Un leghista su 4 lo sceglierebbe. Oltre un terzo di chi lo sostiene si è astenuto alle Europee

sondaggio

(di Nando Pagnoncelli – corriere.it) – Come abbiamo visto la scorsa settimana, a proposito delle intenzioni di voto del mese di giugno, il fenomeno che caratterizza quei dati è il successo di Futuro nazionale, la formazione del generale Vannacci, che cresce apprezzabilmente di settimana in settimana. Alla fine di giugno il dato di questa forza era stimato al 6%, superando la Lega al 5,6%. Si tratta di un risultato evidentemente importante. È utile allora cercare di capire da dove arrivi e come sia composto l’elettorato di questa formazione che potrebbe mutare, forse anche in maniera significativa, gli equilibri politici. Per poterlo fare abbiamo lavorato su circa 20.000 interviste cumulate tra febbraio e giugno di quest’anno, una numerosità che ci aiuta ad attenuare i rischi di approssimazione e di errore che piccoli campioni possono correre.

Come abbiamo già evidenziato nei più recenti scenari politici, l’elettorato di Vannacci proviene in grande parte dall’area di destra: circa il 56%, infatti, si colloca in quest’area, oltre il 22% si definisce centrodestra, il 15% non si colloca politicamente, il 4% si dichiara centrista, il restante (meno del 3%) si dichiara invece elettore di centrosinistra o sinistra. 

Anche i partiti a cui Vannacci sottrae maggiore consenso si confermano quelli che avevamo evidenziato precedentemente; il travaso più rilevante avviene ai danni della Lega: oltre il 20% di chi aveva votato il Carroccio alle Europee oggi sceglierebbe FnV. Il secondo serbatoio è Fratelli d’Italia: al momento circa l’8% dei suoi elettori si sposterebbe su Vannacci, una quota in crescita nelle ultime settimane. Seguono gli ex astenuti delle Europee, tra i quali FnV raccoglie il 9%. Dalle altre forze (Noi moderati, M5S, Azione/Italia viva) i flussi sono minimi, quasi trascurabili.

Passando dalla «dinamica» alla «fotografia» dell’elettorato, cioè alla sua composizione attuale, vediamo che oggi oltre un terzo degli elettori di FnV proviene dagli astensionisti alle Europee, il 31% proviene da Fratelli d’Italia e il 25% dalla Lega. Qui si vede bene la differenza tra flussi e composizione: è vero che FnV prende l’8% degli elettori di FdI e più del 20% di quelli della Lega, ma il partito della premier ha un elettorato più grande. Dunque, facendo 100 gli elettori attuali di FnV, la quota che proviene da FdI pesa più della quota che proviene dalla Lega, nonostante la percentuale di erosione interna alla Lega sia più alta.

Va sottolineato, inoltre, che se l’impatto di Futuro nazionale sulla Lega è stato quasi immediato, cioè una quota consistente di elettori di questa formazione si è trasferito su Vannacci al suo primo apparire nello scenario politico, l’impatto su Fratelli d’Italia è stato meno consistente all’inizio ma sembra progressivamente crescere. 

Tre mesi fa, infatti, FnV attirava meno di 200 mila elettori di FdI alle Europee, mentre oggi arriva a 506 mila; al contrario, l’erosione della Lega sembra rallentare: 372 mila elettori al suo apparire agli attuali 407.000. Se questa tendenza venisse confermata, Futuro nazionale potrebbe insidiare in maniera apprezzabile il partito di maggioranza relativa.

Dal punto di vista delle caratterizzazioni sociodemografiche, l’elettorato di Vannacci è decisamente più maschile (62% contro il 38% di donne), ma è piuttosto trasversale quanto all’età: l’appeal dai giovani agli anziani rimane infatti piuttosto costante nelle diverse classi di età (che nella composizione dell’elettorato di Vannacci prevalgano le classi di età meno giovani non dimostra infatti una maggiore attrattività, ma dipende dal fatto che l’Italia è un Paese particolarmente anziano). Da notare inoltre che emerge una certa capacità attrattiva nei confronti delle giovani generazioni, che tendono a crescere un po’ più di quanto avviene per i meno giovani. 

Per quel che riguarda la condizione economica, la maggiore attrattività si ritrova nelle condizioni basse e medio/basse, che insieme compongono oltre il 50% dell’elettorato attuale di Futuro nazionale, mentre il 34% è composto da elettori di condizione media. Le aree economiche medie e deboli sono anche quelle che segnalano una maggiore crescita negli ultimi mesi. 

Per quel che riguarda la condizione professionale, il massimo di appeal lo troviamo tra i disoccupati e gli operai. Dal punto di vista territoriale, la presenza è maggiore nei piccoli e medi Comuni del Centro-Nord, mentre è minore l’attrattività nel Sud, anche qui con livelli più elevati nei Comuni più piccoli.

Infine, un tema di cui si dibatte è relativo alla potenzialità espansiva di questa nuova formazione. Ci si chiede infatti a quanto potrebbe arrivare. Naturalmente è difficilissimo fare stime attendibili sul futuro, che dipendono da una pletora di variabili imponderabili. Però, sia pur con grandi limiti, se ragioniamo sulla potenzialità attrattiva in termini di interesse per il leader di Futuro nazionale (quanti cioè apprezzano Vannacci pur non votando per FnV), e la considerazione per il partito (quanti tengono in considerazione l’ipotesi di votare per Vannacci pur attualmente non indicandolo come prima scelta), interpolando i due dati si può stimare attualmente un ulteriore bacino elettorale potenziale (1.518. 000) di dimensioni di poco inferiori alla stima dell’elettorato attuale (1.628.000 elettori).

È un bacino potenziale che sembra distribuirsi in modo abbastanza simile all’intenzione di voto attuale, anche se qualche differenza è possibile individuarla guardando con attenzione alle stime per i singoli gruppi con cui abbiamo analizzato i nostri campioni: qui troviamo, ad esempio, più elettori con condizione economica medio-alta, ceto impiegatizio, residenti nelle grandi città del Sud.

Va altresì osservato che non sono escluse future defezioni tra coloro che oggi dichiarano la loro intenzione di votare per Vannacci, attratti più dalla novità e dal clamore mediatico che dalla proposta politica. In un elettorato volatile, i ripensamenti non sono infrequenti (non è affatto certo che l’orientamento espresso oggi da un elettore rimanga invariato fino al giorno delle elezioni) e potrebbero essere influenzati anche dalla possibile nuova legge elettorale, dalla politica delle alleanze e dal ricorso al «voto utile».

In vista delle prossime elezioni sarà interessante verificare se l’elettorato di FnV preferirebbe allearsi con l’attuale maggioranza o propenderebbe per una corsa solitaria: le opinioni sul governo attuale non sciolgono i dubbi, dato che il 55% esprime un giudizio positivo contro il 42% che dà una valutazione negativa.

In conclusione, possiamo dire che Futuro nazionale ha il profilo classico della formazione ancorata a destra, che raccoglie prevalentemente un elettorato di protesta: cittadini in difficoltà o comunque in condizioni socio-economiche difficili, trasversali dal punto di vista dell’età, presenti nelle professioni meno qualificate, spesso residenti al di fuori delle aree urbane. È un pezzo di elettorato che proviene in buona parte proprio da quelle aree politiche che avevano messo al centro della loro campagna la difesa di questi ceti e che forse non sono riusciti a farlo. Sembra quindi che il terreno di coltura della nuova formazione sia più tema della (mancata) protezione sociale rispetto a quello, pur non trascurabile, della narrazione identitaria.