegnarsi e diminuire, è aumentata a dismisura. Siamo al partito di maggioranza assoluta che impreca ogni volta che qualche politicante apre bocca e attende con ansia qualcosa di votabile o che addirittura riesca a riaccendere la speranza che si possa uscire da sto deprimete pantano. Il vecchio sistema pensava che la restaurazione avrebbe ristabilito la normalità partitocratica, era certo che dopo la sbornia movimentista i cittadini si sarebbero rimessi a sorbirsi la solita sciapa minestrina politica e mediatica. Classi deficienti che riuscite a rimanere in sella invecchiano satolle tra palazzi rococò e studi televisivi al motto di “Se stessi first”. Potere, visibilità, prestigio ed ovviamente generosi assegni a fine mese. Presunti politici, finti giornalisti, sedicenti celebrità della discarica mediatica vittime del proprio personaggio pubblico che pretende il sipario non cali mai. Un fatale tappo frutto di una sottocultura egoistica. Ed eccoci qui. Dopo anni di penosi governi sfornati nei palazzi, siamo al governo più a destra dai tempi del pelatone. Sembrava dovessero combinare sfracelli ed invece si sono rivelati peggio del Pd anche nel non concludere nulla. Solo fatti loro come ostacolare la giustizia o leggi elettorali e nomine, nessuna sensibilità per i più fragili e neanche un cenno sulle questioni sistemiche. Identici anche oltralpe nel loro ostinato servilismo all’America, alla Nato, ai parassiti di Bruxelles e al delirio bellico che ne consegue. E tutto questo mentre l’Italia rischia letteralmente di scomparire perché gli anziani non sono eterni, i giovani migliori scappano all’estero e quelli che restano rinunciano perfino a fare figli. L’Italia è in un deprimente pantano, in balia di una politica incapace di risolvere i sempiterni problemi e di partorire una via di uscita. Cittadini impoveriti e spaesati da una parte, politica inetta ed arrogante dall’altra. Ed è da questo fossato che nasce il partito di maggioranza assoluta che non segue e che non vota. Lo spazio quindi non manca, va capito cosa fare. Ora, la nostalgia è inutile anche in politica e la storia non ha la retromarcia. Dal passato vanno salvati solo i bei ricordi e le lezioni utili e il fu Movimento ha insegnato molto. Tipo che si può conquistare perfino il potere senza mezzi ma con un buon progetto. E che i vecchi partiti non sono affatto indispensabili a fare politica, anzi. Quei celebri cittadini scappati di casa sono arrivati al potere e hanno sfornato più provvedimenti in pochi mesi che pidioti e melonani in anni di chiacchiere a vanvera. E tutti provvedimenti a favore dei cittadini e intelligenti. Fatti inconfutabili. La breve ma intensissima stagione riformista del Movimento ha dimostrato che i cittadini in democrazia sono in grado di passare ai fatti e che sono molto meglio dei politicanti in carriera. Un punto fondamentale e più attuale che mai. Viviamo in un vero e proprio sistema politico, economico e mediatico sempre più potente perché con ramificazioni internazionali, una sorta di mafia lobbistica che opera nel solco del pensiero unico neoliberista. E cioè non importa più chi vince le elezioni, il sistema vince sempre e la sua missione primaria è la propria conservazione. Il cambiamento è quindi una sfida durissima. Serve uno slancio, una determinazione, un idealismo, una forza, una indipendenza che solo cittadini liberi e cioè esterni al sistema possono avere. Cittadini estranei alle reti di potere e ai rapporti incestuosi ma anche ai rigurgiti ideologici e alle melasse partitiche e soprattutto estranei alle esigenze poltronistiche e alle ambizioni personali. Un punto davvero essenziale. Cittadini al servizio esclusivo di altri cittadini e del bene comune che non è altro che la definizione di vera democrazia. La propria comunità, first. Le cose da fare, first. I valori autentici, first. Non politica come carriera ma come genuino e disinteressato servizio pubblico. Indietro non si torna ma l’esperienza del Movimento insegna che si può fare e che vale la pena provarci. E al di là delle beghe tra primedonne e ammuffite strategie elettorali, la speranza è che in un modo o nell’altro riparta da sotto la cenere una nuova esperienza movimentista che riaccenda la speranza e termini il lavoro cominciato. Quello di liberarci per sempre di un sistema corrotto e fallito salvando il nostro paese e tutti noi.
“Tipo che si può conquistare perfino il potere senza mezzi ma con un buon progetto. E che i vecchi partiti non sono affatto indispensabili a fare politica..”
L’ ultima parte la renderei più precisa aggiungendo che sono i vecchi partiti ad avere un gran bisogno di alleati, e questo a causa della natura fortemente clientelare di tali forze politiche. Ne consegue che il fu movimento, già nell’ immediato post 2022, aveva a disposizione una potentissima leva contrattuale che è rimasta totalmente inutilizzata.
Lo stratega attuale del fu movimento emette sorrisi incontenibili quando nasce un centro/centrino nuovo, perciò immagina come andrà a finire questa farsa..
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guarda sono felice per te che vada tutto a puttane… sei contento? Finalmente… si avverrà finalmente il progetto : uno solo al comando mandando in discarica il Parlamento!
I grillo risorgerà con il nuovo Movimento, quello puro e duro e governerà l’Italia fuori dalla nato,dagli USA ,dalla UE insieme alla svizzera!
hahahhahaha…
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Ti ricordi con quale simbolo il prof dott presid ha presentato il suo partito alle €uropee del 9.99%?
Pace!
Però vuole cambiare l’ Italia assieme al pd che continua a fare testimonianza di fede guerrafondaia e armaiola.
Ma siete tutti in preda a delirio?
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Grillo ha “spinto” il M5S tra le braccia di Draghi, ma Conte e i contiani non si sono mica opposti, anzi, hanno assecondato la linea draghiana di Grillo persuadendo gli iscritti a votare SI.
E dopo il voto, Conte e i contiani votarono 52 fiducie a Draghi con annesse porcate (guerra, Cartabia, smantellamento Superbonus, ecc).
Ora sarebbe cosa buona e giusta, visto che il M5S non è più un partito patronale, così dice Conte, che si indica una votazione per chiedere agli iscritti se vogliono l’alleanza con PD+AVS+IV+AZ+EU oppure no. Democrazia partecipativa, nuovo corso, no?
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Gli iscritti hanno deciso… non lo hai ancora capito?
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Quindi non Grillo come dice Conte?
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si va beh …lassa parde!
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