
(estr. di Roberto Scarpinato – ilfattoquotidiano.it) – […] Sulle colonne del Corriere della Sera, Antonio Polito ha preso posizione contro un mio articolo sul Fatto quotidiano nel quale ho sostenuto che la storia del Paese dimostra come la Costituzione purtroppo non sia mai stata di tutti, ma sia stata avversata dalle componenti più reazionarie e violente del mondo del potere, anche in modo cruento mettendo in campo in alcune contingenze storiche la carta della violenza stragista, delle minacce di colpi di stato, degli omicidi politici chirurgici per impedirne o sabotarne l’attuazione. Polito sostiene che da tale ricostruzione discenderebbe che la Costituzione è di sinistra e che dunque ce ne si può appropriare strumentalmente per fini elettoralistici mettendola nel nome dell’Alleanza del campo largo. Si tratterebbe di una cattiva idea perché indebolirebbe la forza della Costituzione che è stata invece capace in questi ottant’anni di costituzionalizzare anche forze e movimenti che costituzionali non erano.
[…] A tali conclusioni Polito giunge evitando accuratamente di contro argomentare rispetto ai concreti esempi storici da me citati, che smentiscono i pensieri e le intenzioni che mi vorrebbe attribuire, e che, invece, mi sono completamente estranei. Tra le vittime dei nemici della Costituzione – identificati nella triade neofascisti, settori del sistema di potere confluiti nello piduismo, ed alta mafia – ho infatti indicato Aldo Moro e Piersanti Mattarella, uomini simbolo di quel cattolicesimo sociale, che fu una delle matrici culturali fondative della Costituzione, unitamente al pensiero liberale rivisitato da Gobetti sul versante politico e da Einaudi su quello economico, al socialismo liberale delineato da Carlo Rosselli, al pensiero azionista, rappresentato da giganti come il giurista Piero Calamandrei, al pensiero comunista emancipatosi, dopo la svolta togliattiana di Salerno, dal radicalismo classista antisistema.
Pur discordi nelle ideologie, i padri costituenti furono comunque concordi nel rifiuto del sistema fascista e nell’introdurre nella Costituzione i valori diffusi e condivisi dell’uguaglianza e della giustizia. Un collante originario che caratterizzò tutto il successivo corso della storia repubblicana, contrapponendo i partiti dell’arco costituzionale a quelli che ne erano esclusi, come il Msi forza neofascista che non condivideva le basi antifasciste della Costituzione, e che era solo la punta visibile di un vasto, articolato e potente sistema di potere, il cui asse portante era la triade menzionata. Una triade che proprio perché interna al sistema di potere nazionale ha espresso – a differenza delle Brigate rosse, formazioni sovversive antisistema – una violenza di sistema manifestatasi con lo stragismo teorizzato e praticato come strumento di lotta politica, finanziato con fondi di potentati economici, protetto da vertici dei servizi, delle forze di polizia con depistaggi finalizzati ad impedire che dai livelli esecutivi si potesse risalire a quelli superiori. Depistaggi replicati – come un sorta di “copia e incolla” – anche per sviare le indagini sulle stragi del 1992-‘93. La posta in gioco di questa sporca guerra che Falcone definì il “gioco grande”, è sempre stata la Costituzione, ed ha visto contrapposti i suoi nemici a tutti gli esponenti dell’arco costituzionale ad essa fedeli.
Che questa drammatica realtà della storia del paese – certificata anche da plurime sentenze definitive – venga a tutt’ oggi rimossa dalla coscienza collettiva mediante lo struzzismo culturale di tanti ed una retorica di regime che – come scriveva Sciascia – è il sudario che vela le piaghe purulente della Nazione, è segno che il passato in questo nostro paese non passa mai, e si ripropone ciclicamente sotto nuove maschere per non rendersi riconoscibile. Oggi assume le forme di un negazionismo e di un revisionismo che mira ad approfittare degli attuali rapporti di forza per riscrivere la storia e la Costituzione di cui si vogliono minare i pilastri portanti della divisione e del reciproco bilanciamento dei poteri, e stravolgere la gerarchia dei valori fondanti della convivenza. La difesa della Costituzione resta l’ultima spiaggia, il terreno elettivo della nuova Resistenza. Sino a quando resterà in vita, sapremo sempre da dove ricominciare. Il rovesciamento delle politiche economiche e sociali praticate in questi anni, indispensabile per portarci fuori da una crisi di sistema che investe tutti gli aspetti delle relazioni tra gli esseri umani è organicamente connesso, ieri come oggi, con la lotta per l’applicazione della Costituzione.
[…] La Costituzione italiana va non solo difesa ma anzi rilanciata perché, proprio per i valori liberal-democratici di cui è intessuta e per il suo impianto complessivo antioligarchico di derivazione resistenziale, indica la direzione di marcia verso la quale occorre muoversi per un progetto politico nazionale di lotta di ampio respiro che stronchi i progetti di oligarchizzazione del potere in cantiere a livello nazionale e sovranazionale, che emancipi la politica dalla sua subordinazione alla ricchezza, agli interessi di una minoranza dominante raccolta attono alla finanza, al grande capitale, ai comitati di affari e a cricche, ristabilendo il primato della politica sull’economia.
Se questa è la vera posta in gioco, se i nemici ed i falsi amici della Costituzione oggi sono di nuovo in campo per chiudere definitivamente la parentesi costituzionale, bisogna evitare che, come ammoniva Tacito, “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” che mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto venga espugnata dai nemici.
Aggiungerei al tutto anche il tentativo di Tambroni che era democristiano.
Carissimo Scarpinato Polito è il trombettiere del sistema… e vuole che non dia torto?
Fa parte del revisionismo storico in atto da tempo.
Comunque grazie per il suo attivo e concreto impegno a difesa della nostra Costituzione.
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Grande Scarpinato…..❤❤❤
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Fru….. Scarpinato un vero partigiano della Costituzione insieme ad altri pochi!
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L’ennesimo ex comunista che si riscopre liberale e liberista in età veneranda. Il potere del portafoglio….
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