Calcoli. Verso le elezioni il Nazareno spera di avere il sostegno dell’ex Bce, che punta sempre al Colle. Ma i 5Stelle fanno muro

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Lui, lei, l’altro. E i Cinque Stelle. Tra le storie talvolta tese tra Pd e Movimento si sta facendo largo un (altro) problema: ossia il rapporto sempre più stretto tra Elly Schlein e Mario Draghi, anche grazie alla mediazione in parte vera in parte millantata di Matteo Renzi, il fu rottamatore che passa la vita a muovere fili, o almeno a provarci. E da qui si arriva al Movimento, a cui il Pd negli ultimi tempi ha informalmente chiesto di non inveire in pubblico contro l’ex presidente della Bce. Perché i dem sperano che alla fine Draghi possa appoggiare Schlein, nella corsa alla presidenza del Consiglio. O almeno aiutarla a non trovare ostacoli da parte dei poteri forti, dentro e fuori la penisola. Un nodo centrale per la segretaria dem, che qualche settimana fa si era lamentata: “C’è un pezzo di establishment che mal sopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi, e poi sconto anche il fatto di essere una donna”. E allora, cosa meglio di chiedere una mano da Draghi? Di nuovo attivissimo, dicono varie voci dai Palazzi, nel cercare sponde a tutto campo per riprovarci in chiave Quirinale.
[…] Da qui i segnali dem al M5S, raccontati da ambienti del Pd e confermati da fonti a 5Stelle. Da dove precisano che però il M5S ha fatto e farà muro contro aperture di credito all’ex premier. Di più. Un veterano del Movimento lo dice così: “Se Schlein continua a inseguirlo, commetterà lo stesso errore di Enrico Letta, che nel 2022 sfasciò il centrosinistra nel nome dell’agenda Draghi, mandando a Palazzo Chigi Giorgia Meloni”. Uno sbaglio da non ripetere secondo i 5Stelle, che considerano da tempo l’ex governatore della Banca d’Italia un avversario. Basti ricordare un episodio su tutti: la richiesta che l’ancora premier Draghi rivolse a Beppe Grillo di togliere la leadership del M5S a Conte – come raccontò Domenico De Masi al Fatto, e come lo stesso Grillo confidò ad alcuni deputati del Movimento – nel giugno 2022, pochi giorni prima della caduta del governo presieduto dall’ex Bce. Quattro anni dopo, è ancora lui l’uomo che divide i fu giallorosa. Una vicenda in cui avrebbe un ruolo anche Renzi. “Sente regolarmente Draghi, o almeno è questo che racconta in giro” dicono dal M5S. Dove sono convinti che sia lui il facilitatore dei rapporti tra l’ex premier e Schlein. Un legame di cui, sempre a detta dei 5Stelle, si trova traccia nell’intervista della dem di qualche giorno fa al Foglio, forse il più draghiano dei quotidiani, dove la dem citava “il federalismo pragmatico” che è un cavallo di battaglia dell’ex premier.
[…]
Per inciso, un colloquio nel quale Schlein non ha difeso la presidente a 5Stelle della Sardegna, Alessandra Todde, sul tema delle energie rinnovabili: e anche questo l’hanno notato, nel M5S. Ma in questa storia di calcoli, sospetti e piccoli veleni c’è anche un’altra convitata di pietra, cioè la sindaca di Genova Silvia Salis. Perché nell’avvicinamento di Schlein a Draghi ci sarebbe anche la volontà di coprirsi da una possibile Opa sulla coalizione della sindaca. La sua candidatura piacerebbe parecchio, al variopinto mondo delle grisaglie che contano. E non solo a loro, visto che un big come Dario Franceschini la ritiene un ottimo piano alternativo rispetto alla segretaria e a Conte in caso di stallo sul nome per Palazzo Chigi, e la vedrebbe benissimo almeno come mastice del centro. Giorni fa anche da Avs lo ripetevano: “Vedrete, in qualche modo Salis sarà della partita”.
Ma la sindaca non può essere un’opzione per Schlein, che ormai si vede come unica candidata alla premiership. E d’altronde di Salis non vuole saperne neppure Conte, che un passo indietro di fronte a un nome terzo potrebbe anche farlo. “Ma dove trovarlo?” sussurra un 5Stelle di peso: assolutamente scettico anche di fronte all’ipotesi circolata in questi giorni – ne hanno scritto Il Messaggero e il Domani – di un garante per i progressisti, che li rappresenti fino alle Politiche (“Un’idea che circola nel Pd, ma che ci pare inapplicabile”).
Se si aggiunge l’ostilità verso le primarie di almeno metà dei dem e di Avs, si comprende quanto sia intricata la strada per trovare il candidato/a a Palazzo Chigi del centrosinistra. Dove tutti notano i movimenti in chiave Colle anche di Paolo Gentiloni. Un altro ex premier che con Conte non ha esattamente un rapporto idilliaco. Ma che Schlein vorrebbe tenersi buono: in qualche modo.
Ci vogliono trasformare in una Israele europea, un paese guerrafondaio al servizio degli USA.
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“Ci vogliono trasformare” (?) NATO pronti.
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ma la definizione del Compianto Cossiga che diede di Draghi….dalle parti del Nazareno…. le hanno gia’ dimenticate….?????
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“… il rapporto sempre più stretto tra Elly Schlein e Mario Draghi, anche grazie alla mediazione in parte vera in parte millantata di Matteo Renzi, il fu rottamatore che passa la vita a muovere fili, o almeno a provarci. E da qui si arriva al Movimento, a cui il Pd negli ultimi tempi ha informalmente chiesto di non inveire in pubblico contro l’ex presidente della Bce. Perché i dem sperano che alla fine Draghi possa appoggiare Schlein, nella corsa alla presidenza del Consiglio.”
Allibisco.
Dovremmo “rispettare” Draghi, grazie a Renzi (!!!), per favorire Schlein come PDC!??!
De Callonis, che cosa ti sei bevuto? 🙄🤬
Non so se continuare a leggere… l’incipit è troppo sproloquiante.
Se lo pensano davvero, pretendendolo, non sono sani. Possibile che siano così azzerbinati da pretendere pure lecchinaggio per conto terzi, DA NOI…e pure CONTRO i nostri stessi interessi!!!
Roba da pazzi.
Giuse’, urge messa a punto VELOCE con Elly.
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La mina di Rignano galleggia in tutte le direzioni pur di non sparire.
Poi draghi…dopo il Conte 2 ….. inattuabile le proposte di decarognis…..il più insano di mente dei 5 stelle … non lo voterebbe e Conte dopo il lavorino fatto sul secondo governo dovrebbe accettare?
Ma via, smettiamo di dire panzanate, ma da decarognis ci si può aspettare di tutto… e M.T.è un vero democratico!
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È come chiedere a un proprio concorrente di farsi tagliare gentilmente la testa senza opporsi . Ma scusi , De Carolis, ma m5s per quale motivo è nato ed esiste ancora ? Deve chinarsi davanti ai poteri forti per fare entrare Shlein a palazzo Chigi . Un risultato entusiasmante per i suoi elettori , non c’è che dire.
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E’ la “politique politicienne” (dicono i francesi) che si vede trionfare. La politica di palazzo in Italia. Chissà che spinta agli astensionisti, che vogliono invece parole chiare e radicali per tornare a votare. Ecco la causa per la quale ci ritroveremo in braghe di tela. Auguri agli stolti!
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PURTROPPO ho ceduto e ho finito di leggere lo sproloquio.
Ho difficoltà a cogliere fior da fiore…un crescendo di inviti all’harakiri nei nostri confronti, in nome e per conto di… ? Il tutto per favorire Schlein, Salis, Renzi, Draghi, Gentiloni…
E una bella fetta di qulo, nooo!?
Ps giù le mani da Alessandra Todde e dalla Sardegna! 😡
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Anail….E da qui si arriva al Movimento, a cui il Pd negli ultimi tempi ha informalmente chiesto di non inveire in pubblico contro l’ex presidente della Bce.
^^^^^ è furbo carognis…. “informalmente”…perchè di ufficiale non c’è nulla.. è così che si sparge m…a!
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“Quattro anni dopo, è ancora lui l’uomo che divide i fu giallorosa”.
Aggiungerei la politica estera e ora anche il nucleare. Sembra che stiano facendo di tutto per mandare a monte l’alleanza con il Movimento. Bene, vorrà dire che alle elezioni andremo da soli. Come dice il proverbio, meglio soli che male accompagnati.
Rete pacifista delusa: “Col bellicismo dem tanti non voteranno” https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/07/26/rete-pacifista-delusa-col-bellicismo-dem-tanti-non-voteranno/8459281/
Brava, Elly, continua così!
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